I termini della parità nella lingua
della pubblica amministrazione
Studi e iniziative in Italia e in Europa
1° aprile 2011
Università Cà Foscari, Venezia
Orsola Fornara
Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori)
Ministero del lavoro, Direz. generale politiche per l’orientamento e la formazione
Di cosa parliamo oggi
1. Per avere le pari opportunità vanno eliminati
ancora molti stereotipi, pregiudizi e
discriminazioni, anche dal linguaggio.
2. Perché è importante usare un linguaggio
rispettoso dei generi?
3. In particolare, perché è importante che la PA
usi un linguaggio inclusivo?
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua veicola
discriminazioni e stereotipi? Se sì, come vi
pone rimedio?
1.
Per le pari opportunità, vanno eliminati
molti stereotipi e pregiudizi,
anche dal linguaggio
È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio (Albert Einstein)
…tuttavia, vogliamo provarci
Stereotipi palesi:
Donna al volante, pericolo costante
Chi dice donna dice danno
Stereotipi nascosti:
I diritti dell’uomo
La paternità di un’opera d’arte
Il signore e la signora Rossi
Buoni (1) e cattivi (2); uomini (1) e donne (2)
La governante; il governante
Le immagini
Esempio 1:
Campagna di comunicazione del Ministero del lavoro
"Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"
Dal comunicato stampa:
“La campagna proposta è multisoggetto: l’agricoltore, il
capocantiere e l’autotrasportatore, così come l’imprenditore,
ciascuno nel rispettivo contesto, riceve lo stesso richiamo ai valori
in gioco quando si tratta della tutela dei propri affetti e, quindi,
della sicurezza sul lavoro.”
Messaggio:
“Per i lavoratori: qualunque lavoro tu faccia, tornare a casa da
chi ti ama è un diritto. E la cultura della sicurezza è la migliore
prevenzione dagli infortuni. Segui le regole che tutelano il bene più
importante per te e i tuoi cari: la tua vita.
Per i datori di lavoro: qualunque azienda tu diriga, far tornare a
casa chi lavora è un dovere. E la cultura della sicurezza è la
migliore prevenzione dagli infortuni. Segui le regole che tutelano il
bene più importante per la tua azienda: te e i tuoi collaboratori.”
Esempio 2: classificazione Isco ILO
Esempio 2: sito web dell’ILO - classificazione Isco
Caption:
Photographer:
Country:
Date taken:
Copyright:
Portrait of a female worker at a construction site.
Maillard J.
Thailand
1990
ILO
Esempio 3: le offerte di lavoro
dell’ufficio federale svizzero di statistica
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/news/stelle
nangebote.html
Esempio 2: le offerte di lavoro, l’esempio svizzero
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/news/stellenangebote.html
Esempio 3: le offerte di lavoro, l’esempio svizzero
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/news/stellenangebote.html
Ufficio federale di statistica > Attualità > Offerta di posti
[…]
L'Amministrazione federale promuove le pari opportunità. Secondo questo postulato i
candidati di tutte le regioni del Paese hanno le stesse possibilità. Di regola
nell'Amministrazione federale sono necessarie buone conoscenze di almeno una seconda
lingua ufficiale. Le candidature femminili e latine sono particolarmente gradite!
F u n z io n e
Is titu z io n e c o m p e te n te
L u o g o d i la v o ro
U ffic io fe d e ra le d i s ta tis tic a
G ra d o
d 'o c c u p a
z io n e
80 %
C o lla b o ra to re /tric e s c ie n tific o /a (8 0 % )
C o lla b o ra to re /tric e s c ie n tific o /a
s ta tis tic a d e lla ric e ttiv ità tu ris tic a 8 0 100%
U ffic io fe d e ra le d i s ta tis tic a
100 %
N e u c h â te l
C o lla b o ra to re /tric e s p e c ia lis ta
P ro filin g
U ffic io fe d e ra le d i s ta tis tic a
100 %
N e u c h â te l
S p e c ia lis ta in m e d ic in a (5 0 % )
U ffic io fe d e ra le d i s ta tis tic a
50 %
N e u c h â te l
U n /a re s p o n s a b ile d e lla S e z io n e
C rim in a lità e d iritto p e n a le (8 0 - 1 0 0 % )
U ffic io fe d e ra le d i s ta tis tic a
100 %
D a ta d 'in iz io
N e u c h â te l
N e u c h â te l
2. Perché è importante usare un
linguaggio rispettoso dei generi?
Rapporto lingua – realtà – pensiero
(ipotesi Sapir-Whorf)
 la lingua non è il riflesso diretto della
realtà (fatti reali), ma esprime il nostro
pensiero rispetto alla realtà
 la lingua, fissandosi in certe forme,
condiziona e guida il pensiero e
l’interpretazione della realtà (esperimenti
di psicolinguistica)
2.
Perché è importante usare un
linguaggio rispettoso dei
generi?
• La lingua veicola e rafforza gli stereotipi: spesso
pone la donna in posizione subordinata rispetto
all’uomo
• La lingua condiziona il pensiero: il maschile
“neutro” evoca referenti maschili, quindi
“neutralizza” le donne!
• Il sessismo della lingua va a scapito di chiarezza
e trasparenza:
da La Repubblica online, 7.3.2011 Benvenuti a Sant’Agata, la città delle donne
• Ciò che non si dice, non esiste
3. Perché è importante che la PA usi
un linguaggio inclusivo?
 Ruolo della PA
portatrice di interesse generale: principio di
trasparenza
ruolo propulsivo: proposta di standard e
armonizzazione rispetto all’area di indeterminatezza
diffusione di buone prassi
 Il linguaggio della PA è formale, controllato,
modificabile da atti appositi, indipendente da
giudizi soggettivi sulla connotazione dei
termini, utilizza modelli “riadattati”
 L’impegno personale e il quadro normativo
4.
Le istituzioni riconoscono che la
lingua veicola discriminazioni e
stereotipi?
La critica al sessismo linguistico nasce con il
movimento femminista anni ‘70 in Usa, che
denuncia: la lingua non veicola adeguatamente
la nozione di genere, ma ne dà una visione
deformata
Vengono così definite Linee guida istituzionali
In Italia, percorso inverso:
dalle Linee guida di Alma Sabatini nasce il
dibattito nella società
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
 Onu (Commission on the status of women)
Dichiarazione universale dei diritti umani (1948)
l’art. 1 affermava che tutti gli uomini nascono liberi e uguali
in dignità e diritti
grazie alle pressioni delle donne delle lobbies nella
Commissione sullo Status delle donne e delle
delegazioni sovietiche e indiane la dizione fu cambiata in
“esseri umani”.
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
Europa (Commissione e Parlamento europeo, altri Stati)
 Raccomandazione R(90)4, 1990, del Comitato dei Ministri
sull’eliminazione del sessismo nel linguaggio
 Donne e linguaggio, di Patricia Niedzwecki, 1993, pubblicato dalla Ce
 Raccomandazione REC(2003)3 del Comitato dei Ministri agli Stati
membri sulla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini ai
processi decisionali politici e pubblici (cita buone pratiche: Francia,
Svizzera, Austria, Germania)
 La neutralità di genere nel linguaggio usato dal Parlamento europeo,
Linee guida del Parlamento europeo, maggio 2008
(http://ec.europa.eu/dgs/translation/rei/documenti/rete/neutralitagenere.pdf)
 Spagna, 2007: Legge costituzionale 3/2007 per la parità effettiva tra gli
uomini e le donne, cita tra i criteri generali di attuazione dei poteri
pubblici l’adozione di un linguaggio non sessista in ambito
amministrativo e la promozione dello stesso nella totalità dei rapporti
sociali, culturali ed artistici
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
In Italia, a livello centrale:
Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua
italiana (Alma Sabatini, PCM e Commissione nazionale
per la parità e le PO tra uomo e donna, 1987)
http://www.innovazionepa.it/dipartimento/documentazione/document
azione_pari_opportunita.htm
 La società cambia, è necessario cambiare l’atteggiamento
nei confronti della donna
 Le scelte linguistiche coerentemente devono veicolare
questo cambiamento
 È necessario avere la consapevolezza che la lingua è
androcentrica
 Proposte: le Raccomandazioni
Le Raccomandazioni (1)
Le forme sessiste derivano da:
Asimmetrie grammaticali, come l’uso del
maschile generico
es. i cittadini: si usa il maschile per denotare
sia maschi che femmine
Asimmetrie semantiche, che riflettono gli
stereotipi sociali
es. un governante/una governante
Le Raccomandazioni (2)
Proposte di forme da evitare e come
sostituirle, in tre ambiti:
1. maschile neutro (o generico, o non marcato)
2. nomi, cognomi, titoli
3. agentivi, ovvero cariche, professioni, mestieri
Le Raccomandazioni (3)
1. Il maschile neutro
 evitare l’uso del maschile come genere non marcato
(diritti dell’uomo > umani, della persona)
 anteporre il femminile nelle coppie oppositive (uomini
e donne > donne e uomini, alternare)
 evitare parole tipo fratellanza > solidarietà
 accordare aggettivi e participi al femminile se la
maggioranza dei nomi, o l’ultimo nome, sono
femminili: Maria, Francesco e Giovanna sono
arrivate
 evitare di citare le donne come categoria a parte
(questi popoli si spostavano con donne, vecchi,
bambini in cerca… > questi popoli si spostavano in
cerca…)
Le Raccomandazioni (4)
2. Nomi, cognomi, titoli
 evitare segnalazioni asimmetriche di donne e
uomini (es. la Gelmini e Tremonti > Gelmini e
Tremonti)
 usare signora (simmetrico di signore) e non
signorina
 usare il titolo professionale e non signora,
specie se lo si fa per i nomi maschili (la signora
Rossi e il prof. Bianchi > la prof. Rossi e il prof.
Bianchi)
 parlando di una coppia usare anche il cognome
della donna (il signore e la signora Curie > la
coppia Curie-Slodowska)
Le Raccomandazioni (5)
3. Gli agentivi (titoli professionali)
 evitare il maschile per posizioni di prestigio, se esiste il
femminile per mansioni inferiori (la segretaria generale, la
governante)
 evitare il maschile per cariche che hanno forma femminile
(la senatrice, la scrittrice, la ricercatrice)
 evitare di usare al maschile gli epiceni (la presidente, la
parlamentare)
 evitare le forme in –essa se esiste, o si può formare, la
forma in –a (ministra, sindaca e cariche militari: capitana,
marescialla)
 i maschili in –sore > -sora (assessora, difensora)
 usare l’articolo femminile per i termini invariabili in –a, -e e
i composti con capo- (la poeta, la vigile, la capo-famiglia)
Le reazioni: critiche e adesioni
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
Ancora a livello centrale:
Norme su annunci di concorsi pubblici e ricerca di lavoro
di privati (Codice pari opportunità D. Lgs. 198/2006, capo II,
art. 27, c. 5) “la prestazione richiesta deve essere
accompagnata dalle parole dell’uno e dell’altro sesso” (cfr.
Olita, 2006)
Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle
amministrazioni pubbliche (Cassese, DFP, 1993) e Manuale
di stile: strumenti per semplificare il linguaggio delle
pubbliche amministrazioni (Fioritto, DFP, 1997, 2009)
Codice e Manuale di stile riprendono le Raccomandazioni, salvo l’accordo
femminile di aggettivi e participi coi nomi che sono in maggioranza.
Introducono raccomandazione sui moduli: es. …l… sottoscritto/a, nato/a
a…
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e
donne nelle amministrazioni pubbliche (Direttiva 23
maggio 2007, DFP e DPO) le amministrazioni pubbliche
devono “utilizzare in tutti i documenti di lavoro (relazioni,
circolari, decreti, regolamenti, ecc.) un linguaggio non
discriminatorio, come ad esempio usare il più possibile
sostantivi o nomi collettivi che includano persone dei due generi
(es. persone anziché uomini, lavoratori e lavoratrici anziché
lavoratori);”
Atto di sindacato ispettivo del Senato n. 1-00107 (31
maggio 2007)
Linee guida per la valorizzazione dell’immagine e dell’identità di
genere nella comunicazione istituzionale (Rete nazionale delle
consigliere di parità, 2007)
Regole e suggerimenti per la redazione di testi normativi
(Osservatorio legislativo interregionale, 3° ed 2007)
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
A livello locale:
Statuti dei Comuni di Pisa, Reggio Emilia, Roma,
Venezia e altri (dal 2000): “in tutti gli atti del comune si
deve usare un linguaggio non discriminante, in
particolare sono espresse al femminile le
denominazioni di incarichi e funzioni ricoperte da
donne”
Esempio recente (novembre 2010) del Comune di Imola, che
riscrive il proprio Regolamento esplicitando la differenza di
genere
4. Le istituzioni riconoscono che la lingua
veicola discriminazioni e stereotipi?
Numerosi progetti istituzionali, alcuni finanziati
dalla Commissione europea (Fse, Equal, V
programma d’azione per le pari opportunità,
ecc.), o iniziative in ambito universitario
Alcuni prodotti:
Manuale on line della didattica di genere, su:
http://manuale.csea.it
Sito del Cirsde, Università di Torino www.cirsde.unito.it
Linee guida dell’Università di Palermo
http://portale.unipa.it/urp/home/scrivi_bene_parla_chiaro/manuali_per_la_re
dazione_di_testi_amministrativi_e_normativi.html
Esempi - 1
 Unar: Concorso di fotografia "Diversità urbana"
03 Marzo 2011
"Diversità urbana" è il 1° Concorso fotografico lanciato
dall'UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'intento è quello di far emergere a livello nazionale ogni
iniziativa di conoscenza reciproca che, a partire dalla
rimozione degli stereotipi che favoriscono la conflittualità,
favorisca il dialogo e l'inclusione sociale nei contesti urbani
tra cittadini italiani, stranieri, rom, sinti e di altre minoranze
etnico-linguistiche e di altre religioni, tra persone disabili, tra
giovani ed anziani e tra persone con diverso orientamento
sessuale ed identità di genere.
Esempi - 1
Unar (segue)
Il Concorso, a cui si potrà partecipare fino al 15 aprile 2011,
è rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni e premierà, con
1.000,00 euro ciascuna, le migliori 6 foto ritenute vincitrici
ex-equo dalla Commissione giudicatrice formata da esperti
dell’UNAR e dal National Working Group contro le
discriminazioni.
Inoltre, le migliori foto (vincitrici e non) saranno selezionate
e diffuse nell’ambito di campagne informative e di
sensibilizzazione elaborate dal Dipartimento per le Pari
Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre
ad essere pubblicate in un libro fotografico e usate per
mostre fotografiche di rilievo nazionale.
3 marzo 2011
Esempi - 2
 Bando consulenti del lavoro, Ministero del lavoro
[…]
I candidati diversamente abili possono sostenere le prove con
gli ausili e i tempi aggiuntivi necessari in relazione allo
specifico handicap ai sensi dell’articolo 20 della legge n.
104/92. Tale condizione deve essere rappresentata nella
domanda di esame con indicazione del tipo di supporto
richiesto.
Alla candidata che necessita di un periodo per allattamento,
potranno essere assegnati tempi aggiuntivi per lo svolgimento
delle prove di durata pari al periodo stesso. Tale condizione
dovrà essere tempestivamente rappresentata alla
Commissione.
Esempi - 3
 Ricercatore universitario a tempo determinato
(Università Cà Foscari Venezia, facoltà di economia)
Schema di domanda
http://intra.unive.it/plapps/bandi/common/showbando?id=21255
Il sottoscritto chiede di essere ammesso alla procedura di valutazione
comparativa sopra descritta.
COGNOME ______(per le donne indicare il cognome da nubile) NOME_______
NATO A ___________PROV. ______IL ______SESSO _____
ATTUALMENTE RESIDENTE A __________PROV. ________ […]
A tal fine, […] DICHIARA
di essere nato in data e luogo sopra riportati;
di essere residente nel luogo sopra riportato;
di eleggere il seguente domicilio presso il quale indirizzare le comunicazioni […]
COMUNE __________________ PROV. ___________ […]
di possedere la seguente cittadinanza: ITALIANA
di non aver riportato condanne penali […]
di non essere stato destituito o dispensato dall'impiego presso una Pubblica
Amministrazione […];
di essere iscritto nelle liste elettorali del comune di […]
di trovarsi nella seguente posizione nei riguardi degli obblighi militari:
_______________________________________________
Il sottoscritto allega alla presente domanda: ….
il dichiarante ______________________
Esempi - 4
 Sperimentiamo se il maschile generico è inclusivo
(Dal sito di Cà Foscari, home page)
Premio Luca Pacioli
Cà Foscari indice la prima edizione del premio Luca Pacioli, destinato
a scienziati, filosofi, letterati, storici, economisti, che si sono distinti
per particolari meriti in ambito internazionale.
Il Premio, assegnato annualmente, consiste in una somma di denaro
pari ad euro 15.000.
I candidati al Premio potranno essere studiosi, artisti, letterati,
economisti, scienziati, la cui attività abbia avuto importanti
riconoscimenti internazionali e forte valenza interdisciplinare. I
candidati, in ogni caso, non potranno essere docenti di Ca' Foscari.
Ciascun Dipartimento dell'Università Ca' Foscari può avanzare una
candidatura, singola o congiunta con altri Dipartimenti. La
candidatura, corredata da adeguata e dettagliata motivazione, dovrà
essere inviata alla Divisione Ricerca, in formato cartaceo e firmata
dal Direttore o dai Direttori di Dipartimento, entro il 31 marzo 2011.
Tutte le informazioni sul sito web della Divisione Ricerca.
Comunicato stampa su internet:
http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=75520
Esempi - 5
Avviso per la concessione di finanziamenti a favore di
istituti di istruzione secondaria di II grado per la
progettazione e realizzazione di moduli didattici sulle
differenze di genere (Formez e Dipartimento DPO, maggio
2008)
PREMESSA
 Una formazione che preveda percorsi educativi di genere
è fondativa per aiutare studentesse e studenti a
sviluppare capacità critica rispetto a ogni altra differenza
e a riconoscere come discriminante o stereotipata ogni
visione che identifichi ruoli consolidati storicamente come
caratteristiche innate dei soggetti.
(segue…)
Avviso Formez - segue
Esempi - 5
Il presente avviso ha lo scopo di:
 motivare le/gli insegnanti delle scuole secondarie di II
grado a progettare, realizzare e documentare attività
didattiche, secondo logiche multidisciplinari e di attivo
coinvolgimento di studenti/studentesse, di
approfondimento della tematica delle pari opportunità
donna-uomo;
 favorire negli studenti/studentesse l’acquisizione di
strumenti di comprensione e riflessione critica al fine di
migliorare la consapevolezza e la sensibilità sulle
tematiche delle pari opportunità, stimolare la loro
capacità di riconoscere fattispecie di discriminazione di
genere e di avere comportamenti coerenti con la cultura
delle pari opportunità donna-uomo;
 favorire lo sviluppo di modelli didattici che siano
trasferibili […];
 stimolare la creazione di collaborazione in rete tra Istituti
e con altre realtà presenti nel territorio […]. (segue…)
Avviso Formez - segue
Esempi - 5
2. OGGETTO DELL’AVVISO […]
e. l’uso di un linguaggio non sessista è fondativo del rispetto
dovuto ad ambedue i generi e ad ogni soggetto. Non è solo
necessario usare sempre il femminile e il maschile per
sostantivi e aggettivi e raddoppiare le desinenze, ma
occorre avviare con studentesse e studenti una riflessione
critica e storica sull’evoluzione della lingua (italiana e altre
oggetto di studio) perché comprendano che non si tratta di
uno strumento neutro ma che riflette culture e rapporti di
dominio nelle società, che è altresì uno strumento flessibile
che si modifica e rispecchia nel suo mutare i cambiamenti
culturali e sociali;
f. il linguaggio, come altre forme di comunicazione, è veicolo
di significati più profondi di quanto non appaia in superficie,
e questo riguarda in particolare segnali e messaggi che
contengono stereotipi e pregiudizi sessuali: è necessario
porre giovani donne e uomini nella condizione di decifrarli,
di sviluppare capacità critiche da applicare a ogni forma di
comunicazione e comportamento, per saper decostruire non
solo stereotipi di genere, ma difendersi da proposte di
modelli di femminilità e mascolinità vincolanti la libertà di
espressione del sé di ciascuno e ciascuna. […]
Esempi - 6
classificazione e nomenclatura Istat delle
professioni 2008
(www.istat.it/strumenti/definizioni/professioni/ )
Tutto al maschile? NO! solo f.: fotomodella,
operatrice di mensa, soubrette, donna delle
pulizie, collaboratrice familiare (e solo m. altri
collaboratori: es. coll. amministrativo, di agenzia
di stampa, di farmacia… tutte professioni più
qualificate)
 classificazione e nomenclatura Istat delle
professioni 2008
 classificazione e nomenclatura Istat delle
professioni 2008
Esempi - 6
 classificazione e nomenclatura Istat delle
professioni 2008, p. 207
6.3.1 - Artigiani ed operai specializzati della meccanica
di precisione su metalli e materiali similari
Le professioni classificate in questa Classe costruiscono,
riparano e tarano strumenti di precisione; protesi per
ripristinare funzioni e ridurre disabilità fisiche nell’uomo;
strumenti musicali; strumenti ottici, orologi e gioielli.
Per concludere
La PA promuove il linguaggio non sessista, ma…
1. non c’è uniformità sul territorio
2. ci si affida all’iniziativa individuale
3. in generale, sono necessari mutamenti
anche a livello sociale più ampio (ruoli
familiari, sociali, relazioni di potere;
importante ruolo dei media)
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Il linguaggio non sessista in Italia