SICSI
Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Come l’informatica ha rivoluzionato
il mondo
Corso di
Storia dell'informatica e del calcolo automatico
A.A. 2006-2007
Emilia D’Aniello
“I computer sono inutili, possono dare solo risposte.”
di Pablo Picasso
“Pensare? Perché pensare! Abbiamo i computer che lo fanno per noi.”
di Jean Rostand
Etimologia della parola Informatica
La parola Informatica deriva dalla parola francese Informatique, compressione di
Information e Automatique (informazione automatica), termine coniato
dall’ingegnere francese Philippe Dreyfus nel 1962, termine utilizzato per riferirsi
alla gestione automatica dell'informazione mediante calcolatore.
La cultura anglo-americana utilizza invece il termine Computer Science che
evidenzia un legame tra il concetto di scienza e l'area di studio di tale
disciplina, cioè presuppone l'esistenza della figura dello scienziato interessato
all'approfondimento della conoscenza della tecnologia dell'elaborazione.
Ma quale è la definizione del termine Informatica?
da Wikipedia:
Informatica è la disciplina che si occupa della raccolta e del trattamento delle
informazioni o, più specificamente, dell’elaborazione di dati per mezzo di
calcolatori elettronici.
Computer science is the study of the theoretical foundations of information and
computation and their implementation and application in computer systems.
La parola Informatica associata alla parola Computer
Nella vita comune spesso si associa il temine Informatica al Computer, a tal proposito
Edsger Wybe Dijkstra, informatico olandese (vincitore del Premio Turing nel 1972 per il
contributo scientifico apportato nel campo della scienza e dell’arte dei linguaggi di
programmazione), diceva:
“L'informatica non riguarda i computer più di quanto
l'astronomia riguardi i telescopi.”
Applicazioni informatiche
Hardware e software formano un sistema informatico; formano uno strumento utile per
fare qualcosa, questo qualcosa è l'applicazione.
Applicazione in informatica è tutto ciò che si può ottenere con l'utilizzo degli strumenti
informatici (sistema hardware + software).
Soltanto i sistemi operativi e i loro componenti non sono considerati applicazioni, in
quanto necessari al funzionamento intrinseco degli strumenti. La componente hardware
oggi ha perso la sua rilevanza, tanto che un sinonimo di applicazione è “software per ...
fare qualcosa”. L'assunto di partenza può quindi anche essere espresso in termini di
software applicativo, in contrapposizione al software di base.
Se su un computer ci fosse installato solo il sistema operativo funzionerebbe
perfettamente ma l'utente non sarebbe in grado di farci nulla.
Storia delle applicazioni informatiche
Il termine applicazione informatica è nato quando il computer è uscito dalle mani degli
scienziati e dalle stanze degli istituti di ricerca ed è entrato nel resto del mondo.
Naturalmente il computer era utile anche prima (e lo è di certo ancor di più oggi, in
quegli ambienti), ma come ad esempio in ingegneria e così in informatica, si distingue
l'attività della ricerca pura da quella applicata.
Le prime applicazioni pratiche si ebbero, negli anni sessanta e inizio settanta, nelle
grandi aziende, e in generale nelle grandi organizzazioni pubbliche o private, laddove
soluzioni informatiche abbastanza semplici permettevano significativi risparmi di tempo
nelle operazioni quotidiane e di routine. Basti ricordare Banca d'Italia, Alitalia, Eni,
Montedison, Enel.
Con gli anni, e con uno sviluppo sempre più veloce delle capacità di elaborazione in
parallelo all'abbassamento dei costi, l'informatica ha pervaso qualsiasi settore, fino alla
vita quotidiana e all'intrattenimento personale.
Classificazione delle applicazioni informatiche
I criteri di classificazione del software applicativo possono essere diversi, ad esempio a
seconda del tipo di licenza concessa dall'autore verso il fruitore, oppure a seconda
dell'uso a cui è destinato.
Nel primo caso si tratta di software libero o software proprietario, con tutte le sfumature
intermedie.
Nel secondo caso (a cui può essere abbinata la classificazione di libero o proprietario)
esistono classificazioni dettate da organismi di grande autorevolezza, quali ad esempio
la FSF/UNESCO Free Software Directory, ma anche da chi fornisce servizi gratuiti di
repository, come ad esempio SourceForge e Freshmeat.
Alcune categorie di applicazioni informatiche
 Desktop: Anche definito software di produttività personale
 Education: Applicazioni utili alle scuole di tutti i gradi
 Games: Giochi, nel senso più ampio del termine
 Software development: Sviluppo di applicazioni (ma anche di software di base)
 Business o Enterprise: Grandi categorie che comprendono le cosidette applicazioni
"aziendali“
 Science: Applicazioni utili nei vari campi della scienza applicata, quali, ad esempio
Intelligenza Artificiale, Astronomia, Biologia, Chimica, ecc.
Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è la branca dell’informatica che studia la possibilità di realizzare
sistemi in grado di simulare le funzioni svolte dall’intelligenza umana, attraverso l’analisi
e la soluzione dei problemi tecnici (la realizzazione delle macchine) e di quelli più teorici
(la scrittura di programmi che permettano all’elaboratore di svolgere funzioni tipiche
dell’intelligenza umana). Ne consegue che le ricerche sull’intelligenza artificiale si
possono suddividere in due filoni fondamentali: da un lato, la ricerca psicologica e
fisiologica sulla natura del pensiero umano, dall’altro, lo sviluppo di sistemi di calcolo
numerico sempre più sofisticati.
Intelligenza artificiale: la storia
In tal senso la storia ha inizio nel XVII secolo quando Blaise Pascal (scienziato, scrittore e filosofo francese)
inventa la cosiddetta "Pascalina“. La macchina era capace di eseguire automaticamente addizione e sottrazione;
questa "macchina aritmetica" fu la capostipite dei calcolatori ad ingranaggi.
In età vittoriana Charles Babbage creò macchine calcolatrici a rotelle: "The difference engine" (la macchina alle
differenze) riusciva a fare calcoli differenziali ed arrivò a progettarne una intelligente che però, per problemi
tecnici, non riuscì mai a funzionare, avrebbe dovuto essere programmata con schede perforate, un po' come
accadde in seguito con i primi calcolatori.
Se la teoria dell' intelligenza artificiale evolve indipendentemente dai progressi scientifici, le sue applicazioni sono
fortemente legate agli avanzamenti della tecnologia informatica. Infatti, solo nella seconda metà del XX secolo è
possibile disporre di dispositivi di calcolo e linguaggi di programmazione abbastanza potenti da permettere
sperimentazioni sull'intelligenza.
La struttura dei calcolatori viene stravolta con la sostituzione dei "relè", usati per i primi calcolatori
elettromeccanici, con le "valvole" o tubi elettronici. Nel 1946 nasce ENIAC (Electronic Numerical Integrator And
Calculator), concepito come calcolatore moderno nel '45 da John von Neumann; faceva l'elaborazione a lotti
(batch) nell'ordine di migliaia di informazioni al minuto. La programmazione avveniva comunque tramite schede.
La seconda generazione di computer si ha nei '60, "The time sharing", sistemi basati sulla divisione di tempo e
quindi più veloci; più terminali, soprattutto telescriventi, sono collegati ad un calcolatore centrale. L'innovazione in
questo periodo sta nel passaggio dalle valvole ai transistor.
A quell'epoca i programmi erano fortemente condizionati dai limiti dei linguaggi di programmazione, oltre che dai
limiti di velocità e memoria degli elaboratori. La svolta si ha proprio tra gli anni '50 e '60, con linguaggi di
manipolazione simbolica come l'ILP, il LISP e il POP.
Intelligenza artificiale: il punto di svolta
Un punto di svolta della materia si ha con un famoso articolo di Alan Turing sulla rivista Mind nel 1950.
Nell'articolo viene indicata la possibilità di creare un programma al fine di far comportare un computer in maniera
intelligente. Quindi la progettazione di macchine intelligenti dipende fortemente dalle possibilità di
rappresentazione simbolica del problema.
Il test di Turing -così viene chiamata la condizione che la macchina dovrebbe superare per essere considerata
intelligente- è stato più volte superato da programmi e più volte riformulato, tanto che queste teorie hanno ricevuto
diverse confutazioni. Il filosofo Searle ne espose una famosa, chiamata "la stanza cinese".
Nello stesso anno dell'articolo di Turing sull'omonimo test per le macchine pensanti, Arthur Samuel presenta il
primo programma capace di giocare a Dama, un risultato molto importante perché dimostra la possibilità di
superare i limiti tecnici (il programma era scritto in Assembly e girava su un IBM 704) per realizzare sistemi capaci
di risolvere problemi tradizionalmente legati all'intelligenza umana. Per di più, l'abilità di gioco viene appresa dal
programma scontrandosi con avversari umani.
Nel 1956, alla conferenza di Dartmouth (la stessa conferenza a cui l' intelligenza artificiale deve il suo nome),
viene mostrato un programma che segna un'altra importante tappa dello sviluppo dell' intelligenza artificiale. Il
programma LT di Allen Newell, J. Clifford Shaw e Herb Simon rappresenta il primo dimostratore automatico di
teoremi.
La linea seguita dalla giovane intelligenza artificiale si basa quindi sulla ricerca di un automatismo nella creazione
di un'intelligenza meccanica. L'approccio segue essenzialmente un'euristica di ricerca basata su tentativi ed errori
oltre che investigare su tecniche di apprendimento efficaci.
Intelligenza artificiale: verso l’IA moderna
Secondo le parole di Minsky, dopo il 1962 l' intelligenza artificiale cambia le sue priorità: essa dà minore
importanza all'apprendimento, mentre pone l'accento sulla rappresentazione della conoscenza e sul problema ad
essa connesso del superamento del formalismo finora a disposizione e liberarsi dalle costrizioni dei vecchi
sistemi.
I punti cardine di questa ricerca sono gli studi di Minsky sulla rappresentazione distribuita della conoscenza,
quella che viene chiamata la "società delle menti", e il lavoro di John McCarthy sulla rappresentazione dichiarativa
della conoscenza. Quest'ultima viene espressa formalmente mediante estensioni della logica dei predicati e può
quindi essere manipolata facilmente. Con i suoi studi sul "ragionamento non monotono" e "di default", McCarty
contribuisce a porre gran parte delle basi teoriche dell' intelligenza artificiale.
Il punto di vista psicologico non viene assolutamente trascurato. Ad esempio il programma EPAM (Feigenbaum e
Feldman, 1963) esplora la relazione tra memoria associativa e l'atto di dimenticare. Alla Carnegie Mellon
University vengono sperimentati programmi per riprodurre i passi del ragionamento, inclusi eventuali errori.
L'elaborazione del linguaggio naturale sembra essere un campo destinato a un rapido sviluppo. La traduzione
diretta di testi porta però ad insuccessi che influenzeranno per molti anni i finanziamenti in tale campo. Malgrado
ciò, viene dimostrato abbastanza presto che si possono ottenere buoni risultati in contesti limitati.
I primi anni '70 vedono lo sviluppo dei sistemi di produzione, ossia dei programmi che sfruttano un insieme di
conoscenze organizzate in base di dati, attraverso l'applicazione di regole di produzione, per ottenere risposte a
domande precise. I sistemi esperti hanno sostituito i sistemi di produzione per via delle difficoltà incontrate da
questi ultimi, con particolare riferimento alla necessità di fornire inizialmente la conoscenza in forma esplicita e la
poca flessibilità delle regole di produzione. Questi sistemi, di cui Dendral è il più rappresentativo, mostrano le
enormi possibilità offerte da un efficace sfruttamento di (relativamente) poche basi di conoscenza per programmi
capaci di prendere decisioni o fornire avvisi in molte aree diverse. In pratica l'analisi dei dati è stata razionalizzata
e generalizzata.
Si pone ora il problema del trattamento dell'incertezza, che è parte costituente della realtà e delle problematiche
più comuni. Mycin introduce l'uso di "valori di certezza": un numero associato a ciascun dato e che viene calcolato
per la nuova conoscenza inferita. Malgrado ciò, le difficoltà nel trattare correttamente l'incertezza portano ad
abbandonare l'uso di sistemi a regole per avvicinarsi a quella che è la moderna intelligenza artificiale .
Robotica
Il robot è un dispositivo elettromeccanico automatico programmabile, usato nell'industria
e nella ricerca scientifica per svolgere un compito specifico o un repertorio limitato di
compiti attraverso il movimento di organi meccanici. I robot costituiscono dunque una
particolare categoria di dispositivi automatizzati. Benché non esistano criteri generali per
distinguerli da altri sistemi automatici, i robot tendono a essere più versatili e adattabili (o
riprogrammabili). Sono in grado di svolgere cicli predefiniti di lavoro in modo più rapido,
accurato ed economico di un operatore umano, funzionando in posizioni o in condizioni
rischiose per l'uomo, che vanno da particolari zone degli impianti di produzione, alle
profondità oceaniche, allo spazio extraterrestre.
Robotica: le origini tra mito e letteratura
Un’idea embrionale di robot si può già ritrovare in antichi miti che raccontano di leggendarie creature meccaniche
portate alla vita, più propriamente definibili 'automi'. I primi automi furono realizzati nei carillon delle chiese
medievali: nel XVIII secolo gli orologiai costruivano manichini semoventi capaci di battere le ore negli orologi
meccanici. Oggi il termine automa è applicato, nel linguaggio comune, ai dispositivi artigianali, di solito più
meccanici che elettromeccanici, realizzati per imitare le azioni e i movimenti degli esseri viventi. Alcuni dei robot
utilizzati per il cinema o a scopo di intrattenimento sono in realtà automi (nel senso sopra precisato), magari dotati
di sistemi di telecomando.
Il termine 'robot' deriva dal vocabolo ceco robota, che significa 'lavoro forzato'. Fu usato per la prima volta nel
1921, nell'opera teatrale R.U.R. (Rossum's Universal Robots), del romanziere e commediografo ceco Karel
Čapek; designava un dispositivo meccanico con le fattezze simili a quelle di un uomo che, mancando della
sensibilità umana, poteva svolgere solo operazioni automatiche e meccaniche. Nella finzione teatrale, il robot si
dimostrava invece all'altezza delle facoltà umane, giungendo ad asservire e distruggere il proprio creatore (un
tema ricorrente nelle opere di fantascienza). Figure simil-umane di questo tipo sono oggi più comunemente
definite 'androidi'.
Robotica: storia
I robot industriali sono macchine automatizzate, capaci di svolgere determinate fasi dei processi di produzione
industriale. Si dicono 'antropomorfi' quando hanno una struttura somigliante a quella di una parte anatomica
umana – nella maggior parte dei casi, a un braccio – e ne sanno imitare tutti i possibili movimenti. I robot di
saldatura, ad esempio, sono spesso robot antropomorfi. Le origini di questo tipo di dispositivi vanno ricercate nel
XVIII secolo, quando, nelle industrie tessili europee, comparvero i primi telai controllati da nastri di carta perforati.
Con la rivoluzione industriale, le fabbriche assunsero un livello crescente di meccanizzazione e automazione, fino
all'organizzazione dei processi in catene di montaggio. I primi veri robot furono realizzabili, tuttavia, solo dopo
l'invenzione del computer, negli anni Quaranta del Novecento. Il primo, chiamato Shakey, fu un modello
sperimentale progettato dai ricercatori dello Stanford Research Institute alla fine degli anni Sessanta; era in grado
di impilare dei blocchi, grazie all'uso di un computer che elaborava le informazioni visive raccolte da una
videocamera.
A metà degli anni Settanta la General Motors finanziò un programma di sviluppo che permise a Victor Scheinman,
ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, di mettere a punto un braccio meccanico motorizzato, che
diventò il 'manipolatore universale programmabile per montaggio' (PUMA, Programmable Universal Manipulator
for Assembly). Questo dispositivo segnò l'inizio dell'era dei robot.
Robotica: sviluppi recenti
I computer dei moderni robot sono basati su uno o più microprocessori che elaborano i dati ricevuti da diversi tipi
di sensori. Il più recente sistema messo in atto per la realizzazione di sistemi automatizzati è di tipo chimico e
sfrutta le proprietà di un polimero per conferire a un robot 'il senso del tatto'. Il polimero – il polipirrolo – funge da
sensore di pressione, proprio come nei sistemi biologici: si espande al variare della pressione e,
contemporaneamente, presenta variazioni nelle sue proprietà di conducibilità elettrica, fornendo un indice del
peso esercitato da un corpo a contatto con esso. Più precisamente, i cambiamenti di forma che il polimero mette
in atto in risposta alla pressione esercitata da un corpo a contatto con esso vengono convertiti in movimento da un
sistema costituito da due pellicole di polipirrolo separate da uno strato isolante: applicando una carica elettrica
positiva a una delle due pellicole e una negativa all’altra, il sistema si incurva simulando la reazione motoria alla
percezione di una sensazione tattile.
Applicando sistemi a retroazione, i robot possono modificare il loro funzionamento in risposta alle informazioni
raccolte dai sensori. L'uso commerciale dei robot si va diffondendo col crescere dell'automazione nei luoghi di
produzione. Nel campo dell'esplorazione dello spazio, vengono regolarmente inviati robot per la raccolta di
informazioni in zone attualmente inaccessibili all'uomo: si ricorda tra tutti il Sojourner, il robottino che nel 1997
esplorò il suolo del pianeta Marte, muovendosi autonomamente, raccogliendo campioni e registrando immagini.
Il Giappone è in prima linea tra le nazioni che esplorano le possibilità di sviluppo dei sistemi robotizzati. Non è
possibile predire, per ora, se gli androidi della fantascienza diverranno realtà; fino a oggi, anche l'imitazione di
un'azione apparentemente semplice come il camminare si è dimostrata complicata per i robot. La questione della
possibilità di creare un eventuale androide intelligente è competenza dell'intelligenza artificiale.
Domotica
La domotica è il complesso di tecnologie informatiche ed elettroniche applicate alla
gestione delle apparecchiature domestiche. La domotica prevede sistemi di controllo
automatizzato, che mirano a migliorare le prestazioni degli apparecchi domestici,
semplificarne le modalità di utilizzo, aumentarne la sicurezza, ridurre i consumi
energetici e, nel complesso, innalzare il livello di comfort dell’abitazione.
Domotica: evoluzione
Il termine è un composto del latino domus, 'casa', e “informatica”, sul modello del francese domotique, coniato
dall'ingegnere Pierre Mumbach. Gli albori della domotica risalgono alla fine degli anni Settanta, quando nacquero i
primi sistemi specifici per il controllo di una sola funzione, quali i telecomandi a infrarossi, per accendere e
spegnere le luci o comandare a distanza il movimento delle tapparelle. Seguirono i primi sistemi domotici integrati,
in cui un computer, posto al centro della casa, può controllare gli angoli più remoti dell’abitazione mediante
connessioni elettriche, può comandare l’illuminazione, regolare la temperatura o rivelare un'intrusione.
Quando, alla fine degli anni Ottanta, furono messe a punto le reti informatiche locali, divenne possibile creare
all'interno degli edifici un sistema standardizzato di collegamenti, in grado di far comunicare fra loro dispositivi di
tipo diverso. Utilizzando la rete, un dispositivo di comando può trasferire le informazioni a un apparecchio posto in
qualunque punto dell’edificio, mentre un sensore può inviare un allarme al dispositivo di segnalazione, che a sua
volta può trasmetterlo direttamente a una centralina esterna per la sicurezza. In una rete così realizzata, i
dispositivi terminali di ricezione e invio dei dati possono essere spostati, o possono aumentare di numero, a
seconda delle esigenze dell'utente, pur mantenendo invariata la struttura dell’installazione.
Domotica: diffusione e settori di utilizzo
La diffusione di questi sistemi è ancora molto limitata, soprattutto a causa dei costi elevati. Si trovano, con funzioni
piuttosto circoscritte, nei grossi impianti alberghieri di recente costruzione, negli aeroporti (ad esempio, è
informatizzato in questo senso il sistema di recupero dei bagagli all’aeroporto di Malpensa 2000), nelle stazioni,
nei luoghi destinati a servizi collettivi.
La domotica, inoltre, si propone come un sistema per rendere relativamente autosufficienti anziani e disabili:
attrezzando l’abitazione con strumenti ed elettrodomestici robotizzati, un computer centrale e un sistema di
videocamere, ad esempio, un individuo costretto all’immobilità può muoversi virtualmente nell’abitazione mediante
il comando a distanza degli apparecchi elettrici ed elettronici, delle porte, delle finestre e dell’illuminazione.
Burotica
La burotica è l’insieme delle attività, delle tecnologie e delle procedure impiegate per
razionalizzare e automatizzare il lavoro d’ufficio, sia nella sfera dell’amministrazione
pubblica che privata, allo scopo di aumentare l’efficienza e velocizzare l’esecuzione
delle diverse operazioni.
Burotica: strumenti e settori di applicazioni
Il termine risulta dalla combinazione di buro(cratico) e (informa)tica, sul modello del francese bureautique, coniato
nel 1976 dall’ingegnere L. Naugés; nel mondo anglofono, il medesimo insieme di attività e sistemi viene definito
con la locuzione office automation, ormai entrata nell’uso comune anche in italiano. Le aree di interesse della
burotica sono la redazione di documenti, la contabilità, l’analisi dei dati, l’archiviazione. Tra gli strumenti utilizzati, i
più diffusi sono la videoscrittura, il foglio elettronico, l’archivio computerizzato, nonché, ai fini dello scambio di
informazioni, fax, posta elettronica e sistemi di videoconferenza.
I programmi di videoscrittura (word processing) tramutano il computer in una macchina da scrivere elettronica,
con la quale l’utente può scrivere un testo, correggerlo, spostarne delle parti, cancellarne altre, inserire nuovi
passaggi, tutto sullo schermo di un monitor: a conclusione del lavoro, il documento può essere inviato a una
stampante. Rispetto a una macchina da scrivere, inoltre, gli odierni sistemi di videoscrittura permettono di creare
documenti molto più sofisticati, contenenti immagini, grafici, tabelle e ogni genere di carattere speciale. Un foglio
elettronico (spreadsheet) consente di inserire un testo in numerose righe e colonne: ogni cella è definita dalla riga
e dalla colonna cui appartiene e può contenere numeri, testo, formule e complicate istruzioni per la manipolazione
dei dati. Gli archivi computerizzati (database) sono programmi progettati per conservare le informazioni in modo
da poterle facilmente richiamare o aggiornare.
Essenziale per la rapidità di elaborazione delle informazioni e lo scambio dei dati è il collegamento dei computer
in una rete locale. Questo tipo di collegamento avviene attraverso la cosiddetta LAN, una rete di cavi circoscritta
all’edificio (o ai locali) dell’ufficio. Diversamente dalla LAN, il collegamento alla rete Internet, che permette di
trasmettere dati e messaggi a utenti distanti, utilizza la rete telefonica pubblica o altri sistemi di comunicazione più
complessi, quali linee telefoniche dedicate e trasmissioni via satellite.
Terza Rivoluzione Industriale
Poter interagire facilmente con il calcolatore rivoluziona il mondo del lavoro.
Schema riassuntivo degli eventi che hanno portato alla Terza Rivoluzione Industriale
fasi storiche
Caratteri principali
I° Rivoluzione
Industriale
Utilizzo del vapore per controllare le macchine durante
l'estrazione dei metalli. Uso della prima forma di automazione:
il motore a vapore che sostituiva la forza animale.
II° Rivoluzione
Industriale
Uso del petrolio per alimentare le macchine; imbrigliamento
dell'energia elettrica per automatizzare il settore industriale.
In questa fase si denota ancora di più lo spostamento
dell'attività economica dall'uomo alla macchina.
III° Rivoluzione
Industriale
Organizzazione delle attività economiche della società.
Dominio della mente: uso di macchine a controllo numerico,
software più potenti e sofisticati e Rete Internet
Con terza rivoluzione industriale si intendono tutti i cambiamenti tecnologici e industriali
venutisi a creare dall'inizio degli anni cinquanta del XX secolo fino ai giorni nostri.
Terza Rivoluzione Industriale
Alla fine del secondo millennio, e all'alba del terzo, è in atto un'interazione di sei nuove
tecnologie - microelettronica, informatica, telecomunicazioni, nuovi materiali di sintesi,
robotica e biotecnologia - per la creazione di ciò che gli storici dell'economia
chiameranno la terza rivoluzione industriale. I progressi della scienza di base in queste
sei aree hanno creato nuove tecnologie che hanno permesso la nascita, e stanno
permettendo il rapidissimo sviluppo, di un insieme di nuove industrie, quali quella
informatica. Mentre le vecchie industrie sono sottoposte ad un processo di reinvenzione. Il retailing via Internet sostituisce il retailing tradizionale. Ora, la fonte di
ricchezza dell'uomo, sta nel "sapere", nella "conoscenza". L'uomo più ricco del mondo,
Bill Gates, non possiede risorse naturali e neppure eserciti. Per la prima volta nella
storia dell'uomo, la persona più ricca del mondo possiede soltanto conoscenza.
L'economia basata sul sapere prende quindi il posto dell'economia basata sull'industria.
Ciò che realmente cambia non sono le informazioni su ciò che desideriamo acquistare,
ma il modo in cui acquistiamo i beni essenziali e ciò che acquistiamo. Nella terza
rivoluzione industriale, i lavoratori stanno lasciando il settore manifatturiero per entrare
nei servizi.
Terza Rivoluzione Industriale
Intorno ai primi anni settanta un mutamento profondo cominciò a investire alcuni settori
della grande industria. Iniziava a sentirsi il bisogno di cambiamento a questa e ad altre
esigenze diede una risposta efficace e originale una fabbrica giapponese di automobili,
la Toyota, grazie a una profonda trasformazione tecnologica e dell'organizzazione del
lavoro in fabbrica. Una tale trasformazione viene resa possibile dalle straordinarie
innovazioni tecniche fondate sul computer. Nel mondo industriale i computer hanno
rivelato la loro straordinaria potenzialità nella capacità di sostituire lavoro umano, per la
quale secondo alcuni si è verificato un passaggio storico dalla « manifattura» alla
«macchino-fattura», una terza rivoluzione industriale. È avvenuto qualcosa di
rivoluzionario: le macchine sostituiscono non solo le mani ma anche il cervello dei
lavoratori.
Terza Rivoluzione Industriale
L’elettronica, la telematica e l’informatica sono i campi su cui è maggiormente incentrata
la terza rivoluzione industriale.
L’elettronica studia l’impiego dell’elettricità per elaborare e trasmettere informazioni. Il
più grande passo avanti della storia di questo campo corrisponde all’invenzione del
personal computer (1977), un apparecchio di piccolissime dimensioni alla portata di tutti.
Negli ultimi anni si è particolarmente teso a potenziare enormemente i computer
riducendone allo stesso tempo la grandezza. La diffusione dei PC è aumentata
considerevolmente dopo l’avvento di Internet, la più grande finestra sul mondo.
Un'altra importante innovazione è l’introduzione della telematica. Questo campo
comprende telecomunicazioni e media.
Infine l’informatica è l’insieme degli studi incentrati sull’informazione e sulla sua
trasmissione.
Questi tre grandi settori hanno contribuito e continueranno a contribuire non solo
all’evoluzione tecnologica, ma anche al cambiamento radicale della nostro modo di
vivere.
Chi ha rivoluzionato il mondo dell’informatica
Molte persone hanno contribuito alla nascita, alla crescita e alla diffusione di
questa scienza (Informatica) che ha pervaso qualsiasi settore, fino alla vita
quotidiana e all'intrattenimento personale.
Si ricordano i vincitori dell’A.M. Turing Award, che sono solo un piccolo gruppo
di persone rispetto a tutte quelle persone che hanno contribuito e
contribuiscono alla
GRANDE RIVOLUZIONE DELL’INFORMATICA
Alan Mathison Turing Award
Lo A.M. Turing Award è assegnato annualmente dalla Association for Computing
Machinery, (ACM), ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica che
ha dato alla comunità informatica. Vengono considerati contributi al settore dei
computers duraturi e di elevata importanza tecnica. Il fatto che l'ACM si dedica
primariamente al software e alla teoria dell'elaborazione dei dati dell'ACM si riflette nel
fatto che nessuno dei premi riguarda contributi strettamente dedicati all'hardware,
settore al quale si dedica primariamente lo IEEE.
Il premio è intitolato al matematico inglese Alan Mathison Turing (1912 - 1954), in
riconoscimento del suo contributo unico e originale alla nascita delle attività di calcolo
mediante dispositivi automatici.
Vincitori del Turing Award
* 1966 Alan J. Perlis (tecniche avanzate di programmazione; costruzione di compilatori)
* 1967 Maurice V. Wilkes (programma a memorizzazione interna, librerie di programmi)
* 1968 Richard Hamming (metodi numerici; sistemi di codifica automatica; codici a rivelazione e correzione di errori)
* 1969 Marvin Minsky (intelligenza artificiale)
* 1970 James H. Wilkinson (analisi numerica; algebra lineare; analisi all'indietro degli errori)
* 1971 John McCarthy (intelligenza artificiale)
* 1972 Edsger Dijkstra (scienza e arte dei linguaggi di programmazione)
* 1973 Charles W. Bachman (tecnologia delle basi di dati)
* 1974 Donald E. Knuth (analisi degli algoritmi e disegno dei linguaggi di programmazione)
* 1975 Allen Newell e Herbert A. Simon (intelligenza artificiale; psicologia della cognizione umana; elaborazione di liste)
* 1976 Michael O. Rabin e Dana S. Scott (macchine nondeterministiche)
* 1977 John Backus (sistemi di programmazione di alto livello; procedure formali per la specificazione dei linguaggi di programmazione)
Vincitori del Turing Award
* 1978 Robert W. Floyd (metodologie per la costruzione di software efficiente e affidabile)
* 1979 Kenneth E. Iverson (linguaggi di programmazione e notazione matematica; implementazione di sistemi interattivi; utilizzi educativi dell'APL;
teoria e pratica dei linguaggi di programmazione)
* 1980 C. Antony R. Hoare (definizione e disegno dei linguaggi di programmazione)
* 1981 Edgar F. Codd (sistemi per la gestione delle basi di dati; basi di dati relazionali)
* 1982 Stephen A. Cook (complessità delle computazioni)
* 1983 Ken Thompson e Dennis M. Ritchie (teoria generica dei sistemi operativi; implementazione del sistema operativo Unix)
* 1984 Niklaus Wirth (sviluppo dei linguaggi per il computer)
* 1985 Richard M. Karp (teoria degli algoritmi, in particolare teoria della NP-completezza)
* 1986 John Hopcroft e Robert Tarjan (disegno e analisi degli algoritmi e delle strutture di dati)
* 1987 John Cocke (teoria dei compilatori; architettura dei grandi sistemi; sviluppo dei computer RISC)
* 1988 Ivan Sutherland (computer grafica)
* 1989 William (Velvel) Kahan (analisi numerica)
* 1990 Fernando J. Corbató (CTSS; Multics)
* 1991 Robin Milner (LCF; ML; CCS)
* 1992 Butler W. Lampson (ambienti distribuiti di personal computing)
* 1993 Juris Hartmanis e Richard E. Stearns (teoria della complessità computazionale)
Vincitori del Turing Award
* 1994 Edward Feigenbaum e Raj Reddy (sistemi di intelligenza artificiale di larga scala)
* 1995 Manuel Blum (teoria della complessità computazionale; sue applicazioni alla crittografia e verifica dei programmi)
* 1996 Amir Pnueli (logica temporale, verifica di programmi e sistemi)
* 1997 Douglas Engelbart (elaborazioni interattive)
* 1998 James Gray (elaborazione delle basi di dati e delle transazioni)
* 1999 Frederick P. Brooks, Jr. (architettura dei computer; sistemi operativi; ingegneria del software)
* 2000 Andrew Chi-Chih Yao (teoria della computazione incluse generazione di numeri pseudocasuali, crittografia e complessità della comunicazione)
* 2001 Ole-Johan Dahl e Kristen Nygaard (programmazione orientata agli oggetti)
* 2002 Ronald L. Rivest, Adi Shamir e Leonard M. Adleman (crittografia con chiave pubblica)
* 2003 Alan Kay (programmazione orientata agli oggetti)
* 2004 Vinton G. Cerf e Robert E. Kahn (internetworking)
* 2005 Peter Naur (Forma di Backus - Naur e Algol-60)
* 2006 Frances E. Allen (compilatori di codice)
Bibiliografia
http://it.wikipedia.org/wiki/
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761563863/Informatica.html
http://directory.fsf.org/category/educ/
http://www.pacioli.net/ftp/maturita/Bettini/la_terza_rivoluzione_industriale.htm
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D`Aniello - INFN Sezione di Napoli