Approccio
cognitivo
Il modello cognitivo
Sviluppata da Aaron T. Beck primi anni ’60
Riteneva che il pensiero fosse sia "il problema psicologico
fondamentale", sia "il suo rimedio psicologico".
 Applicazioni psicopatologiche
 Efficaci e rapide per aiutare le persone a risolvere
difficolta' di adattamento o crisi evolutive
(difficolta' nelle relazioni sociali o nel lavoro, ansia da
esame, reazioni disadattive al lutto, difficolta' nella
coppia o nella gestione dei figli, ecc.
 Utile anche ad ognuno di noi.
Quando diventano un problema
clinico?

Quando le emozioni sono troppo intense o
durature rispetto alla situazione nella quale ci
troviamo; solo allora le possiamo considerare un
problema emotivo.
Il modello cognitivo


Tale modello postula una complessa relazione
tra emozioni, pensieri e comportamenti,
sottolineando come molti dei nostri problemi
(tra i quali quelli emotivi) siano influenzati da ciò
che facciamo e ciò che pensiamo nel presente,
qui ed ora.
L'essenza del pensiero cognitivista può essere
riassunto da questa frase di Epiteto: “le persone
sono disturbate non dalle cose, ma dall’interpretazione
che essi ne danno”
Pensiero
Esperienza
vissuta
Comportamento
Emozione

Non è la situazione di per sé a determinare ciò
che le persone sentono, ma il modo in cui
interpretano tale situazione. Sono i pensieri della
persona, la sua percezione degli eventi che
influenzano le emozioni e il comportamento
Esempio

“E’ notte e due persone sono a letto in attesa di
prendere sonno, quando improvvisamente
sentono un rumore”.
Che reazione avreste?
Voi cosa pensereste?
“Uno dei due, un po' seccato, si volta dall'altra
parte e prova a riprendere sonno; l'altro, invece,
si preoccupa, si alza dal letto e si dirige allarmato
verso il luogo di provenienza del rumore”.
Come lo spieghereste?
"Al vicino sarà caduto
qualcosa, domani gli chiederò
di fare più attenzione a
quest'ora della notte
"Che cosa sarà successo?
Staranno rubando qualcosa?"



L’ ipotesi è che comune a tutti i disturbi psicologici sia il
pensiero distorto o disfunzionale (che influenza l’umore
e il comportamento del paziente).
Il modello alla base dell’approccio cognitivocomportamentale si oppone ad una visione
"deterministica" delle emozioni e dei comportamenti
umani: le situazioni che ognuno di noi vive, cioè, non
determinano direttamente le nostre reazioni (emotive
e/o comportamentali).
Esiste, invece, un terzo elemento che agisce fortemente
sulle nostre reazioni e cioè il pensiero.
Ma dove sta il problema?
Spesso le interpretazioni che diamo agli eventi non sono
solo quelle che facciamo a livello razionale. Vi è mai
capitato di ripensare ad una vostra reazione e sentire
questa discrepanza? Ma come mai questo?
Prima ancora di dare un "giudizio" positivo o negativo di
un evento, nella nostra mente scattano dei pensieri
cosiddetti "automatici che sfuggono alla nostra
coscienza poiché non sappiamo riconoscerli.
Sono loro la vera causa delle emozioni negative e dei
comportamenti disfunzionali che proviamo e/o agiamo
in risposta ad alcuni eventi.

Una valutazione realistica (che non significa “pensiero
positivo” in senso letterale) e la modificazione del
modo di pensare producono un miglioramento
dell’umore e del comportamento. Miglioramenti
duraturi si ottengono con modificazione a livello più
profondo (delle credenze disfunzionali sottostanti del
paziente).

Questo vuol dire che agendo attivamente ed
energicamente sui nostri pensieri e sui nostri
comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti
dei problemi che ci affliggono da tempo.
Perché interpretiamo gli eventi?
Perché cerchiamo di dare un senso a ciò che ci
circonda e ci organizziamo l'esperienza per non
essere sopraffatti dalla grande quantità di stimoli
a cui sono sottoposte ogni giorno.
Con il passare del tempo le varie interpretazioni
portano ad alcuni convincimenti e
apprendimenti, che possono essere più o meno
aderenti alla realtà e più o meno funzionali al
benessere della persona.
3 livelli di cognizioni
1.
2.
3.
convinzioni profonde o core beliefs o schemi
cognitivi;
convinzioni intermedie;
pensieri automatici.
Le convinzioni profonde, di base (o
core beliefs o schemi cognitivi)



Sin dall’infanzia le persone sviluppano alcune convinzioni su se
stessi, sugli altri e sul mondo. Sono comprensioni così profonde
che spesso le persone non le esplicitano neppure a se stesse.
Sono considerate verità assolute. Quando la credenza di base è
attivata, la persona interpreta le situazioni attraverso le lenti di
questa credenza, nonostante l’interpretazione sia, su basi
razionali, palesemente falsa. Così la credenza si mantiene.
Sono delle strutture interpretative di base con cui la persona
rappresenta se stesso e gli altri e organizza il suo pensiero. In
altre parole uno schema è una tendenza stabile ad attribuire un
certo significato agli eventi.
Sono globali, rigidi e ipergeneralizzati. Essi possono riguardare
noi stessi (schema di sé), gli altri (schema dell'altro) e la relazione
di sé con l'altro (schema interpersonale).
Convinzioni centrali(core belief)


-convinzioni centrali di impotenza ( sono inadeguato,
incompetente, fuori controllo un fallimento,
debole,difettoso,ho bisogno degli altri)
-convinzioni centrali di non amabilità: non sono
amabile,senza valore,diverso,indesiderabile,non voluto, non
attraente,cattivo,rifiutato)
Credenze di base di inadeguatezza
Sono incapace
Sono impotente
Non ho il controllo di me
stesso
Sono debole
Sono vulnerabile
Sono bisognoso
Sono bloccato
Sono inadeguato
Sono inutile
Sono incompetente
Sono un fallimento
Non sono degno di rispetto
Sono imperfetto
Non sono abbastanza bravo
Credenze di base di non amabilità
Non sono degno di amore
Non sono piacevole
Non sono desiderabile
Non sono attraente
Nessuno mi vuole
Nessuno si preoccupa per
me
Sono cattivo
Non sono degno di
affetto
Sono diverso
Sono imperfetto
Non sono bravo
abbastanza
Sono destinato ad essere
rifiutato
Sono destinato ad essere
abbandonato
Sono destinato ad essere
socio

Ad esempio, una persona che ha uno schema di
sé del tipo "Non sono amabile" penserà che
nessuno mai potrà amarlo e può interpretare la
fine di una relazione non come un evento che
può capitare a tutti e che di solito è influenzato
da più fattori, ma come la prova che nessuno lo
può amare. I contenuti degli schemi cognitivi
vengono considerati come delle verità assolute.
Convinzioni intermedie
Le convinzioni centrali influenzano lo sviluppo di convinzioni
intermedie, spesso inattivate, che consistono di opinioni, regole,
assunzioni.
Esempio.



Opinione: “E’ terribile essere incompetente”
Regole/aspettative: “Devo sempre lavorare il più sodo
possibile”
Assunzione: “Se lavoro il più sodo possibile, posso
essere in grado di fare quelle cose che gli altri riescono a
fare facilmente”
Convinzioni intermedie

Sono delle idee o interpretazioni su se stessi, sugli altri e
sul mondo che ci permettono di organizzare
l'esperienza, prendere decisioni in tempi brevi e
orientarci nelle relazioni con le altre persone. Esse sono
più malleabili rispetto alle convinzioni di base. Le
convinzioni intermedie sono costituite da opinioni (es.
"È umiliante andare all'esame impreparato!"), regole (es.
"Devo sempre essere all'altezza della situazione!") e
assunzioni (es. "Se prendo trenta tutti mi stimeranno"!).
Credenze di base
Credenze intermedie
Pensieri automatici
Pensieri automatici
Sono le cognizioni più vicine alla consapevolezza conscia e sono
delle parole, piccole frasi o immagini che attraversano la mente
della persona ad un livello più superficiale (es. "Sarò sempre un
fallito!"). Ne siamo appena consapevoli, ma lo siamo specialm.
delle emozioni che ne conseguono. Quindi, in genere, si
accettano acriticamente come veri i pensieri automatici. E’
possibile imparare a identificarli prestando attenzione ai propri
cambiamenti dell’umore: “Che cosa mi stava passando per la
mente in quel momento?”.Sono facilmente modificabili e sono
direttamente responsabili delle emozioni provate dalla persona.
Sono pensieri corti, velocissimi, quasi telegrafici (‘sarà un
disastro’) sono angoscianti perché producono emozioni negative;
sono distorti perché forniscono interpretazioni erronee e poco
realistiche degli eventi.
Non sono peculiari delle persone con una sofferenza psicologica:
sono comuni a tutti .
Credenza di base
Credenza intermedia
Situazione Pensiero automaticoEmozione
Il modello cognitivo
convinzione centrale
(sono inadeguato)
convinzioni interm edie
(è terribile essere incompetente
se lavoro al massimo posso fare alcune cose
devo sempre lavorare al massim o)
situazione
(fare un esam e)
pensiero automatico
( non ce la farò m ai)
reazione
em ozionale(tristezza)
com portam entale(sm ettere di studiare
fisiologica(peso all'addom e)
Bias di pensiero e conflitti
Bias negativi nelle convinzioni su di sé
Area impotenza
Area non amabilità
Situazione trigger: pericolo per regole e convinzioni introiettate
Bias negativi di predizione
(anticipa esito negativo di eventi)
Bias negativi di memoria
Bias negativi di percezione
(accumulare informazioni negative su di
sé)
(attenzione selettiva al negativo ed
errori)
Bias negativi di interpretazione
(generalizzazione del negativo)
Un esempio
1
2
3
4
5
(Pensiero automatico)
Non so avere buoni rapporti con…
(assunzione)
Se succedono cose scorrette io sono una
fallita come …
(regola)
Devo avere il pieno controllo di ciò che
fanno o dicono …
(rimugginio)
Non posso non pensarci e la tensione
cresce
(assolutizzazione/attitudine)
Ciò che è successo è una catastrofe, io
sono una fallita e le altre sono cattive
o incapaci, o altro…
Un esempio
1
2
3
4
5
(Pensiero automatico)
Non so educare mio figlio
(assunzione)
Se mio figlio fa cose scorrette allora io
sono un fallito come genitore
(regola)
Devo avere il pieno controllo di ciò che
fa mio figlio
(rimugginio)
Non posso non pensarci e la tensione
cresce (effetto dvd in testa)
(assolutizzazione/attitudine)
Ciò che è successo è una catastrofe, io
sono un fallito e mio figlio è cattivo o
incapace, o altro…
CONVINZIONI CENTRALI
SONO LE CONVINZIONI CHE
TENGONO APERTO IL CONFLITTO
INTERIORE O ESTERIORE:
1)
2)
3)
NON SONO DEGNO DI AMORE
NON VALGO
SONO IMPOTENTE A CAMBIARE
LE COSE
STRATEGIE COMPENSATORIE
TIPICHE
Evitare le emozioni
negative
Mostrare emozioni intense (attrarre
attenzione)
Cercare di essere perfetti
Apparire incompetenti o impotenti di
proposito
Essere troppo responsabili
Evitare le responsabilità
Cercare l’attenzione
Evitare l’attenzione
Evitare il confronto
Provocare gli altri
Cercare di controllare le
situazioni
Comportarsi da bambino
Abdicare il controllo agli altri
Cercare di piacere agli altri
Distanziarsi dagli altri o cercare di
piacere solo a se stesso
Comportarsi autoritariamente
ESEMPI DI CONVINZIONI INTERMEDIE
Esempio
Convinzione centrale:
“io sono incompetente”
Convinzione intermedia:
- attitudini: “è terribile essere incompetente”
- regole: “devo sempre lavorare duramente al massimo
delle mie possibilità
- assunzioni: “se lavoro duramente al massimo delle mie
possibilità allora posso fare alcune cose che le altre persone
fanno con facilità
IL MOTORE DEL CONFLITTO
Convinzioni centrali negative
Assunzioni
Regole
Assolutizzazioni/
Attitudini
Pensieri automatici
rimugginio
Convinzioni
intermedie
negative
MODELLO COGNITIVO (BECK)
Interazione con gli altri ed esperienze incontrate (fattori di
rischio)
Fattori
precipitanti
e attivanti
CONVINZIONI CENTRALI
CONVINZIONI INTERMEDIE
PENSIERI AUTOMATICI
SITUAZIONE
REAZIONE
Emozionale
Comportamentale
Fisiologica
IL MODELLO COGNITIVO
CONVINZIONE CENTRALE
“sono incompetente”
CONVINZIONE INTERMEDIE
Atteggiamenti “è terribile essere inadeguato”
Regole “devo sempre fare del mio meglio”
Assunzioni
negative “se non capisco qualcosa perfettamente sono stupida”
Assunzioni positive “solo se riesco al massimo, posso considerarmi bravo”
Situazione
Fare un esame
Pensieri
automatici
“ è troppo
difficile non ce la
farò mai”
Reazione
Emozionale
tristezza
comportamentale
smettere di studiare
fisiologica
senso di peso dell’addome
IL MODELLO COGNITIVO
CONVINZIONE CENTRALE
“sono grassa (senza valore)
CONVINZIONE INTERMEDIE
Atteggiamenti “è terribile essere grassa”
Regole “devo sempre fare del mio meglio per dimagrire”
Assunzioni negative “se non riesco a dimagrire la mia vita sarà uno schifo”
Assunzioni positive “solo se riesco a dimagrire, potrò essere amata”
Situazione
Pancia gonfia
dopo mangiato
Pensieri
automatici
Reazione
Emozionale
“ sono grassa
sconforto, disgusto
come un maiale”
comportamentale
saltare il pasto successivo
fisiologia
senso di gonfiore dell’addome
“Distorsioni cognitive"

Sono identificabili nei pensieri automatici
“Distorsioni cognitive"


Il pensiero dicotomico (o tutto o nulla): una situazione o è un
successo oppure è un fallimento, non esistono gradi intermedi, se
una situazione non è perfetta è un completo fallimento (ad
esempio, "Poiché la terapia cognitiva non risolverà tutti i miei
problemi, perché dovrei farla?"). Le cose sono viste in termini di
categorie mutualmente escludentisi senza gradi intermedi. (“O
tutto o nulla”).
L’ipergeneralizzazione: il fare, come si dice, "di tutt’erba un
fascio", un evento negativo non è semplicemente qualcosa che in
quella circostanza è andata male, ma è la prova che la vita è fatta
solo di eventi negativi. Anche definito come "globalizzazione";
uno specifico evento è visto come essere caratteristica di vita in
generale o globale piuttosto che come essere un evento tra tanti.
“Distorsioni cognitive"


L’astrazione selettiva (o filtro mentale): cioè il puntare
l’attenzione su di un solo aspetto (negativo) di una situazione
ignorando tutto il resto (positivo) (ad esempio, il professore loda
l’elaborato e suggerisce alcune modifiche marginali e questo
viene vissuto come un giudizio negativo su tutto il lavoro senza
tener conto dei giudizi positivi). ("bicchiere mezzo vuoto").
Lo squalificare il lato positivo: le esperienze positive che sono
in contrasto con la visione negativa sono trascurate sostenendo
che non contano. Vengono minimizzate, attribuite al caso o
all’educazione, alla gentilezza degli altri ("era una cosa secondaria
- per una volta ho avuto fortuna - lo dicono per educazione,
perché certe cose non si dicono in faccia ..."). Ad esempio, non
credere ai commenti positivi degli amici e colleghi dubitando che
dicano ciò solo per gentilezza. ("ciò non conta nulla, conta di più
... ").
“Distorsioni cognitive"



La lettura del pensiero: un soggetto può sostenere che altri
individui stiano formulando giudizi negativi ma senza alcuna
prova evidente di ciò che afferma. Ad esempio, affermare di
sapere che l'altro ci giudica male anche contro la rassicurazione
di quest'ultimo: ("ti ho già capito…").
Il riferimento al destino: l'individuo reagisce come se le proprie
aspettative negative sugli eventi futuri siano fatti già stabiliti. Ad
esempio, il pensare che qualcuno lo abbandonerà, e che lo sa già,
e agisce come se ciò fosse vero. ("lo so già"). Insieme al
precedente formano il "salto alle conclusioni", cioè il caso
esemplare di inferenza arbitraria.
La catastrofizzazione: il giudicare gli eventi negativi come
intollerabili catastrofi, una brutta figura viene vissuta come una
cosa terribile, un’umiliazione intollerabile. Ad esempio, il
disperarsi dopo un brutta figura come se fosse una catastrofe
terribile e non come una situazione semplicemente imbarazzante
e spiacevole. ("è terribile se...).
“Distorsioni cognitive"


Il ragionamento emotivo: il considerare, cioè, le reazioni
emotive come prova di qualcosa ("Mi sento spaventato, questo
vuol dire che la situazione è veramente pericolosa"). Ad esempio,
concludere che siccome ci si sente sfiduciati, la situazione è senza
speranza. ("se mi sento così allora è vero").
La doverizzazione: il giudicare se stessi e gli altri sulla base di
ciò che uno "dovrebbe" comportarsi o sentire ("Se è un amico,
deve stimarmi, perché bisogna stimare gli amici"). L'uso di
"dovrei", "devo", "bisogna", si deve", segnala la presenza di un
atteggiamento rigido e tendente alla confusione tra "pretendere"
e "desiderare", e ciò è in diretta connessione con regole
personali. Ad esempio, il pensare che un amico deve stimarci,
perchè bisogna stimare gli amici. ("devo ...", "si dovrebbe ...", "gli
altri devono ...").
“Distorsioni cognitive"


L’etichettamento: il definire le cose, qualcuno con
un’etichetta globale invece che facendo riferimento a
cose specifiche, come ritenersi "un fallimento"
piuttosto che ammettere di essere incapaci di fare una
cosa specifica.
La personalizzazione: il ritenere se stessi responsabili
di qualcosa di cui, in realtà, sono soprattutto
responsabili altre persone o altri fattori. Ad esempio,
considerare che una momentanea assenza di amicizie è
il riflesso della propria inadeguatezza piuttosto che un
caso. ("è colpa mia se...").
LE DISTORSIONI COGNITIVE
SINTESI
1) TUTTO O NIENTE
(spesso correlato ai giudizi
assoluti)
5) RAGIONAMENTO EMOTIVO
(spesso associato a
insopportabilità e bisogni assoluti)
2) GENERALIZZAZIONE
(spesso correlata a doveri e
giudizi assoluti)
6) DOVREI
(spesso correlato ai doveri
assoluti)
3) FILTRO MENTALE o squalifica
del positivo
(spesso correlato alle catastrofi)
7) ETICHETTARE
(spesso correlato ai giudizi
assoluti)
4) CONCLUSIONE AFFRETTATA
(spesso correlata a giudizi o
bisogni assoluti)
8) PERSONALIZZAZIONE
(spesso correlata a
insopportabilità o bisogni
assoluti)
Il modello cognitivo

Ipotizza che, attraverso le esperienze che
facciamo a partire dall’infanzia e via via nel
corso della vita, ci formiamo delle convinzioni
soggettive (cognizioni) che condizionano il
nostro modo di "percepire", di "capire" gli
avvenimenti, di "interpretarli", e che
condizionano di conseguenza le nostre azioni ed
il nostro comportamento.

In alcuni casi, infatti, il pensiero distorto e disfunzionale
può portare allo sviluppo di circoli viziosi che
mantengono la sofferenza nel tempo. Ad esempio, una
persona con depressione può pensare di sé "Sono un
fallito!" (pensiero) e provare uno stato di tristezza
(emozione); a sua volta, la tristezza porta all'apatia e alla
passività nel comportamento, che possono essere
interpretate dal soggetto come un ulteriore prova del
proprio fallimento personale, in altre parole la persona
potrebbe pensare di sé "Sto qui senza fare niente, sono
proprio un fallito!" (pensiero); tale interpretazione può
generare altra tristezza (emozione) e così via.


Possiamo considerare i disturbi emotivi, dunque, come il
prodotto di circoli viziosi che mantengono i sintomi nel tempo.
E' possibile supporre che senza tali meccanismi di
mantenimento, la persona troverebbe da sola la soluzione dei
suoi problemi psicologici utilizzando la capacità di risoluzione
dei problemi (problem-solving) insita nell'essere umano.
E’ necessario, pertanto, interviene sui pensieri automatici
negativi, sulle convinzioni intermedie e sugli schemi cognitivi
disfunzionali al fine di regolare le emozioni dolorose,
interrompere i circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel
tempo e creare le condizioni per la soluzione del problema. Gli
studi scientifici sul trattamento dei disturbi emotivi indicano che
se si ottiene una modificazione profonda delle convinzioni si
hanno meno probabilità di ricaduta in futuro.
Obiettivi


Identificare i pensieri angoscianti e valutare
quanto essi siano realistici.
Mettendo in luce le interpretazioni errate e
proponendone delle alternative - ossia, delle
spiegazioni più plausibili degli eventi - si
produce una diminuzione quasi immediata del
malessere, dei sintomi


Poiché non sono peculiari delle persone con una
sofferenza psicologica, ma sono comuni a tutti,
sperimentiamo su di noi. Da dove partire?
Dai nostri cambiamenti di umore, cioè quando
notiamo che il nostro umore è cambiato o si è
intensificato in una direzione negativa, o quando
notiamo sensazioni corporee associate ad un
sentimento negativo.
Identificare le emozioni
Le emozioni negative…?








Tristezza,essere giù,solitudine,infelicità
Ansia,preoccupazione,paura,spavento,tensione
rabbia,irritazione,essere seccati, noia
Vergogna,imbarazzo,sentirsi umiliati
Delusione
Gelosia,invidia
Senso di colpa
Diffidenza
Per descrivere le emozioni di solito è sufficiente una parola
Strategie compensatorie tipiche







Evitare le emozioni negative
Cercare di essere perfetti

Essere troppo responsabili
Cercare l’attenzione
Evitare il confronto
Cercare di controllare le situazioni
Comportarsi da bambino







Cercare di piacere agli altri

Mostrare emozioni intense
Apparire impotente o
incompetente
Evitare la responsabilità
Evitare l’attenzione
Provocare gli altri
Abdicare il controllo agli altri
Comportarsi in modo autoritario
Distanziarsi dagli altri
Identificare i pensieri automatici
Pensieri automatici
1)Qual‘è la prova?
Qual‘è la prova che sostiene questa idea?
Qual‘è la prova contro questa idea?
2)C’è una spiegazione alternativa?
3)Qual’ è la cosa peggiore che potrebbe succedere? Potrei
sopravvivere a questo?
Qual’ è la cosa migliore che potrebbe succedere?
Qual’ è l’esito più realistico?
4)Quale effetto produce il credere al pensiero automatico?
Quale potrebbe essere l’effetto del cambiare il mio pensiero?
5)Che dovrei fare riguardo a questo?
6)Che cosa direi a ________ (un amico/a) se lui/lei si
trovasse nella stessa situazione?
Domande per esaminare un pensiero
automatico








Qual è l’evidenza che supporta questa idea’
Qual è l’evidenza che non supporta questa idea?
Qual è la cosa peggiore che può capitare?Potrei sopravvivere?
Qual è la cosa migliore che può capitare?
Qual è l’esito più realistico?
Quali sono i vantaggi nel mantenere questa idea?
Quali sono gli svantaggi nel mantenere questa idea?
Cosa direi… (a un’amico) se fosse nella medesima situazione?
Modificare le credenze:
Andamento dell’intervento cognitivo

Il decorso abituale dell’intervento cognitivo prevede un lavoro iniziale sui
pensieri automatici e sugli errori di ragionamento.

Si insegna al soggetto ad identificarli,valutarli per poi modificarli.
Successivamente l’intervento si sposta sulle convinzioni intermedie e centrali
che sono valutate e modificate attraverso strategie specifiche.La loro
modificazione porta il soggetto percepire gli eventi in modo tale da sviluppare
reazioni emozionali fisiologiche e comportamentali meno disfunzionali.
Secondo il modello cognitivo la modificazione delle convinzioni centrali
porterebbe il soggetto a cambiamenti profondi e dovrebbe ridurre il rischio di
ricadute.

Ristrutturazione cognitiva

1: Situazione:succede
qualcosa di spiacevole

2: Emozione:provi una emozione spiacevole
Termometro delle emozioni






3: Ci pensi in modo irrazionale: pensieri
automatici,distorsioni cognitive
4: Metti in discussione i pensieri irrazionali:domande…
5: Cominci a pensare in modo razionale
6:Valuta l’utilità e le conseguenze dei nuovi pensieri
7:Come ti senti a pensare nel modo nuovo?
RET (REBT)
A. Ellis
“Un processo di apprendimento attraverso cui una
persona acquista l’abilità di parlare a se stessa
in modo costruttivo, così da riuscire a
controllare la propria condotta” (Shaffer, 1947)
per ridurre le emozioni negative e
massimizzare le emozioni positive.
PRINCIPI TEORICI
FONDAMENTALI





Il modo in cui ci sentiamo emotivamente dipende da come
pensiamo.
Quando proviamo sofferenza emotiva tanto da bloccare le
nostre azioni è perché prevalgono pensieri disfunzionali;
I pensieri disfunzionali che conducono alla sofferenza emotiva
possono essere identificati e razionalizzati;
Sebbene il disagio degli esseri umani ha numerose
determinanti, il loro mantenimento dipende da ciò che
l'individuo continua a pensare;
Il modo più efficace per ridurre la sofferenza emotiva consiste
nel cambiare il proprio modo di pensare. Problemi emotivi e
comportamentali possono essere superati imparando a
sostituire pensieri irrazionali con pensieri razionali.




Il presupposto da cui parte Ellis è che, se noi riusciamo a pensare
in modo razionale, la forza traumatica di qualunque evento si
svuota del suo potenziale ansiogeno.
Infatti varie forme di disagio psicologico ed emotivo non
vengono determinate dalle caratteristiche dell'evento attivante in
sé, ma dai pensieri, spesso distorti e irrazionali, per mezzo dei
quali lo interpretiamo e gli assegniamo un significato
esageratamente disturbante.
Il metodo di Ellis consiste proprio nella “ rielaborazione ” della
rappresentazione dei significati della realtà: portare i pensieri in
una dimensione razionale che permetta di cambiare non
solo le emozioni ma anche le azioni.
Il processo della RET intende strutturare un dialogo con noi
stessi, consistendo in una vera e propria autoterapia. Questo
nuovo modo di parlare a se stessi è ciò che viene chiamato
ristrutturazione cognitiva.
Essenza RET
Paradigma A-B-C-D-E attraverso cui si descrive il processo che
porta a reazioni disfunzionali sia il modello per porvi rimedio
A Evento Attivante
B Sistema di convinzioni
iB Convinzioni irrazionali
rB Convinzioni razionali
C Conseguenze emotive e comportamentali
D Messa in discussione di iB
E Effetti della messa in discussione
Effetto sulle emozioni
Effetto sul comportamento
Effetto sulle convinzioni
A sta per Activating event (evento
attivante)
Azioni o attività che si possono identificare
fornendo delle risposte alle seguenti domande:
1. Dove mi trovavo?
2. Con chi mi trovavo?
3. Che cosa stavo facendo?
4. Cosa è accaduto?
Es. essere abbandonati dalla persona che si ama.
B sta per Belief System (sistema di
convinzioni)
Pensieri, idee che formano la base cognitiva
dell'individuo e compaiono nella mente
dell’individuo riguardo all’evento attivante.
Convinzioni irrazionali
Inadeguate, illogiche, irragionevoli e conducono a
stati emotivi negativi eccessivamente intensi e
prolungati.
Es. “Non troverò mai una donna stupenda come
lei, non doveva lasciarmi, è insopportabile vivere
senza di lei”.
Convinzioni razionali
Realistiche, logiche che portano a emozioni e a
comportamenti adeguati e quindi ad affrontare la
realtà in modo efficace.
Es. “E’ triste che la donna che amavo mi abbia
lasciato, ma non sta scritto da nessuna parte che
lei dovesse per forza stare con me; posso vivere
lo stesso anche se all’inizio sarà spiacevole”.
Come individuarle







Cosa stai pensando di te?
Che cosa mi fa capire di me stesso?
Che cosa significa riguardo a me, alla mia vita e al mio
futuro?
Che cosa temo possa accadere?
Se è vero qual è la cosa peggiore che potrebbe
accadermi?
Che cosa gli altri possono pensare di me?
Quali immagini o ricordi mi fa venire in mente questa
situazione?
C sta per Consequences
(conseguenze)
Sia emotive che comportamentali



Descrivi il tuo stato d'animo ( nervosismo,
panico, paura, tristezza, rabbia, ansia).
Valuta da 0 a 100 il tuo stato d'animo
Descrivi il tuo comportamento.
Gli obiettivi dell'A-B-C
1.
2.
3.
4.
Trasformazione della convinzione irrazionale
in razionale.
Positivizzazione del pensiero.
Interiorizzazione autoistruzionale e
autoconvincimento attraverso il dialogo
interno.
Definizione di obiettivi realistici.
D sta per Disputing (discussione)
Imparare a discutere e dibattere i nostri B, le
nostre credenze irrazionali.
E sta per effetti



Se la ristrutturazione cognitiva funziona,
dovremo vedere degli Effetti sia a livello
cognitivo, emotivo, che comportamentale. Ci
sentiremo meno ansiosi, depressi, ostili.
Le attivazioni neurovegetative o le reazioni
psicosomatiche si ridurranno.
Cambieranno i nostri atteggiamenti e le nostre
attività, miglioreranno le nostre relazioni
interpersonali e raggiungeremo i nostri obiettivi.
Convinzioni irrazionali
Alcuni dei più ricorrenti errori di valutazione della realtà:
1)Si deve essere sempre amati o apprezzati da tutte le persone
significative. Io devo avere sempre l'approvazione e l'amore di
tutte le persone che considero importanti o significative.
2)Si deve essere sempre bravi e competenti per essere considerati
degni di valore. Io devo dimostrarmi sempre competente e
adeguato in tutto quello che faccio.
3)Certe persone sono completamente negative, malvagie e meritano
di essere severamente condannate e punite. Se gli altri mi trattano
male devo essere severamente puniti . devo fare in modo tale che
mi prima o poi la scontino.
4)É terribile e catastrofico se le cose non vanno come vogliamo. Le
cose devono andare come voglio io perché ho assoluto bisogno
di avere quello che desidero e se non lo ottengo allora la mia vita
è orribile.
5)La sofferenza umana dipende solo da cause esterne e non
possiamo fare nulla per controllare o cambiare le nostre
emozioni. Se mi capita qualche cosa di spiacevole o dannoso, io
non posso fare assolutamente nulla per migliorare la situazione,
quindi devo soffrirne per sempre e allora la mia vita non è più
degna di essere vissuta.
6)Se qualcosa è o può essere pericoloso bisogna preoccuparsene
enormemente e pensarci in continuazione.
7)É meglio evitare certe difficoltà piuttosto che affrontarle.
8)Bisogna per forza dipendere dagli altri e avere qualcuno di più
forte su cui contare. Mi considero debole ed inadeguato, quindi
ho bisogno di dipendere dagli altri.
9)Ciò che ci è accaduto in passato continuerà ad influenzare per
sempre la nostra vita. I miei genitori avrebbero dovuto trattarmi
diversamente da bambino ed ora i miei guai dipendono dal mio
passato.
10)Dobbiamo sconvolgerci enormemente per i problemi e i disturbi
degli altri.
11)Ci deve essere sempre una soluzione giusta e perfetta per
qualsiasi problema ed è una cosa orribile non riuscire a trovarla.
Io devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi e a quelli
degli altri, altrimenti succederanno catastrofi e orrori.
12)Io non devo sentire ansia, depressione, colpa, vergogna, rabbia, e
se invece mi succede, allora sono una persona debole e da
condannare.
13)La mia infelicità dipende dagli altri e io devo continuare a restare
ansioso e depresso se gli altri non cambiano.

Questa lista di atteggiamenti o idee irrazionali
che riguardano le regole che il soggetto si dà e le
relazioni che egli intraprende con gli altri o con il
mondo esterno o con se stesso, può ben essere
ricondotta ad alcuni principali atteggiamenti
LE ASSOLUTIZZAZIONI
Le assolutizzazioni, studiate in particolare a partire da Ellis e
dalla R.E.T. (terapia razionale emotiva) possono essere
semplificate in cinque categorie:
1)
DOVERI ASSOLUTI
2)
GIUDIZI ASSOLUTI
3)
BISOGNI ASSOLUTI
4)
INSOPPORTABILITA’ ASSOLUTE
5)
CATASTROFI

giudizi totali su di sé e su gli altri: consiste nel ritenere che
poiché non si è riusciti bene in qualcosa, allora siamo un
fallimento totale. Oppure la svalutazione globale può essere
rivolta agli altri, ritenendo che poiché uno o più aspetti del
comportamento di una persona sono negativi, allora l’intera
persona è negativa. Esempi di entrambi i tipi di svalutazione
globale potrebbero essere: "Sono così stupido e incompetente",
"Sono un elemento senza speranza", "É una vera carogna", "La
mia insegnante è completamente pazza".

insopportabilità e intolleranza: si tratta di pensieri che
denotano una bassa tolleranza alla frustrazione. Consistono nel
ritenere che certi eventi obiettivamente spiacevoli non possono
essere sopportati, ad esempio: "Non posso sopportare di fare
quello che non mi piace", "É insopportabile avere così tanti
compiti da fare", "Non posso tollerare di essere preso in giro".

catastrofizzazione: consiste nell’esagerare oltremodo l’aspetto
spiacevole o doloroso di certi eventi. Tipici esempi sono: "Se
sbagliassi o prendessi un brutto voto sarebbe terribile", "É
orribile essere criticati".

indispensabilità e bisogni assoluti: è un modo di pensare che
ci porta erroneamente a considerare indispensabile ciò che è
desiderabile, auspicabile, utile, ma di cui possiamo anche fare a
meno, pur con qualche inconveniente. Con questa forma di
pensiero trasformiamo certi eventi, certe persone o certi oggetti
in un ‘sine qua non’ per la nostra felicità. É come se dicessimo
"Posso essere felice solo se avrò questo", ma così facendo ci
costruiamo la nostra stessa infelicità. In molti casi ciò che
consideriamo indispensabile sono l’approvazione, la stima,
l’affetto, l’amicizia. Ad esempio: "E’ indispensabile essere
apprezzato da tutti i miei amici", "Non potrei andare avanti se
non avessi l’affetto di certe persone", "É indispensabile che i
miei insegnanti riconoscano e apprezzino il lavoro fatto".
DOVERIZZAZIONI DI BASE
Secondo Ellis era possibile considerare tutte le
convinzioni irrazionali come derivate da, o
subordinate a, tre DOVERIZZAZIONI DI
BASE
1)Doverizzazioni su se stessi: ("Io devo agire bene ed essere
approvato da tutte le persone per me significative, altrimenti
sono completamente un incapace e ciò è terribile");("io devo
assolutamente... altrimenti... e quindi...").
“Devo, assolutamente, avere successo nella maggior parte delle mie
azioni e relazioni: altrimenti come persona sono del tutto
inadeguato e inutile!”. Risultato: sensazioni di grave ansietà,
depressione, disperazione, inutilità. Atti de fuga, rinuncia,
abbandono, dipendenza.
2)Doverizzazioni sugli altri: ("Gli altri devono trattarmi bene ed
agire come io penso che debbano assolutamente agire, altrimenti
sono delle carogne, dei mascalzoni e meritano di pagarla"); ("gli
altri devono trattarmi in modo...e devono essere...altrimenti ... e
allora ....");
“Il resto della gente deve, assolutamente, trattarmi con
considerazione, giustizia, rispetto e amabilità; altrimenti, non
sono così buoni come dicono e non meritano di raggiungere la
felicità durante la vita”. Risultato: sentimenti di ira, rabbia,
risentimento. Atti di lotta, inimicizia, violenza, guerre, genocidi.
3)Doverizzazioni sulle condizioni di vita: ("Le cose che mi
succedono devono essere proprio come io pretendo che siano e
tutto deve essere facile e gradevole, altrimenti la vita è
insopportabile") ("le cose che succedono devono essere come io
le pretendo ... altrimenti ... e quindi tutto sarà ingiusto o
insopportabile")..
“Le condizioni in cui vivo devono essere assolutamente
confortevoli, piacevoli e di pregio: altrimenti sarà orribile, non lo
sopporterò e tutto questo maledetto mondo sarà uno schifo!”
Risultato: sentimenti di autocommiserazione, ira e bassa
tolleranza alla frustrazione. Atti di abbandono, lamentela
continua e dipendenze .


Questi atteggiamenti sono appresi durante lo sviluppo
del soggetto e sono particolarmente resistenti. Gli
schemi, secondo il modello della psicologia cognitivista,
guidano o interferiscono sulla elaborazione di
informazioni attraverso un uso selettivo dei dati in
arrivo.
La condotta del soggetto è mediata dal significato che
egli attribuisce agli eventi interni ed esterni con i quali si
mette in relazione.
Il problema alla base è che il soggetto non è pienamente
consapevole delle proprie teorie personali, costruite a
partire da stadi precoci della propria vita
RISTRUTTURAZIONE
COGNITIVA



Le convinzioni irrazionali sono di solito apprese
durante l'infanzia, poi consolidate dalla cultura
dominante della società e perpetuate da un sistema
autoreferenziale con cui è organizzata la
rappresentazione di sé e della conoscenza.
Imparando a riconoscere, capire e confutare tali
convinzioni noi ritroviamo noi stessi e le emozioni
giuste per affrontare la vita.
Di fronte ad ogni convinzione bisognerebbe chiedersi:
quali prove la sostengono.
IL MOTORE DEL CONFLITTO
a)
b)
c)
d)
e)
Pensieri automatici
Assunzioni
Regole
Rimugginio
Assolutizzazioni e attitudini
EVITARE LE CATEGORIE DI
SVALUTAZIONE
1)
2)
3)
4)
5)
Dare ordini e comandi secchi e diretti,
senza tenere in considerazione l’altro
Minacciare, fare ricatti
Moralizzare e fare prediche
Dare consigli e offrire soluzioni non
richieste
Persuadere
EVITARE LE CATEGORIE DI
SVALUTAZIONE
6)
7)
8)
9)
10)
11)
Giudicare, biasimare
Assecondare, fare il salvatore
Etichettare, ridicolizzare
Diagnosticare, sentenziare
Fare interrogatori
Minimizzare, distrarre
NON ESSERE SCHIAVI DELLE
ASPETTATIVE
NON PRETENDERE:
1)
Di avere ragione (nessuno ha ragione al
100%)
2)
3)
4)
Che l’altro si convinca del nostro
punto di vista
Che l’altro cambi
Che la situazione cambi come per noi
sarebbe giusto
Non cadere in NEGAZIONE
1)
2)
3)
4)
NEGARE L’ESISTENZA DEL PROBLEMA
NEGARE L’IMPORTANZA DEL
PROBLEMA
NEGARE LA CAPACITA’ (propria o dell’altro)
DI RISOLVERE IL PROBLEMA
NEGARE LA POSSIBILITA’ DI RISOLVERE
IL PROBLEMA
Non cadere in PASSIVITA’
1)
2)
3)
4)
NON FARE NIENTE (l’abbandono)
ADATTARSI TROPPO (fare la vittima)
AGITARSI IN MODO
INCONCLUDENTE (lo spostamento)
RENDERSI INCAPACI DI REAGIRE
(la somatizzazione patologica)
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Basta con i cattivi pensieri