DECRETO LEGISLATIVO 25 LUGLIO 1998, N. 286
“Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”
Art. 38
Le istituzioni scolastiche, nel quadro di
una programmazione territoriale degli interventi,
anche sulla base di convenzioni con le Regioni e gli
Enti Locali, promuovono:
l'accoglienza degli stranieri adulti regolarmente
soggiornanti mediante l'attivazione di corsi di
alfabetizzazione;
la predisposizione di percorsi integrativi degli
studi sostenuti nel Paese di provenienza al fine del
conseguimento del titolo dell'obbligo o del diploma
di scuola secondaria superiore
la realizzazione ed attuazione di corsi di lingua
italiana
Introduzione ed elementi di inquadramento generale
I riferimenti programmatico-normativi statali
C.M. 8.9.1989 n.301 “Inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell’obbligo.
Promozione e coordinamento delle iniziative per l’esercizio del diritto allo studio”
C.M. 22.7.1990 n.205 “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione
interculturale”
Legge 6.3.1998 n. 40 “legge sull’immigrazione”
D.Lgs. 25.7.1998 n.286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”
D.P.R. 31.8.1999 n.394 “Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione” (art.45)
C.M. 1.3.2006 n.24 “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni
stranieri”
Ministero della Pubblica istruzione “La via italiana per la scuola interculturale e
l’integrazione degli alunni stranieri”, 2007
I riferimenti programmatico-normativi
internazionali
A livello internazionale occorre distinguere diverse fonti:
1 – Codice internazionale dei diritti umani
•
•
•
•
Dichiarazione universale dei diritti del’uomo (1948)
Convenzione internazionale sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale
(1965)
Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione delle donne (1979)
Convenzione sui diritti dell’infanzia (1989 - ratificata dall’Italia nel 1991)
2 – Strumenti internazionali di tutela dei diritti dello straniero
• .Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro
famiglie (1990)
3 – Normativa Europea
• Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
(1959/1953) (Diritto all’istruzione)
• Convenzione europea relativa allo status giuridico del lavoratore migrante (1977)
• Convenzione di Strasburgo sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello
locale (1992)
• Trattato di Maastricht (“cittadinanza europea”) 1992
• Carta europea dei diritti umani nella città (2000)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
31 AGOSTO 1999, N. 394
(Art. 45 Iscrizione scolastica)
I minori stranieri presenti sul territorio
nazionale hanno diritto all'istruzione
indipendentemente dalla regolarità della
posizione in ordine al loro soggiorno, nelle
forme e nei modi previsti per i cittadini
italiani. Essi sono soggetti all'obbligo
scolastico secondo le disposizioni vigenti in
materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle
scuole italiane di ogni ordine e grado avviene
nei modi e alle condizioni previsti per i minori
italiani. Essa può essere richiesta in qualunque
periodo dell'anno scolastico. I minori stranieri
privi di documentazione anagrafica ovvero in
possesso di documentazione irregolare o
incompleta sono iscritti con riserva.
L'iscrizione con riserva non pregiudica il
conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di
studio delle scuole di ogni ordine e grado. In
mancanza di accertamenti negativi
sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo
viene rilasciato all'interessato con i dati
identificativi acquisiti al momento
dell'iscrizione.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
31 AGOSTO 1999, N. 394
Il collegio dei docenti formula proposte per
la ripartizione degli alunni stranieri nelle
classi; la ripartizione è effettuata evitando
comunque la costituzione di classi in cui risulti
predominante la presenza di alunni stranieri.
Il collegio dei docenti definisce, in relazione
al livello di competenza dei singoli alunni
stranieri, il necessario adattamento dei
programmi di insegnamento; allo scopo possono
essere adottati specifici interventi
individualizzati o per gruppi di alunni, per
facilitare l'apprendimento della lingua italiana,
utilizzando, ove possibile, le risorse
professionali della scuola.
DECRETO LEGISLATIVO N.52/2003
Richiama allo sviluppo e alle potenzialità di tutti gli allievi
attraverso la personalizzazione dei piani di studio per la
costruzione di percorsi educativi e didattici appropriati a
ciascun studente.
DECRETO LEGISLATIVO N.76/2005
Riprende e amplia il concetto di obbligo
formativo ed individua i destinatari in “tutti,
ivi compresi i minori stranieri presenti nel
territorio dello Stato” (comma 6 dell’art.1).
Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri
Febbraio 2006 (riprese nel 2007)
L’educazione interculturale costituisce lo sfondo da cui
prende avvio la specificità di percorsi formativi rivolti ad
alunni stranieri, nel contesto di attività che devono connotare
l’azione educativa nei confronti di tutti (pg.8).
L’educazione interculturale rifiuta sia la logica
dell’assimilazione, sia la costruzione ed il rafforzamento di
comunità etniche chiuse ed è orientata a favorire il confronto,
il dialogo, il reciproco arrichimento entro la convivenza e le
differenze (pg.8).
Uno degli obiettivi prioritari nell’integrazione degli alunni
stranieri è quello di promuovere l’acquisizione di una buona
competenza nell’italiano scritto e parlato, nelle forme
ricettive e produttive, per assicurare uno dei principali fattori
di successo scolastico ed inclusione sociale (pg.17).
Le istituzioni scolastiche devono assicurare
anche agli alunni stranieri un percorso
orientativo completo e continuativo affinché
posano provvedre in modo adeguato alle
proprie scelte scolastiche e lavorative (pg19).
Il possibile adattamento dei programmi per i
singoli alunni comporta un adattamento della
valutazione(pg.22).
Per il consiglio di classe che deve valutare
alunni stranieri inseriti nel corso dell’anno
scolastico- per i quali i piani individualizzati
prevedono interventi di educazione linguistica
e di messa a punto curricolare – diventa
fondamentale conoscere, per quanto possibile,
la storia scolastica precedente[…]. In questo
contesto, che privilegia la valutazione
formativa rispetto a quella certificativa si
prendono in considerazione il percorso
dell’alunno, i passi realizzati, gli obiettivi
possibili, la motivazione e l’impegno e
soprattutto le potenzialità di apprendimento
dimostrate(pg.22).
Strumenti preziosi possono essere i libri in
lingua originale, bilingui o plurilingui, i testi
facilitati, gli strumenti per l’avviamento ai
testi e i dizionari nelle diverse lingue, i video e
i cd rom multimediali […] (pg.22).
Sarà necessario un approccio
pedagogicamente fondato alla conoscenza
delle più qualificate espressioni artistiche e
scientifiche dei diversi popoli. Questi approcci
e strumenti didattici saranno rivolti alla
comunità scolastica e non esclusivamente agli
allievi stranieri […(pg.23).
Indicazioni del
Consiglio D’Europa
Tre sono i principi generali:
•la ricchezza delle diverse lingue e culture presenti
in Europa è un valore ed una risorsa comune da
proteggere e sviluppare; è necessaria dunque una
grande attenzione didattica per convertire la
diversità da barriera in risorsa di mutuo
arricchimento e comprensione;
•solo attraverso una conoscenza migliore delle
lingue Europee moderne sarà possibile facilitare la
comunicazione e l’interazione tra i parlanti di
diverse lingue e promuovere la mobilità all’interno
dell’Europa, la comprensione e la cooperazione e
superare i pregiudizi e la discriminazione;
li stati europei membri dell’Unione sono tenuti ad
g
adottare una politica il più possibile comune sul
piano dell’insegnamento delle lingue moderne.
Lo scopo di facilitare l’acquisizione di una lingua deve
avere soprattutto una natura pragmatica:
sviluppare la capacità di partecipare ad atti comunicativi
in una lingua straniera o seconda utilizzando le risorse
disponibili.
Nel campo dell’insegnamento delle lingue si richiede lo
sviluppo di azioni:
specifiche
•
diversificate
•
al fine di promuovere il plurilinguismo in un contesto
paneuropeo.
Che cos’è il plurilinguismo?
Il multilinguismo è la conoscenza di lingue diverse o la coesistenza di
lingue diverse all’interno di una stessa comunità.
L’approccio plurilinguistico sottolinea l’importanza che gli individui
possano all’interno dei loro contesti culturali utilizzare lingue diverse; le
lingue non devono essere né negate né tenute separate in
compartimenti stagni.
L’approccio plurilinguistico sottolinea l’importanza che gli individui
possano all’interno dei loro contesti culturali utilizzare lingue diverse.
Framework Europeo per le lingue
(The Common European
Framework of Reference for
Languages)
Le versioni del Framework:
Council of Europe (2001), Common European Framework of
Reference for Languages: Learning, Teaching, Assessment,
Cambridge University Press
http://www.coe.int/t/dg4/linguistic/CADRE_EN.asp
Consiglio d’Europa (2002) Quadro comune europeo di
riferimento per le lingue : apprendimento insegnamento
valutazione –
La Nuova Italia-Oxford
Che cos’è?
È un documento pubblicato nel 2001 dal Consiglio
d’Europa, come frutto di una elaborazione decennale
nel contesto del progetto europeo per le lingue
moderne.
Costituisce una base comune in Europa per
l’elaborazione di programmi, libri di testo, esami,
certificazioni, ecc. di lingua.
Risultati Attesi
Punto di vista
dell’alunno e della
famiglia
•Inserimento al. nella scuola e nella classe
•Conoscenza della lingua
•Conseguimento titolo di studio
•Prosecuzione studi/ Inserimento lavorativo
Punto di vista del
docente
•Alfabetizzazione e integrazione alunni str.
•Valorizzazione diversità con prog. Intercut.
•Valorizzazione della professionalità
Punto di vista del
dirigente scolastico
•Quadro complessivo della progettualità
•Ricaduta sulla scuola (migliore erogaz. Ser.)
•Aumento della motivazione del personale
•Attivazione di un piano aggiornamento specifico
•Promozione di RETI E INTESE CON
“TERRITORIO”
IL PUNTO DI VISTA DEL TERRITORIO
risultati attesi
– Contribuire al raggiungimento di
obiettivi condivisi: integrazione
– Aumentare la qualità e quantità delle
iniziative progettate con le scuole
– Incrementare i finanziamenti
Riferimenti europei
Popolazione straniera al 31.12.2005
Austria
Belgio
Francia
Germania
Grecia
Italia
Paesi Bassi
Polonia
Regno Unito
Spagna
Totale UE
814.000
900.000
3.260.000
7.290.000
891.000
2.286.000
691.000
701.000
3.066.000
4.002.000
27.109.610
Fonte: Caritas, Immigrazione Dossier Statistico 2007
%9,8
8.6
5.6
8.8
8.1
3.9
4.2
1.8
5.2
9.1
5.6
In Italia
Popolazione residente per Paese di cittadinanza
Confronto 1993/2006
1993
Marocco78.600
Ex Jugoslavia
44.600
Tunisia
35.700
Germania
29.500
Filippine
26.700
Albania
24.700
Francia
22.000
Regno Unito
21.000
Senegal 19.300
Totale
629.200
2006
Albania
375.900
Marocco343.200
Romania
342.200
Ex Jugoslavia
189.200
Cina
144.900
Ucraina
120.000
Filippine
101.300
Tunisia
88.900
Polonia
72.400
Totale
2.938.900
Fonte: Caritas, Immigrazione Dossier Statistico 2007
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