docente Marina Albanese
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
SOMMARIO





B r e v e s to r ia d e lla c o n q u is ta d e i d ir itti d e lle
d o n n e n e l m o n d o o c c id e n ta le
L a g lo b a liz z a z io n e
L a c o n d iz io n e fe m m in ile c o m e c o n s e g u e n z a
d e lla g lo b a liz z a z io n e
L a tu te la d e i d ir itti a liv e llo in te r n a z io n a le
I l fe n o m e n o m ig r a to r io : re la tiv is m o c u ltu r a le o
u n iv e r s a lità d e i d iritti?
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1
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Breve storia della conquista dei diritti delle donne nel
mondo occidentale
La storia della conquista dei diritti da parte delle donne nel
mondo occidentale si è realizzata principalmente attraverso
due filoni:

la richiesta dei diritti civili e politici (per esempio votare ma
anche essere elette) e della possibilità di studiare e svolgere
qualunque tipo di professione,

l’affermazione della propria autonomia nell’ambito familiare e
sessuale sia attraverso la richiesta di leggi opportune (come in
occasione della lotta per il suffragio) sia cercando di cambiare
la mentalità collettiva attraverso comportamenti e pratiche
contrastanti con l’immagine tradizionale della donna
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Ai tempi della Rivoluzione francese…
1791 Olympe de Gouges scrive la Dichiarazione dei Diritti della
Donna e della Cittadina, per rivendicare l’estensione alle donne
dei diritti menzionati dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e
del Cittadino promulgata nel 1789, all’inizio della Rivoluzione
Francese.
Il testo di Olympe ricalca quello dell’Assemblea nazionale
Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina,
Articolo XI
La libera comunicazione del pensiero e delle opinioni è uno dei
diritti più preziosi della donna poiché questa libertà assicura la
legittimità dei figli verso i padri. Ogni Cittadina può dunque
dire liberamente, io sono la madre di un figlio che vi
appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a
dissimulare la verità, […]
Si vede quindi come, agli albori della lotta suffragista, venga
toccato un nodo cruciale dei rapporti uomo donna,
l’asimmetria biologica dei due sessi riguardo la procreazione,
condizione questa tradizionalmente invocata per giustificare le
pratiche di segregazione femminile e la doppia morale nei
confronti dei comportamenti sessuali degli uomini e delle
donne
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Inghilterra ...
1866 In Inghilterra John Stuart Mill presenta una
petizione per il diritto delle donne al voto,
rifiutata dal primo ministro Gladstone. A
partire da quel momento si costituisce la
National Society for Women’s Suffrage.
1878
In
Inghilterra
le
donne
ottengono
un’importante affermazione in materia di
parità civile: il Married Women’s Property Act
riconosce loro la piena capacità di disporre dei
propri beni e insieme di stipulare contratti
1903 In Inghilterra si costituisce la Women’s
Social and Political Union guidata da Emmeline
Pankhurst e dalle sue figlie Christabel e Sylvia:
l’associazione rapidamente si radicalizza nella
lotta suffragista.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Inghilterra ...
1905 In Inghilterra ha inizio l’azione delle suffragette, che
continuerà fino al 1917 in forme talora violente, con incendi,
distruzioni e altre manifestazioni di accesa militanza. La polizia
reprime brutalmente le proteste e si assiste quindi ad una
divisione dei ruoli all’interno del movimento: alle iniziative
prendono parte sia donne di classe popolare che di condizione
sociale elevata. Queste ultime si fanno carico delle azioni più
clamorose ed illegali, poiché la polizia nei loro confronti si
comporta in modo meno duro
In realtà le donne che per prime in
Europa ebbero il diritto di voto
furono le finlandesi, nel 1907. Nella
foto, le donne elette per la prima
volta al Parlamento finlandese nel
1907.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
A livello internazionale…
1868 Prima organizzazione femminile
internazionale, nell’ambito del
pacifismo democratico europeo,
1888 Nasce l’International Council of
Women, movimento suffragista
internazionale
Mezzo secolo dopo…l’ONU
1948 La Dichiarazione Universale dei
Diritti
dell’Uomo
include
il
principio della parità dei sessi.
1975 Assemblea per l’Anno Internazionale della
Donna a Città del Messico. L’ONU proclama il
decennio 1975-1985 “Decennio della Donna”.
1989
Convenzione
delle
Nazioni
Unite
per
l’eliminazione di ogni forma di discriminazione
nei confronti delle donne (la convenzione
relativa è in vigore in Italia dal 1985).
1980 A Copenhagen si svolge la seconda Assemblea
Generale dell’Onu del “Decennio della Donna”
1985 Assemblea Generale dell’Onu a Nairobi,
conclusiva del “Decennio della donna”.
1995 L’Assemblea generale dell’ONU a Pechino
sancisce la priorità da garantire processi di
empowerment per le donne di tutto il mondo e
approva un Programma di Azione per favorire il
riequilibrio
della
rappresentanza
nelle
istituzioni politiche.
1997 I 15 Stati membri dell’Unione Europea
firmano il Trattato di Amsterdam, che
include espressamente, tra i principi
fondamentali dell’Unione, il divieto di ogni
discriminazione che si basi sul sesso e il
principio di parità tra donne e uomini
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Italia ...
1861 All’indomani della nascita dello Stato Unitario italiano, le
donne lombarde presentano alla Camera dei Deputati una
petizione affinché il nuovo Codice Civile estenda al paese intero
il diritto di voto amministrativo, esercitato per procura dalle
donne di un certo censo, di cui esse godevano sotto la
dominazione austriaca. Tale richiesta non verrà accolta.
L’Italia è ancora un paese prevalentemente agricolo. Le
donne lavorano nei campi, nei fondi familiari o come
braccianti, in condizioni molto dure. Nella foto, mondine
al lavoro
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Italia ...
1861 Viene invece esteso a tutte le donne della penisola il codice
Pisanelli, vigente nello Stato sabaudo che, per quanto riguarda
la condizione delle donne, recepisce sostanzialmente il Codice
civile napoleonico. Le donne sposate non possono quindi
nemmeno gestire i loro beni senza l’approvazione del coniuge.
L’autorizzazione maritale sarà abolita solo nel 1919.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Anche l’Italia conoscerà un notevole sviluppo del dibattito sulla
condizione femminile. Esso verterà sia su temi sociali come la
regolamentazione del lavoro femminile e minorile nella
nascente industria sia sul diritto di voto.
I contrari al suffragio femminile affermeranno che esso è riservato
agli uomini perché solo costoro versano il loro sangue in difesa
della patria. Le femministe ribatteranno che anche le donne
danno un contributo di sangue alla patria perché spesso
muoiono nel partorire figli che saranno i cittadini futuri. Si noti
che questa argomentazione aveva un tragico peso in un paese,
come l’Italia, che deteneva un primato in Europa per le morti
femminili e infantili connesse al parto. Ma neanche questa
considerazione valse a far conquistare alle donne il diritto di
voto
L’Ospedale Maggiore di Novara,
fine Ottocento
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Italia ...
1877 Ha inizio in Italia la battaglia per il suffragio femminile. Anna
Maria Mozzoni presenta al Parlamento italiano una petizione
per promuovere l’estensione del suffragio alle donne. Nel 1906
la stessa Mozzoni, insieme a Maria Montessori e ad altre donne,
presenteranno al Parlamento una nuova petizione.
1888 Il Parlamento italiano discute la proposta di estensione
dell’elettorato amministrativo alle donne, in base al censo e
alla capacità giuridica, ma la soluzione è respinta dall’aula.
1897 Nasce il Movimento Femminile Socialista Italiano.
1899 Nasce a Milano l’Unione Femminile, che nel 1905 diverrà
l’Unione Femminile Nazionale.
1901 Nascono a Milano il Fascio Femminile Democratico Cristiano
e la Lega cattolica Femminile.
Anna Maria
Mozzoni
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Maria Montessori
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
In Italia ...
1902 Il Parlamento italiano approva la legge 242 a tutela del lavoro delle
donne e dei bambini, sostenuta dal Partito Socialista di Anna Kuliscioff.
1903 Nascono le sezioni italiane dell’International Council of Women e
dell’International Suffragist Alliance
1906 Si intensifica in Italia la battaglia per il suffragio femminile: a seguito
della petizione presentata da Anna Maria Mozzoni e Maria Montessori,
Giolitti definisce l’ipotesi del voto alle donne un “salto nel buio”. 1905 In
Italia le donne sono ammesse con regio decreto all’insegnamento nelle
scuole medie.
1907 In Italia nasce il Comitato Nazionale pro Suffragio Femminile
presieduto dalla Martini Marescotti.
1910 I gruppi femministi italiani stilano un Manifesto comune per il voto
alle donne.
1912 In Italia viene approvata la nuova legge sul suffragio universale
(maschile), priva però dell’emendamento riguardante il voto delle
donne.
1919 Il 30 luglio in Italia la Camera approva a larga maggioranza la
proposta di legge Martini- Gasparotto sul suffragio universale femminile
(prima amministrativo, poi politico). Ma la legislatura si chiude in
anticipo, prima che il Senato abbia votato la legge.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il periodo fascista
Durante
il
periodo
fascista,
nonostante
le
affermazioni
demagogiche di Mussolini sul voto alle donne, la condizione
delle donne peggiora:
 la presenza femminile viene limitata nel pubblico impiego e
nell’insegnamento, per far posto agli uomini,
 il ruolo attribuito alle donne è quello di stare a casa e procreare
e il regime tenta, in tutti i modi, di incrementare la prolificità
delle italiane, con premi e con misure come la tassa sul
celibato.
 nel Codice penale (modificato ad opera del giurista fascista
Alfredo Rocco) l’aborto è presentato come reato “contro la
razza”, perché impedisce la perpetuazione della specie. Per lo
stesso motivo, sono proibite la contraccezione e l’educazione
sessuale.
 le donne che lavorano e che cercano l’indipendenza dalla figura
maschile sono pesantemente criticate e ridicolizzate dalla
stampa di regime.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il periodo fascista 1921 Mussolini dichiara ad un giornale inglese
“Non darò il voto alle donne… La donna deve ubbidire”.
1923 Mussolini promette il voto amministrativo alle donne in
occasione del IX Congresso dell’Alleanza Internazionale pro
Suffragio Femminile.
1925 Viene pubblicata in Italia, sulla Gazzetta Ufficiale, la legge
che prevede di accordare il voto amministrativo ad alcune
categorie di donne (maggiori di 25 anni, abbienti, madri o
vedove di caduti in guerra, decorate per merito di guerra o al
valore civile, investite di patria potestà, fornite di licenza
elementare).
1926 L’istituzione dei podestà, che vanno a sostituire Consigli
Comunali, Giunte e Sindaci, assumendone tutti i poteri, toglie il
diritto al voto amministrativo a uomini e donne
1933 Un decreto legge autorizza le amministrazioni statali a
escludere o stabilire limiti per l’ammissione delle donne ai posti
di lavoro. Nel 1938 un altro decreto legge stabilisce che
l’assunzione delle donne negli uffici pubblici sia limitata al 10%
degli organici o meno.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il periodo fascista
Signori, l’Italia, per contare qualche cosa,
deve affacciarsi alla soglia della metà di
questo secolo con una popolazione non
inferiore ai sessanta milioni di abitanti.
[…] Tutte le nazioni e tutti gli imperi
hanno sentito il morso della decadenza
quando hanno visto diminuire il numero
delle nascite. Che cos’è la pace romana di
Augusto? La pace romana di Augusto è
una facciata brillante dietro la quale
fermentavano
già
i
germi
della
decadenza. […] Se si diminuisce, signori,
non si fa l’impero, si diventa una colonia.
(B. Mussolini, Discorso dell’ascensione,
1927)
[…] il criterio della donna “economicamente
indipendente di fronte al marito” è un
criterio errato e pernicioso, se ciò si
risolve nello scuotere quel principio di
gerarchia che in ogni aggregato umano, e
per primo nella famiglia, sta alla base di
ogni sano e proficuo svolgimento di vita.
(M. Pompei, Donne e culle, in “Critica
fascista”, n.6, 1930)
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La guerra
Nel 1943, in seguito alle vicende belliche, l’Italia è divisa in due
tronconi: l’Italia meridionale, in mano agli Alleati, l’Italia
settentrionale occupata dai tedeschi. Contro gli occupanti nel
nord si sviluppa la resistenza, a cui prendono parte anche
molte donne. 1944 Nel territorio dell’Ossola si forma per breve
tempo una repubblica autonoma, istituita dai partigiani che
hanno liberato quella parte di territorio. Gisella Floreanini è
Ministro nella Repubblica dell’Ossola.
1945 Il 30 gennaio, il Consiglio dei Ministri del Governo
Provvisorio presieduto da Ivanoe Bonomi approva l’estensione
del voto politico alle donne. Il 1° febbraio viene emanato il
relativo decreto luogotenenziale. Alcune donne sono nominate
nella Consulta Nazionale.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il diritto di voto
1946 Alla vigilia delle elezioni
amministrative (le prime a cui le
donne
sono
ufficialmente
ammesse), un decreto sancisce
anche il diritto delle donne ad
essere elette oltre che elettrici.
Risultano elette le prime donne
Sindaco e Consigliere comunali.
Gli eventi elettorali cruciali del 1946
sono
però
il
referendum
istituzionale del 2 giugno per la
scelta tra monarchia e repubblica
e
l’elezione
dell’Assemblea
costituente, che dovrà dare al
paese la nuova Costituzione. Al
voto
per
il
referendum
istituzionale
partecipa
l’89%
delle aventi diritto. Gli italiani e
le
italiane
sceglieranno
la
repubblica.
Immagine emblematica
e famosa che associa la
nascita della Repubblica
ad un sorridente volto
femminile
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il diritto di voto
All’Assemblea Costituente viene candidato il 7% di donne:
risulteranno elette in 21 su 556 membri. 1947 Alla
Commissione dei Settantacinque (gruppo ristretto, incaricato di
redigere materialmente la Costituzione) partecipano la
democristiana Maria Federici, la socialista Lina Merlin e le
comuniste Teresa Noce e Nilde Iotti. 1948 Il 1° gennaio entra
in vigore la Costituzione Repubblicana Italiana. Il primo
Parlamento italiano vede l’elezione di 45 donne alla Camera e 4
al Senato (nel complesso il 4,6%).
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La condizione femminile nella Costituzione italiana
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. […]
Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale
fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con
i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
Art. 30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli,
anche se nati fuori del matrimonio.[…]
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e
sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.La
legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La condizione femminile nella Costituzione italiana
Art. 31.La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la
formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare
riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale
scopo.
Art. 37.La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse
retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire
l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e
al bambino una speciale adeguata protezione.[…]
Art. 48.Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la
maggiore età.Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è
dovere civico.[…]
Art. 51.Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici
e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti
dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari
opportunità tra donne e uomini.[…]
L’ultima frase di questo articolo è stata aggiunta con una legge di revisione costituzionale, largamente
condivisa dai vari schieramenti allora presenti in Parlamento (Legge cost. 30 maggio 2003, n.1:
Modifica dell'articolo 51 della Costituzione)
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli anni Settanta, malgrado i seri
problemi che affliggono il
paese,
sono
anni
di
significativa
evoluzione
normativa per quanto riguarda
la condizione femminile in
Italia.
Anticipando
questo
clima, già nel 1968 la Corte
costituzionale abroga il reato
di “adulterio femminile”.
Nel corso di questo periodo
vengono anche istituiti gli asili
nido e ampliato il numero delle
scuole materne per venire
incontro alle esigenze delle
lavoratrici madri. Cresce infatti
il numero delle donne che
cercano
e
trovano
un’occupazione
fuori
dalle
mura domestiche.
Un manifesto dell’UDI “14 marzo '71 manifestiamo Vogliamo lo scioglimento dell'Onmi e la gestione dei
nostri asili nido affidata agli enti locali”
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli anni Settanta
Nel 1970 viene approvata la legge sul divorzio (per la prima volta nella
storia italiana). In parlamento la legge ottiene i voti dei partiti laici e dei
partiti di sinistra. La Democrazia cristiana, il partito che rappresenta i
cattolici italiani, ritiene che la legge non esprima il vero sentire del
popolo italiano. La Costituzione repubblicana prevede, come unico
istituto di democrazia diretta, il referendum abrogativo (che può solo
abrogare cioè eliminare una legge, o parti di essa, già vigente). Dal 1948
però questo tipo di pronunciamento popolare non è mai stato attuato.
Nel 1974 il quesito referendario sull’abrogazione o meno della legge sul
divorzio viene presentato agli italiani, nel contesto di un’infuocata
campagna elettorale: il 59% dei votanti si esprime per il mantenimento
della legge.
1975 Viene approvata la legge sul nuovo diritto di famiglia. Il marito non ha
più il diritto esclusivo di stabilire la residenza della famiglia, la moglie
non ha più l’obbligo di assumere il cognome del marito. Entrambi i
coniugi hanno gli stessi diritti e doveri, concorrono al mantenimento
della famiglia ed esercitano di comune accordo la potestà sui figli (tale
potestà non è più esclusivamente patria cioè del padre).
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli anni Settanta
1978 Il Parlamento approva la legge 194, dal titolo Norme per la
tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria
della gravidanza. Tale legge consente l’aborto nel primo
trimestre della gravidanza in base a problematiche di vario tipo
presentate dalla donna, nel periodo successivo (non oltre il
sesto mese) è possibile ricorrere all’interruzione volontaria
della gravidanza solo se sussistono gravi rischi per la salute
fisica e psichica della donna oppure per gravi anomalie o
malformazioni nel nascituro.
La legge prevede che l’aborto possa essere praticato solo in
strutture pubbliche, allo scopo di contrastare la diffusa pratica
dell’aborto clandestino e le sue negative conseguenze sociali e
sanitarie. Viene inoltre riconosciuta al personale medico
contrario a tale pratica la possibilità dell’obiezione di
coscienza.
La legge prevede il potenziamento delle strutture sanitarie (i
consultori) che hanno il compito di promuovere la procreazione
cosciente
e
responsabile
diffondendo
le
pratiche
anticoncezionali e aiutando le donne in difficoltà a trovare
soluzioni alternative all’aborto. Nel testo della legge si specifica
che l’aborto non è uno strumento di controllo delle nascite.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli anni Settanta
La legge 194 è sottoposta ad un duplice
referendum abrogativo nel 1981.
Da un lato alcuni esponenti del mondo
cattolico
ne
propongono
semplicemente
l’abrogazione
considerandola immorale, dall’altro il
partito radicale ed altri gruppi
ritengono che la legge sia comunque
troppo restrittiva e che l’aborto (nel
primo trimestre della gravidanza)
vada semplicemente depenalizzato.
Gli italiani e le italiane decidono di
confermare la legge. Le fonti ISTAT
documentano la costante riduzione
degli aborti in Italia dall’entrata in
vigore della legge.
Un manifesto del Comitato nazionale di difesa
della legge 194 “Abbiamo conquistato una
legge contro l'aborto clandestino,
difendiamola tutti - Le donne dicono NO ai tre
referendum”
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli anni Ottanta
1981 Viene abrogato l’articolo del Codice penale che prevede la
tipologia del delitto d’onore, in cui “l’onore leso” viene
considerato un’attenuante dell’azione delittuosa (lesioni o
omicidio).
1983 È istituito in Italia il Comitato Nazionale per l’attuazione dei
principi di parità di trattamento e di uguaglianza di opportunità
fra lavoratori e lavoratrici presso il Ministero del Lavoro.
1984 È istituita in Italia la Commissione Nazionale per la
realizzazione della Parità e delle Pari Opportunità fra uomo e
donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
presieduta da Elena Marinucci.
1987 Le donne del PCI lanciano la Carta delle Donne, riuscendo
poi a portare in Parlamento un terzo (53 alla Camera e 10 al
Senato) delle proprie candidate, facendo salire la percentuale
complessiva oltre il 10%. Il gruppo parlamentare dei Verdi ha
una presenza paritaria di uomini e di donne e si dà un direttivo
femminile.
1989 Tina Anselmi è nominata Presidente della Commissione
Nazionale Parità.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le date della conquista del
diritto di voto da parte
delle donne
Questo elenco di date, proposte
a titolo puramente
indicativo, permette
comunque di individuare
alcune priorità e linee di
tendenza. Occorre però
ricordare che il diritto di voto
è un diritto che si può
esercitare a pieno titolo solo
qualora vi siano le condizioni
per una effettiva
partecipazione alla vita
politica del proprio paese,
cioè se vi sia una diffusa
alfabetizzazione, una
sostanziale libertà di
espressione, se, nel caso
delle donne, ad esempio, sia
possibile esercitarlo al di
fuori di pressioni di tipo
familiare, di clan, religiose o
altro, se, infine, le condizioni
di disagio sociale ed
economico non siano tali da
rendere inutile o
impraticabile questo diritto.
Suffrage Parade, New York City,. 1912
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le date della conquista del diritto di voto da parte delle donne
1869 Stati Uniti: le donne ottengono il voto nello Stato del Wyoming.
1893 Le donne ottengono il voto in Colorado e nella colonia inglese della
Nuova Zelanda.
1907 Le donne finlandesi ottengono, per prime in Europa, il voto. Le donne
inglesi della Women’s Social and Political Union marciano sul
Parlamento inglese. Saranno ammesse a votare nelle elezioni
municipali.
1908 Le donne ottengono il voto amministrativo in Danimarca.
1910 Lo Stato di Washington ammette le donne al voto.
1911 In Norvegia, le donne acquisiscono il diritto di voto, ma solo a livello
municipale.
1912 Le donne ottengono il voto in Arizona, Kansas e Oregon.
1913 Le donne ottengono il voto in Norvegia.
1914 Le donne ottengono il voto in Islanda.
1915 Nel corso della Grande Guerra, il diritto al voto delle donne viene
dapprima associato alla lotta pacifista, poi riproposto dalle femministe
che ritengono di aver dato sufficientemente prova di sé. Il Voto per le
Eroine come per gli Eroi è il titolo di un giornale suffragista inglese a
seguito del naufragio della nave-ospedale Anglia
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le date della conquista del
diritto di voto da parte
delle donne
1916 Negli Stati Uniti un
gruppo
suffragista
minoritario,
ma
determinato, manifesta
per mesi davanti alla
Casa
Bianca,
incatenandosi
alle
cancellate
o
distendendosi
sul
selciato, per spingere il
presidente
Wilson
a
stabilire
definitivamente
il
suffragio
femminile
attraverso
un
emendamento
della
Costituzione federale.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le date della conquista del diritto di voto da parte delle donne
1917 In Inghilterra viene riconosciuto il voto alle donne, ma solo a partire
dai trent’anni: una mezza vittoria (o una mezza sconfitta) che esclude
dal voto 5 dei 12 milioni di donne. Il suffragio femminile è riconosciuto
nella Russia rivoluzionaria.
1918 Il Congresso americano approva il XIX emendamento, che riconosce
il voto alle donne: nei due seguenti anni esso verrà ratificato da 36
Stati. In Germania il Consiglio dei rappresentanti del popolo della
Repubblica di Weimar stabilisce per decreto il suffragio femminile:
all’Assemblea Costituente vengono elette 37 deputate. Nessuna delle
15 candidate inglesi è invece eletta alla Camera dei Comuni.
1919 Le donne ottengono il voto in Svezia
1928 Le donne inglesi ottengono la piena uguaglianza di voto politico.
1929 Le donne ottengono il voto in Ecuador e in Mongolia.
1930 Le donne ottengono il voto in Brasile.
1931 Le donne ottengono il voto nella Spagna repubblicana e in Uruguay
1934 Le donne ottengono il voto in Cile e a Cuba.
1935 Le donne ottengono il voto in India.
1937 Le donne ottengono il voto nelle Filippine
1942 Le donne ottengono il voto nella Repubblica Dominicana
1944 Le donne ottengono il voto in Francia
1946 Le donne ottengono il voto in Albania, Cina, Giappone, Yugoslavia,
Panama, Romania, San Salvador. 1947 Le donne ottengono il voto in
Argentina, Birmania, Bulgaria, Venezuela.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 200928
2010
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le date della conquista del diritto di voto da parte delle donne
1951 Le donne ottengono il voto in Nepal e in Pakistan.
1952 Le donne ottengono il voto in Bolivia, Grecia, Libano.
1953 Le donne ottengono il voto in Messico e Siria.
1954 Le donne ottengono il voto in Colombia.
1955 Le donne ottengono il voto in Etiopia, Ghana, Honduras, Nicaragua,
Perù, Singapore.
1956 La Repubblica Federale Tedesca riconosce il voto alle donne. Le
donne ottengono il voto anche nell’Alto Volta, Cambogia, Ciad, Congo
Brazzaville, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea, Laos, Madagascar, Mali,
Mauritania, Niger, Repubblica Centrafricana, Senegal, Vietnam del Sud,
Togo.
1963 Le donne ottengono il voto in Iran, Kenia, Libia, Malesia.
1964 Le donne ottengono il voto in Afghanistan, Iraq, Malawi, Malta e
Zambia.
1966 Le donne ottengono il voto in Beciuania, Guyana, Lesotho
1971 Le donne svizzere ottengono il voto, salvo che nel Cantone
dell’Appenzello.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
29
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Fonti e approfondimenti
Boccia M.L., La differenza politica: donne e cittadinanza, Milano, Il
Saggiatore,
Bravo A., Scaraffia L., I nuovi fili della memoria, v.2-3, Roma, Laterza,
2003
BruzzoneA.M., Farina R:, La resistenza taciuta: dodici vite di partigiane
piemontesi, Torino, Bollati Boringhieri, 2003 (disponibile nel
Laboratorio di storia)
Colombelli C., Derossi L., Genere/storia/scuola: sei percorsi didattici,
Torino, IRRSAE, 1999 (disponibile nel Laboratorio di storia)
De Martino G., Bruzzese M., Le filosofe, Napoli, Liguori, 1994
De Grazia V., Le donne nel regime fascista, Venezia, Marsilio, 1993,
(disponibile nel Laboratorio di storia)
Derossi L. (a cura di), 1945: il voto alle donne, Milano, Franco Angeli,
1998(disponibile nel Laboratorio di storia)
Donne che abitano il mondo, a cura della Provincia di Novara, Novara,
Provincia di Novara, 2003 (disponibile nel Laboratorio di storia)
Ribero A., Una questione di libertà, Torino, Rosenberg & Sellier, 1999
Ungari P., Storia del diritto di famiglia in Italia, Bologna, Il Mulino, 2002
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
30
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Articoli
Aborti dimezzati in 16 anni ma al Sud la piaga è aperta, in La Repubblica, 25 ottobre
1997
Dominijanni I., Kamikaze, il fattore D, in Il manifesto, 29 gennaio 2002
Oliva L., Povertà, donne sotto assedio, in Il sole 24 ore, 4 marzo 2008
Rushdie S., L’India non vuole più figlie, in La Stampa, maggio 2001
Siti Internet
www.aidos.it
www.arcidonna.it
www.iger.org/manifestipolitici-d-20.html
www.rawa.org
www.diotima.filosofe.it
www.scuole_monet_modena_it-barozzi-tesine-anno6-garofalo-images-babbo_jpg_file
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31
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
Il fenomeno della globalizzazione può essere
definito da un punto di vista strettamente
economico oppure includendo nella definizione le
conseguenze di tipo sociale sulle popolazioni
coinvolte o anche enfatizzandone gli aspetti
culturali e relativi ai nuovi strumenti di
comunicazione.
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32
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
Dal sito Tesi online proponiamo alcune definizioni:
secondo quella redatta da L. Donis, la globalizzazione è un
“fenomeno attraverso il quale l’economia internazionale e le
economie nazionali tendono ad integrarsi sempre più,
arrivando alla creazione di un mercato unico mondiale”
(definizione prettamente economica).
Secondo M. P. De Capraris è un “fenomeno economico sociale e
culturale sviluppatosi prepotentemente a partire dalla fine del
XX secolo, che ha portato a legami molto stretti fra tutti i
paesi del mondo. Tale situazione è stata facilitata dalle nuove
e istantanee forme di comunicazione, dai più veloci mezzi di
trasporto
di
merci
e
persone
e
dalla
crescente
interdipendenza dei mercati economici ” (definizione che
include anche l’aspetto tecnologico e menziona le persone
coinvolte, almeno per quanto riguarda i loro spostamenti).
Il pianeta Terra
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33
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
•
•
Secondo queste definizioni la globalizzazione delle relazioni
economiche e finanziarie e la globalizzazione delle
comunicazioni (compresa l'informatizzazione del pianeta)
rappresenterebbero due chiare esemplificazioni dell'idea più
generale di globalizzazione
La globalizzazione implica anche l’interdipendenza globale,
per cui sostanziali modifiche che avvengono in una parte del
pianeta avranno, in virtù di questa interdipendenza,
ripercussioni (di vario segno) anche in un altro angolo del
pianeta stesso, in tempi relativamente brevi.
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34
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
•
•
•
L’aspetto più rilevante della globalizzazione dal punto di vista
del destino delle persone è la messa in discussione dello
stato-nazione, infatti sempre di più decisioni a carattere
economico, politico, ambientale vengono prese all'esterno
della consueta cornice istituzionale dello stato.
La rivoluzione digitale e lo sviluppo delle telecomunicazioni,
anche satellitari, hanno accelerato notevolmente la diffusione
di informazioni attraverso il pianeta, l’omologazione culturale
che ne deriva presenta vantaggi e svantaggi e rispetto al
futuro, rischi e potenzialità.
La moderna società globale dei consumi ha messo in
discussione la tenuta ecologica del pianeta, ponendo problemi
nuovi e globali.
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35
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
La globalizzazione è stata caratterizzata finora dall’aumento
della libera circolazione di merci e capitali, ma anche dalla
accresciuta mobilità delle persone. Questo ha dato luogo a
fenomeni migratori senza precedenti nella storia dell’umanità.
Le motivazioni delle migrazioni sono in parte legate agli
squilibri economici, sociali e ambientali che appaiono collegati
al fenomeno della globalizzazione. Le reazioni nei paesi
sviluppati (di solito mete dei processi migratori) sono spesso
di chiusura, paura e di incomprensione delle cause profonde
del fenomeno.
Case popolari a Sant'Agabio, il
quartiere di Novara con il più alto tasso
di immigrati. Queste case un tempo
ospitavano gli immigrati provenienti
dal SudItalia.
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36
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
Se l'economia globale appare collegata alla globalizzazione della
povertà, come conseguenza della natura sempre più
oligopolistica dell'economia globale, è possibile anche vedere
come, utilizzando gli stessi canali attraverso i quali passano i
maggiori rischi connessi alla globalizzazione, grazie alla
capacità di "mettersi in rete" attraverso gli strumenti della
telematica i gruppi di azione sociale dal basso riescano a
manifestarsi promuovendo esperienze solidaristiche, per
esempio il commercio equo e solidale, il volontariato su
ambiente e diritti umani, la cooperazione internazionale.
Marcia
del Primo
Maggio,
in
America
Latina
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37
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Globalizzazione
Il concetto di globalizzazione indica quindi il carattere mondiale
dell’economia del nuovo millennio.
•
•
•
Il problema mondiale più grave ed evidente dell’economia è
quello della povertà estrema di almeno un miliardo e mezzo di
persone, il 25% della popolazione mondiale, considerando
povero chi dispone di appena un dollaro al giorno.
Finora la crescita della ricchezza di una parte del mondo ha
coinciso con l’aumento della povertà dall’altra parte. Se le
nuove tecnologie hanno portato indubbi benefici all’umanità,
diventano sempre più gravi e drammatici gli squilibri, in
particolare tra i paesi ricchi del nord del mondo e i paesi
poveri del sud.
Inoltre i paesi sviluppati propongono un modello di sviluppo
senza freni, in cui il 20% della popolazione mondiale consuma
l’80% delle risorse
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38
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Condizione
femminile
come
conseguenza della globalizzazione
Nel 2008 fonti ILO (International
Labour Organization) affermano che
le donne sono il 60% degli indigenti
a livello mondiale. In molti paesi
(come India e Cina) la crescita del
PIL non si traduce in crescita
dell’occupazione femminile. Anzi le
donne sono bloccate in posti di
lavoro precari e mal remunerati,
spesso nell’economia informale.
L’ILO lamenta che le politiche relative
al mercato del lavoro non sono poste
al centro delle politiche
macroeconomiche. Il mercato del
lavoro non funziona come un
qualsiasi altro mercato, ma è un
fatto umano: coinvolge infatti non
astratta “forza lavoro” ma persone
che hanno qualità, motivazioni e,
soprattutto, una dignità.
Donna guatemalteca
intenta ad un lavoro
artigianale
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39
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Condizione femminile
Secondo fonti ISTAT invece le donne costituiscono il
70% dei poveri del mondo e hanno, in media, il
90% del salario di un uomo a parità di condizioni.
Il numero delle donne presenti sul mercato del
lavoro, siano esse occupate o in cerca di
occupazione,
è
1/3
della
forza-lavoro
riconosciuta, ma il lavoro effettivamente svolto
dalle donne a livello mondiale, rappresenta il 2/3
del totale. (in Dati globali , Statistiche in breve
Comunicato stampa del 05 luglio 2007)
Secondo alcuni studi, anche nei paesi più sviluppati
è ancora presente una sostanziale disparità di
trattamento tra i sessi, calcolata attraverso gli
indicatori della parità di opportunità tra uomini e
donne, ovvero : il “ tetto di cristallo ”, il divario
del ed il numero di donne che vivono nella
povertà. Questi indici riportano una povertà
maggiore delle donne.
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40
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Condizione femminile
•
Gran parte delle occupazioni che svolgono le donne nel
mercato del lavoro rappresentano un prolungamento delle
attività che realizzano in famiglia. Questi ambiti lavorativi
ad alta presenza femminile sono tradizionalmente poco
valorizzati. In questi settori inoltre predominano forme
meno tutelate di rapporto di lavoro. Anche nei paesi
sviluppati si assiste alla deregolamentazione e alla
precarizzazione di lavori una volta protetti, le donne
risultano maggiormente presenti nei lavori part-time, in
nero, a redditi minimi o in imprese familiari.
•
La condizione femminile a livello sociale ed economico
risulta quindi condizionata dallo scarto tra i diritti
garantiti a livello politico e quelli effettivamente praticati
nella convivenza civile. In particolare nei paesi del Sud del
mondo per le donne è impossibile ottenere la proprietà
delle terre e la concessione di crediti, esse non
dispongono inoltre di un’adeguata libertà di movimento e
sono poco rappresentate in seno alla classe e dirigenziale
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Condizione femminile
Nella maggior parte dei paesi sottosviluppati o in via di
sviluppo vi sono discriminazioni verso le bambine:
circostanza evidenziata da una sostanziale diversità di
opportunità educative e di cure mediche che le in via di
sviluppo o sottosviluppate concedono alle loro donne. In
Pakistan, ad esempio, uno studio rivela che il 71% dei
bambini sotto i due anni di età ricoverati in sono maschi,
il che fa supporre che se le femmine si ammalano ricevano
meno cure.
Spesso i genitori scelgono di mandare a i figli maschi perché
le femmine sono più utili in casa nei lavori domestici.
E’ noto inoltre che in paesi come l’India o la Cina dove la
preferenza per il figlio maschio ha profonde radici
culturali i moderni metodi ecografici sono utilizzati per
individuare i feti di sesso femminile e praticare quindi
aborti selettivi
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
ONU. Documento conclusivo 51° commissione
Donne, 2007
sullo status delle
Povertà
a. Ridurre le ineguaglianze sociali ed economiche
b. Introdurre una prospettiva di genere nello sviluppo delle politiche
c. Migliorare le condizioni di vita delle donne che vivono nella povertà e che
soffrono per la mancanza di cibo, acqua e condizioni igieniche adeguate.
Educazione e Formazione
a. Favorire l'innalzamento del livello formativo delle bambine.
b. Combattere il fenomeno della dispersione scolastica delle bambine, cercando di
operare sulle cause che la producono.
c. Assicurare che le bambine abbiano uguale accesso alla scuola primaria, senza
distinzione di razza ed etnia. Una maggiore istruzione delle donne è
fondamentale per favorirne l'ingresso nel mercato del lavoro.
d. Innalzare la scolarizzazione delle bambine, creando una concertazione tra
famiglie, insegnanti e politici, con particolare attenzione alle zone più
disagiate ed i quartieri più emarginati.
e. Rivedere i percorsi scolastici e formativi, al fine di orientare ragazzi e ragazze
nelle scelte lavorative.
f. Creare a scuola degli ambienti idonei per le ragazze, con particolare attenzione
all'igiene degli ambienti e dei servizi.
g. Creare dei programmi di inserimento formativo e lavorativo per le donne
vittime di abusi ( prostitute, donne indotte al matrimonio, immigrate....)
h. Assicurare una maggiore educazione sessuale di donne e uomini al fine di
combattere l'Aids
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43
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
ONU. Documento conclusivo 51° commissione sullo status delle Donne, 2007
Stereotipi di Genere
a. Eliminare gli stereotipi di genere che riguardano il mondo dell'istruzione,
del lavoro e della sessualità che vanno ad alimentare tutte le forme di
discriminazione e violenza nei confronti di donne e bambine.
b. Favorire la collaborazione degli uomini in questo processo
Sanità
a. Migliorare le condizioni dei sistemi sanitari e dei servizi sociali, al fine di
garantire un benessere psico-fisico delle donne.
Particolare
attenzione
deve
essere
rivolta
all'alimentazione,
alla
contraccezione e alla prevenzione della trasmissione dell'HIV e alla
mortalità infantile Per quanto riguarda le scelte procreative, la
contraccezione e la trasmissione dell' AIDS, è indispensabile
responsabilizzare ragazzi e uomini, poiché tali questioni non riguardano
solo le donne.
Lavoro minorile
a. Evitare che i ragazzi in età scolastica vengano introdotti nel mondo del
lavoro, sfruttati e sottopagati.
b. Combattere lo schiavismo sessuale.
c. Particolare attenzione allo sfruttamento delle donne e alle bambine
immigrate, le quali sono vittime di una vera e propria tratta.
6. Aiuti umanitari
a. Destinare risorse agli aiuti umanitari per fornire beni di prima necessità e
speranza per una ricostruzione delle zone devastate dalle guerre civili.
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44
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
ONU. Documento conclusivo 51° commissione sullo status delle Donne
Violenza e discriminazione
a. Adottare delle misure legislative e giudiziarie che
prevengano e/o puniscano ogni forma di violenza e
discriminazione.
b. Attuare delle campagne di sensibilizzazione sulle
tematiche della violenza e della discriminazione, in
modo da favorire una trasformazione culturale.
c. Creare dei servizi e delle figure professionali che
sappiano supportare le donne vittime di violenza e
discriminazioni.
Gender Mainstreaming
a. Introdurre una visione di genere in tutte le politiche
pubbliche, in modo che vengano introdotte delle azioni
positive che favoriscano una vera parità di genere.
Empowerment delle donne
a. Porre in essere misure che permettano alle donne di raggiungere
posizioni apicali nel mondo della politica, dell'economia e della
finanza
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45
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Yunus
Muhammad Yunus è un professore universitario di economia
che ha deciso di usare le sue competenze per risolvere il
problema del mancato accesso al credito proprio da parte
di chi ne avrebbe più bisogno: i poveri.
Ha così fondato
contadino) per
Grameen Bank
ai più poveri,
tradizionale.
la Grameen Bank
(grameen significa
promuovere il sistema del microcredito. La
concede prestiti e sostegno organizzativo
altrimenti esclusi dal sistema di credito
Ad oggi la Grameen Bank ha concesso prestiti a più di 2
milioni di persone, il 94% delle quali donne, ha
attualmente 1.048 filiali, è presente in 35.000 villaggi e in
diverse città nel mondo. Il microcredito è praticato in 57
nazioni, fra cui anche gli Stati Uniti, dove ne usufruiscono
i poveri dei ghetti di Chicago, la Francia, la Spagna,
l'Olanda; la percentuale di restituzione dei prestiti è del
98%. Ed ora la banca del Bangladesh è diventata un
modello anche per la Banca Mondiale
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Yunus
Nel 2006 Yunus ha ricevuto il premio Nobel per la pace.
Yunus considera la globalizzazione una grande opportunità.
"Il punto - spiega l'economista - è quale tipo di problemi
chiediamo alla tecnologia di risolvere. Fino ad oggi le
grandi aziende hanno utilizzato i loro centri di ricerca per
scoperte al servizio esclusivo del profitto. Ci sono
esperienze, invece, che vogliono dimostrare che un altro
approccio è possibile".
“L'Europa - sostiene Yunus - può svolgere un ruolo davvero
strategico per utilizzare la globalizzazione e la tecnologia
d'informazione e ottenere un risultato socialmente
auspicabile" l'Europa potrà prendere l'iniziativa di
persuadere il mondo a creare una struttura globale di
vigilanza sulla globalizzazione - per garantire che la
globalizzazione funzioni per le persone e le economie
povere
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Fonti e approfondimenti
Beck U., Che cos’è la globalizzazione: rischi e prospettive della società
planetaria, Firenza, Carocci, 2009
Recentemente U. Beck ha proposto un approccio dialettico alla globalizzazione,
fondato sulla convinzione che i medesimi rischi connessi alla globalizzazione
(o meglio la risposta sociale a tali rischi) possano determinare opportunità
politiche per quella che Beck chiama una "seconda modernità" fondata su
valori di uguaglianza, libertà e capacità di informazione. La distinzione
fondamentale è tra globalizzazione e globalismo economico: irreversibile e
foriera di ampi spazi di opportunità la prima, chiuso in un egoismo
autoreferenziale e antisolidaristico il secondo, tanto da prefigurare la
scomparsa di ogni forma di welfare col suo sottrarsi sempre più ai costi fiscali
e paradossalmente - attraverso l'ipertecnologia - al lavoro stesso.
Giddens A., Il mondo che cambia: come la globalizzazione ridisegna la nostra
vita, Bologna, Il Mulino, 2000
Per A. Giddens, la globalizzazione è l'intensificazione di relazioni sociali mondiali
colleganti tra loro luoghi anche distanti, tanto che eventi locali possono
essere determinati da eventi sorti a distanze estremamente ampie; tale
processo è un processo dialettico perché il segno di tale mutamento non è
esattamente determinato. La globalizzazione comprime lo spazio-tempo e
sopprime le rigidità tra le culture, favorendo la diversità.
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48
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Fonti e approfondimenti
Huntington S. P., Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale: il futuro
geopolitico del pianeta, Milano, Garzanti, 2000
La globalizzazione rappresenta un momento di uno scontro di civiltà (non di stati). In
questa visione, l'egemonia occidentale (anche in termini religiosi) verrebbe a
confrontarsi con altre civiltà emergenti con esiti del tutto sfavorevoli
Wallerstein I, Alla scoperta del sistema mondo, Roma, Manifestolibri, 2010
L’Autore parla di sistema-mondo, la globalizzazione sarebbe un processo di lunga
data, caratterizzato da una progressiva espansione capitalistica che parte dalla
scoperta del Nuovo mondo
Yunus M., Un mondo senza povertà, Milano, Feltrinelli, 2008
Yunus considera la globalizzazione una grande opportunità. "Il punto - spiega
l'economista - è quale tipo di problemi chiediamo alla tecnologia di risolvere. Fino
ad oggi le grandi aziende hanno utilizzato i loro centri di ricerca per scoperte al
servizio esclusivo del profitto. Ci sono esperienze, invece, che vogliono dimostrare
che un altro approccio è possibile".
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
1946 Il sistema contemporaneo dei diritti umani nasce
all’indomani della seconda guerra mondiale. L’esigenza
di garantire una pace duratura porta alla fondazione
dell’ONU. Questa istituzione avrebbe dovuto raccogliere
l’eredità della Società delle nazioni (fondata dopo il
primo
conflitto
mondiale,
per
iniziativa
dell’allora
presidente USA Wilson, e risultata incapace di prevenire
il secondo) senza i limiti di questa.
« Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future
generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso
di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, a
riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità
e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti
degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole [...] »
(dal preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite)
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50
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Oggi metteremo da parte la spinosa questione dell’effettiva
capacità dell’ONU di prevenire le guerre e ci limiteremo
ad affrontare un altro aspetto della sua attività: la
formulazione di testi e convenzioni a tutela dei diritti
umani, la promozione e la difesa di questi.
La sala in cui si
riunisce il
Consiglio di
sicurezza
dell’ONU a
Ginevra
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51
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La Dichiarazione universale dei diritti umani
Nel 1948 l’ONU pubblica la Dichiarazione universale dei
diritti umani. Tale testo costituisce la base dell'attuale
sistema internazionale dei diritti umani, ma non è un
testo giuridicamente vincolante, in quanto non è stato
sottoposto alle procedure di ratifica o adesione con le
quali i trattati internazionali assumono valore di legge.
Il logo
delle
Nazioni
Unite
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le Convenzioni ONU
Negli anni successivi sono stati elaborati altri testi, di solito
intitolati Patto o Convenzione per… che trattano il tema
della difesa dei diritti umani in modo più specifico e
settoriale, per esempio in difesa di particolari categorie
di persone o a proposito di una violazione
particolarmente grave e diffusa.
Gli stati membri
delle Nazioni
Unite
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53
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le Convenzioni ONU
Questi documenti sono sottoposti poi a ratifica da parte dei
vari stati e di solito entrano in vigore quando hanno
raggiunto un certo numero di ratifiche.
Esiste anche il Fondo delle Nazione Unite per lo Sviluppo
delle Donne (UNFEM)con l’obiettivo di lavorare per una
società che permetta alle donne di essere protagoniste
del proprio destino
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Gli organi di controllo
Gli strumenti giuridici internazionali prevedono l'esistenza
di organi di controllo, preposti a verificare l’applicazione
del trattato. Tale verifica avviene però principalmente
sulla base dei rapporti che ogni stato che ha ratificato è
tenuto ad inviare periodicamente all’organo di controllo.
Nel corso degli anni l’ONU ha affidato a una serie organismi
il compito di promuovere l'esercizio effettivo dei diritti
umani, di individuare e punire le più gravi violazioni dei
diritti umani e del diritto umanitario. Questi organismi
comprendono per esempio gli organi politici delle
Nazioni Unite, agenzie e alti commissariati ONU, tribunali
internazionali
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55
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le Convenzioni del 1966
Ognuna di queste convenzioni è nota anche con una
abbreviata, a partire dal titolo inglese della convenzione
sigla
1966 il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) (tutela
il diritto alla vita e alla libertà, la libertà dalla tortura, dalla
schiavitù, la libertà di espressione, di associazione, di pensiero,
di coscienza e di religione, l’uguaglianza di tutti e tutte di fronte
alla legge, i diritti della/nella famiglia e nel contrarre
matrimonio)
1966 il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
(ICESCR) (tutela i diritti al/del/nel lavoro, la libertà dalla fame,
il diritto alla salute, all’istruzione, alla sicurezza sociale, i diritti
della/nella famiglia, la tutela della maternità, il diritto di
partecipare alla vita culturale)
L'insieme rappresentato dalla Dichiarazione Universale più i due
Patti del 1966 è noto come Carta Internazionale dei diritti
umani (International Bill of Rights).
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Senza distinzione di razza, di colore, di sesso
A proposito dei diritti elencati in questi testi, si specifica (con
formulazione simile nei tre documenti) che essi valgono per
ogni individuo, senza distinzione “di razza, di colore, di sesso, di
lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine
nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita, o di altra condizione”
Questa formulazione è simile a quella contenuta nell’art. 3 della
nostra Costituzione.
Con riferimento ai tipi di discriminazione più comunemente attuati
nel mondo, sono poi state emanate le seguenti Convenzioni
1965 La Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di
discriminazione razziale (CERD)
1979 La Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di
discriminazione contro le donne (CEDAW)
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La CEDAW
La Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione
nei confronti delle donne, nota con l'acronimo CEDAW, è stata
adottata dall'Assemblea generale il 18 dicembre 1979. Il testo,
vincolante per gli Stati che lo hanno sottoscritto, prevede sia la
proibizioni
delle
discriminazioni
sia
le
cosiddette
"azioni
positive".
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58
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La CEDAW
La CEDAW prevede che gli stati si attivino
• per garantire alle donne la partecipazione alla vita pubblica e
politica,
• diritti di cittadinanza uguali a quelli degli uomini,
• parità di formazione e che la formazione non sia influenzata da
concezioni stereotipate dei generi,
• pari accesso al lavoro a parità di condizioni e tutele,
• la proibizione dei licenziamenti per maternità e la promozione
degli asili nido,
• parità di fronte alla legge,
• particolare tutela per le donne che vivono in zone rurali e che
lavorano nell’economia informale,
• libertà di scelta del partner, parità nel matrimonio e nella
pianificazione familiare all’interno di questo.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La CEDAW
L’organo preposto a verificare eventuali violazioni di obblighi, il
Comitato (disciplinato dalla parte quinta della CEDAW , artt. 17-
22) ha un carattere operativo e funzionale piuttosto limitato.
Le raccomandazioni del Comitato CEDAW sono da considerare atti
di soft law, non vincolanti sotto il profilo giuridico, che
intaccano la credibilità internazionale dello Stato, costituendo
solamente una condanna morale e politica
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Altre importanti convenzioni
1984 La Convenzione contro la tortura e altri trattamenti o
punizioni crudeli, inumani e degradanti (CAT)
1989 La Convenzione sui diritti dell’infanzia (CRC)
1990 la Convenzione internazionale sulla tutela dei diritti di
tutti i lavoratori migranti e dei loro familiari (MWC).
Quest’ultima non ha ancora raggiunto il numero di
ratifiche necessario per entrare in vigore
Logo dell’UNICEF,
l’agenzia ONU per
l’infanzia
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Altre importanti convenzioni
Oltre a quelle fin qui menzionate, esistono altre convenzioni che si
occupano di questioni più particolari. Quelle che riguardano le
donne sono: la
Convenzione sulla nazionalità delle donne
coniugate (1952), la Convenzione per la soppressione del
traffico di persone e dello
sfruttamento della prostituzione
(1949), o il più recente Protocollo di Palermo contro la tratta di
esseri umani in particolare donne e bambini (2000).
Esistono poi le Convenzioni di Ginevra, che definiscono i diritti
fondamentali delle persone e dei popoli nelle situazioni di
conflitto
armato
(il
cosiddetto
diritto
umanitario)
e
la
Convenzione sui rifugiati
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62
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Citiamo
infine
le
Convenzioni
dell’organizzazione
internazionale del lavoro (ILO/OIL) che definiscono i diritti
fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’Organizzazione internazionale del lavoro è nata nell’ambito della
Società delle nazioni nel 1919 ed è poi entrata a far parte
dell’ONU.
Si
occupa
di
formulare
standard
internazionali
relativamente alle condizioni di lavoro e promuove i diritti del
lavoro come diritto di associazione, diritto di organizzazione,
negoziazione collettiva, abolizione del lavoro forzato, parità di
opportunità.
Il logo
dell’Organizzazione
internazionale del
lavoro
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63
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le conferenze mondiali delle donne
Nel corso degli anni l’ONU ha organizzato conferenze mondiali
delle donne e conferenze mondiali sui temi della globalità, che
hanno comunque una forte connessione con la condizione
femminile
Poster per la
Conferenza
delle donne
di Pechino,
1995
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64
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le conferenze mondiali delle donne
Conferenze
mondiali
delle donne:
Città del
Messico,
1975,
Copenhagen, 1980, Nairobi, 1985, Pechino 1995
Conferenze mondiali sui temi della globalità: la Conferenza su
popolazione e sviluppo (Il Cairo, 1994), il Vertice sullo sviluppo
sociale (Copenaghen, 1995)
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65
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le conferenze mondiali delle donne
Queste Conferenze hanno prodotto documenti definiti “piattaforme
d'azione”, che indicano gli obiettivi da raggiungere e gli
strumenti. A cinque anni da ciascuna conferenza, inoltre, si
sono
tenute
Sessioni
speciali
dell'Assemblea
Generale
(i
cosiddetti "+5": per es. Cairo + 5), in cui è stato esaminato lo
stato di applicazione delle piattaforme approvate, ed i nuovi
obiettivi di cui si è dotata la comunità internazionale per
superare gli ostacoli e rendere più efficace la realizzazione
concreta di ciascuna piattaforma.
In alcuni casi però, per effetto del mutato clima politico
internazionale, i +5 sono stati deludenti rispetto alla conferenza
originaria (è questo il caso di Pechino +5)
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66
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Altri documenti delle Nazioni Unite
Nel corso degli stessi anni '90, e soprattutto negli anni seguenti
alla Conferenza di Pechino, gli stessi contenuti sono stati
affermati anche da altri documenti delle Nazioni Unite, quali ad
esempio:
Risoluzioni e Dichiarazioni dell'Assemblea Generale, Risoluzioni del
Consiglio
di
Sicurezza,
Conclusioni
e
risoluzioni
della
Commissione sulla Condizione delle donne (CSW), Risoluzioni
della Commissione diritti umani (CHR), Risoluzioni e altre
decisioni di altri organismi ONU. Rientra in queste tipologie
Documento conclusivo 51° commissione ONU sullo status
delle Donne del 2007 già esaminato.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La classificazione dei diritti umani
E’ diffuso l’uso di classificare i diritti per famiglie o per generazioni
di i diritti, anche facendo riferimento al momento storico della
loro comparsa
diritti di prima generazione, principalmente civili e politici;
diritti di seconda generazione, principalmente economici e sociali;
diritti di terza e quarta generazione, principalmente diritti collettivi.
Se queste classificazioni hanno un indubbio valore storico è
importante capire che la concezione dei diritti umani non è
immutabile nel tempo ma è soggetta a trasformazioni.
I movimenti femminili hanno avuto un ruolo nel cambiare la
concezione tradizionale dei diritti delle donne. Infatti i diritti delle
donne, in particolare quelli relativi all’autodeterminazione, sono
spesso trasversali sia alle tematiche dei diritti civili che a quelli
economici e sociali.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La classificazione dei diritti umani
Il sito dell’Aidos, che abbiamo utilizzato per questo percorso,
propone la seguente classificazione dei diritti che riguardano le
donne:
•
diritto all'eguaglianza e libertà dalla discriminazione,
•
diritto all’autodeterminazione,
•
diritti sessuali e riproduttivi,
•
diritto all’identità culturale,
•
libertà ed eguaglianza nella famiglia,
•
libertà sindacali e di associazione,
•
diritto all’ambiente,
•
diritto alla pace,
•
diritto allo sviluppo
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La partecipazione femminile
Nel modo di trattare i diritti femminili negli ultimi tempi è cresciuta
l’enfasi dalle violazioni praticate dagli stati a quelle praticate
nella società, per esempio dagli anni '90 in poi, le donne hanno
imposto che nelle iniziative sui diritti umani uno spazio
crescente fosse dedicato alla violenza contro le donne, o
meglio alla violenza sessista o di genere. Temi come la tratta
delle donne, le mutilazioni dei genitali femminili, la
violenza domestica, gli stupri e altre forme di violenza
etnica e razzista, sono dunque divenute oggetto di
dichiarazioni, trattati, protocolli, e in alcuni casi sono anche
entrati a pieno titolo nella categoria dei crimini contro
l’umanità.
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70
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La partecipazione femminile
Oltre agli organismi ufficiali, un ruolo crescente è stato attribuito
ai soggetti autonomi presenti nella società civile: moltissime
associazioni e coordinamenti di donne hanno dato vita a
ONG che hanno partecipato alle attività di promozione dei diritti
umani.
Logo
dell’organizzazione
che si occupa dei
diritti umani al
femminile
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’approccio trasversale ai diritti umani
I movimenti femminili propongono da tempo un uso attivo dei
diritti umani, per cambiare la propria vita e non solo per difendersi
dalle violazioni. Da qui una nuova attenzione alla questione
dell'accesso alle risorse e agli strumenti politici, economici, sociali
che possono rendere concreto l'esercizio dei diritti umani
L’esigenza di un approccio trasversale ai diritti umani è portata
avanti dalle donne che vivono in prima persona identità e
condizioni complesse, che si misurano con fenomeni come il
razzismo, la xenofobia, le discriminazioni multiple o incrociate.
Queste donne rivendicano il pieno esercizio di tutti i diritti umani a
partire dalla loro specifica identità, in quanto donne nere, o
migranti, oppure disabili, o indigene, o lesbiche.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’etnocentrismo
Fino alla fine del XIX secolo, si riteneva che esistessero popoli
sprovvisti di cultura. I gruppi etnici diversi da quelli occidentali
erano considerati popoli "primitivi" o "barbari".
Questa concezione, secondo la quale l'uomo occidentale considera
la propria cultura come termine di paragone per le altre, è stata
definita etnocentrismo.
In particolare l’etnocentrismo sarebbe la convinzione secondo cui
solo il proprio modo di vita è corretto e naturale.
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73
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’etnocentrismo
La tendenza ad interpretare o valutare le altre culture partendo
dalla propria si diffonde in Europa dopo le grandi spedizioni
geografiche.
Fino
all'inizio
del
Novecento
le
culture
non
occidentali,
in
particolare quelle dei popoli privi di scrittura, sono considerate
appartenenti ad uno stato inferiore di evoluzione.
Incisione che
rappresenta i riti
cannibalistici
degli indios Tupi,
secondo il
racconto del
marinaio Hans
Staden
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il relativismo culturale
Agli inizi del Novecento si sviluppa il cosiddetto relativismo
culturale, che si oppone all'etnocentrismo, negando l'esistenza di
un'unità di misura universale per la comprensione dei valori
culturali: ogni cultura è portatrice di una visione e di istituzioni
proprie, che non hanno validità al di fuori della cultura stessa.
Il relativismo culturale è stato definito da Greenwood come "la
comprensione di un'altra cultura alle sue condizioni in modo
abbastanza simpatetico da farla apparire come progetto di vita
coerente e significativo". Secondo questa definizione, obiettivo del
relativismo è comprendere. Si comprende che i bisogni umani
fondamentali possono essere soddisfatti con mezzi culturalmente
diversi e che ciò che è considerato morale in una cultura può
essere amorale o eticamente indifferente in un'altra.
Il relativismo consente di capire fenomeni sociali incompatibili col
nostro modo di pensare, mostrando la loro coerenza con il sistema
storico-sociale all'interno dei quali essi si verificano.
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75
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il relativismo culturale
Comprendere non significa approvare
o disapprovare ma avere una visione
reale
delle
culture
al
di
là
di
pregiudizi e stereotipi.
Può accadere che, pur comprendendo
altre logiche, possiamo non approvarle
sia
perché
le
ragioni
addotte
per
giustificale non ci persuadono, sia perché
siamo a conoscenza di sistemi alternativi
che
potrebbero
sortire
il
medesimo
effetto utilizzando altri metodi. Inoltre,
all'interno di ogni società vi sono individui
che
hanno
posizioni
differenti
sulle
Celebre
dipinto di
Paul
Gauguin
pratiche della loro stessa cultura.
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76
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il relativismo culturale
Il relativismo, però, ha il limite di condurre alla separazione tra le
culture; non stimola, una effettiva comunicazione tra loro. Il
relativismo, inoltre, non è più sufficiente in un'epoca in cui diverse
culture convivono all'interno di medesimi spazi
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77
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Il pluralismo liberale
Secondo
questa
concezione il problema
dei
diritti
delle
minoranze
nella
prospettiva liberale si
risolve
riconoscendo
"tutele esterne" delle
minoranze rispetto alla
maggioranza, ma non
ammettendo
"restrizioni interne" dei
diritti
individuali
da
parte di una collettività.
Il Parlamento
italiano
Poster
CGIL,CISL
UIL contro
il
razzismo
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78
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
Nel dibattito “relativismo culturale contro universalità dei diritti”
troviamo varie concezioni dello stato e della dignità degli individui
diversamente intrecciate.
Concezione dello stato di origine liberale (include la tradizione
giusnaturalistica): lo stato deve tutelare i diritti naturali degli
individui, diritti preesistenti allo stato. Gli individui sono quindi più
importanti dello stato, che esiste nel loro interesse.
Da questa concezione deriva anche la natura “agnostica” dello
stato sulle questioni religiose, che sono lasciate alla coscienza
degli individui e riguardano quindi la sfera personale. Chi cercasse
di imporre le sue credenze personali ad altri ne limiterebbe la
libertà e violerebbe le norme su cui lo stato si fonda.
Concezione dello stato come intimamente connesso a tradizioni di
tipo culturale e religioso: la condizione dei cittadini dipende dalle
concezioni religiose e culturali dominanti.
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79
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
Il relativismo culturale deriva dallo sforzo di limitare
l’etnocentrismo, è quindi un frutto tipico di una cultura liberale
(che riconosce i diritti di tutti gli individui) e che, in questo caso,
riconosce uguali diritti e dignità ad ogni tradizione culturale.
Il problema però è che le altre culture non necessariamente
riconoscono l’uguale dignità degli individui. Quindi il relativismo
culturale arriva a proclamare la necessità di essere tolleranti con
culture che non lo sono al loro interno (oltre che, magari,
all’esterno).
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80
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
Anche il femminismo è un frutto della cultura liberale, con la quale
però
si
confronta
duramente,
costringendola
a
riconoscere
l’effettiva universalità dei diritti proclamati per l’uomo (inizialmente
solo l’individuo di sesso maschile, poi, per effetto anche delle
rivendicazioni femministe, tutti gli esseri umani “senza distinzione
di sesso”).
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81
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
Il problema del rapporto tra relativismo culturale e universalità
dei diritti si pone sia a livello interstatuale che intrastatuale. Nel
primo caso vi sono state resistenze o rifiuti espliciti da parte di
alcuni stati a ratificare le convenzioni ONU o a continuare a
sostenerne le attività in base a considerazioni legate a tradizioni
religiose o culturali (non è necessario però evocare gli stati ispirati
al fondamentalismo islamico, è sufficiente ricordare come il
presidente USA G. W. Bush avesse sospeso l’appoggio degli Stati
Uniti a programmi ONU in cui, tra le misure a tutela della salute
femminile, era presente la pratica dell’aborto).
La dimensione però più interessante di questo conflitto è
quella intrastatuale: all’interno di nazioni occidentali, sempre
più, per effetto dei fenomeni migratori tipici della globalizzazione,
si trovano consistenti minoranze provenienti da paesi con culture
e tradizioni molto diverse: che fare?
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
La proposta dei fautori del relativismo culturale è di riconoscere
una particolare protezione alle culture minoritarie, a patto però
che queste non esercitino coazioni su singoli membri della
comunità, in considerazione del fatto che è concepibile un diritto
alla propria specificità culturale e che vivere all’interno di una
cultura dotata di significato è positivo per gli individui.
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83
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Relativismo culturale contro universalità dei diritti
Il femminismo afferma che non sono tollerabili limitazioni dei
diritti delle donne (ma lo stesso discorso potrebbe valere anche
per i diritti di gruppi discriminati per ragioni sociali, etniche o
altro) sulla base di tradizioni culturali o religiose.
Il femminismo più radicale afferma che, in misura maggiore o
minore, tutte le culture (anche quella occidentale all’interno della
quale lo stesso femminismo è sorto) hanno dispositivi per il
controllo e la limitazione della libertà femminile e quindi, per
questi aspetti, non devono essere tutelate.
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84
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Una falsa contrapposizione
Si potrebbe pertanto proporre una tutela solo di quegli aspetti
culturali e tradizionali che non comportino discriminazioni per le
donne.
Forse l’opposizione tra relativismo culturale e universalità dei
diritti è una falsa contrapposizione, alimentata artificiosamente da
chi in realtà non ha nessuna intenzione di concedere ai migranti
provenienti da altre culture gli stessi diritti degli autoctoni (per
non parlare di protezione speciale) e si appiglia alla questione
della parità femminile per alimentare l’ostilità contro i nuovi
arrivati e per ostacolarne l’integrazione in modo pretestuoso.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
85
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Una falsa contrapposizione
Emerge poi il problema della soggettività e della libera scelta delle
donne migranti: in che misura è libera la loro adesione ai valori
tradizionali della loro cultura d’origine? Tanto per fare un esempio
scontato, indossano il velo spontaneamente o non possono farne
a meno? Se venissero “costrette” a non indossarlo, ne sarebbero
contente o interpreterebbero questa proibizione come un’ulteriore
ingiustizia ai danni della comunità di appartenenza?
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
86
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’emancipazione femminile e la xenofobia
A questo punto si possono proporre alcune considerazioni di
carattere storico.
Il percorso di emancipazione delle donne all’interno del mondo
occidentale (percorso che non può comunque dirsi concluso…) è
avvenuto nell’arco di almeno due secoli, beneficiando inoltre di
alcune peculiarità della storia europea (per esempio la nascita
dello stato laico come reazione al disordine portato dalle guerre di
religione oppure la rivoluzione industriale e l’inurbamento ).
La Londra
della
rivoluzione
industriale
secondo
Gustave
Dorè
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87
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’emancipazione femminile e la xenofobia
Nel corso di questo periodo vi sono stati momenti in cui la lotta
per i diritti femminili ha ceduto di fronte ad altre priorità (guerre
nazionali, momenti di acuta crisi sociale).
Povertà
rurale,
USA
1929
Corteo di
protesta,
Italia,
anni ‘70
E’ significativo che i maggiori passi avanti siano stati fatti in
periodi di relativa stabilità e crescita del benessere (come gli anni
Sessanta e Settanta del Novecento).
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
88
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’emancipazione femminile e la xenofobia
Questo forse dimostra che le donne, all’interno delle loro
comunità, si mobilitano contro i detentori del potere che le
discrimina se non ci sono in vista altri nemici (ritenuti, a torto o a
ragione, più pericolosi).
Altrimenti le donne tendono a mostrarsi solidali con gli uomini e a
condividerne, almeno in parte, valori e preoccupazioni: nelle
comunità di recente immigrazione nei paesi occidentali è piuttosto
la sensazione di precarietà a farsi sentire e quindi appare
improbabile, almeno sul breve periodo, che le donne immigrate si
concentrino su rivendicazioni esclusivamente femministe dando
vita ad un percorso paragonabile a quello delle donne occidentali.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
89
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’emancipazione femminile e la xenofobia
Questo non esclude che, nella necessità di difendere se stesse
e le proprie figlie, esse utilizzino e utilizzeranno in futuro gli
strumenti che il nostro sistema giuridico fornisce ma appare
decisamente
utopistico
aspettarsi
da
parte
loro
manifestazioni in cui il velo islamico venga pubblicamente
dato alle fiamme (come le femministe negli anni Settanta
facevano con i loro reggiseni).
Immagine dalla
copertina del libro di
Giuliana Sgrena, Il
prezzo del velo.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
90
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
L’emancipazione femminile e
la xenofobia
Il protagonismo delle donne
di altre culture su temi
rilevanti per la collettività si
è comunque storicamente
espresso sia nei loro paesi
d’origine sia nei luoghi
dell’immigrazione: non si
può quindi sostenere che
solo la cultura occidentale
può produrre
l’emancipazione femminile
(sarebbe, questa, una
forma ulteriore di
etnocentrismo?)
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
91
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Un approccio alternativo al tema dei diritti
Nussbaum Martha, Diventare persone. Donne e universalità dei diritti
Per arrivare ad una soglia minima di rispetto della dignità umana occorre
garantire "capacità", cioè il dispiegarsi di quelle condizioni che rendono una
persona realizzata
Martha C. Nussbaum, nata nel 1947, docente di giurisprudenza ed etica a
Chicago, ha elaborato una concezione della "natura umana" in termini di
"potenzialità" che ha in Aristotele, oltre che nel Marx dei Manoscritti
economico-filosofici, il punto di partenza.
Uomini e donne potrebbero essere definiti non per ciò che sono, ma per le
capacità che hanno, per le possibilità non sviluppate: capacità e possibilità
che sono personali, ma che uno stato giusto deve favorire, ad esempio,
garantendo a ognuno un ampio ventaglio di scelte.
Nussbaum, che sulle tematiche della condizione femminile è fra l'altro
consulente delle Nazioni Unite, ha incontrato negli ultimi anni donne di ogni
luogo e di ogni condizione, ha cercato di immedesimarsi nelle loro situazioni
particolari. Alla fine ha anche sviluppato proposte e indicato vie, il tutto
nell'ottica di un universalismo liberale in quanto si fonda sul concetto della
dignità e autonomia personale: le donne, anche le più svantaggiate, non
hanno bisogno di soluzioni prefabbricate e prestabilite (magari dai maschi).
Ciò di cui hanno urgenza è di avere concrete opportunità, di poter scegliere
senza costrizioni di sorta cosa essere o, detto altrimenti, il loro progetto di
vita.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 200992
2010
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La Mutilazioni genitali femminili: un esempio drammatico di
violenza contro le donne giustificata su base tradizionale
Le mutilazioni genitali femminili, pur rappresentando un'atroce
forma di violenza contro le donne, sono state e restano un tema
poco dibattuto, forse per la difficoltà anche solo a fare emergere il
fenomeno, oltre che a trovare le parole adeguate.
L'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha distinto le
mutilazioni genitali femminili in quattro tipi differenti: 1)
circoncisione o infibulazione: ovvero, asportazione della punta del
clitoride, con fuoriuscita di sette gocce di sangue simboliche; 2)
escissione: asportazione del clitoride e taglio totale o parziale
delle piccole labbra; 3) infibulazione o circoncisione faraonica o
sudanese: ovvero, asportazione del clitoride, delle piccole labbra,
di parte delle grandi labbra con cauterizzazione, cui segue la
cucitura della vulva, lasciando aperto soltanto un foro per
permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale; 4) una
serie di interventi di varia natura sui genitali femminili.
IN SEGUITO a queste mutilazioni la donna non perde la possibilità
di procreare, ma i rapporti sessuali diventano dolorosi e
difficoltosi. La gravidanza e il parto comportano rischi maggiori
per le donne che hanno subito queste pratiche rispetto alle altre
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 200993
donne.
2010
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
La Mutilazioni genitali femminili: un esempio drammatico di
violenza contro le donne giustificata su base tradizionale
SIMONA GALBIATI, del centro di ricerche di Firenze dell'Unicef,
sottolinea “l'importanza di ricercare le motivazioni che stanno alla
base del problema, indagando cioè il ruolo delle credenze, delle
sanzioni sociali e morali, oltre alla forte pressione sociale cui è
sottoposta una donna”.
Galbiati ricorda che non è affatto una questione religiosa, anche se
spesso erroneamente la si ricollega all'Islam: l'infibulazione e
l'escissione del clitoride non sono menzionate dal Corano, solo
prescritte in alcuni hadith (detti) del profeta Maometto da ritenere
perciò consentita entro certi limiti. Nel cristianesimo le mutilazioni
sono considerate un peccato e sono quindi proibite. Ma essendo
l'infibulazione
legata
a
culture
tribali
precedenti
la
cristianizzazione, tale pratica si è conservata, soprattutto tra i
copti (ortodossi e cattolici) e nel Corno d'Africa (Eritrea, Etiopia).
SECONDO I DATI forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità,
sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo
che hanno subito una forma di mutilazione genitale.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
94
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Le mutilazioni genitali femminili in Italia sono
diventate ufficialmente reato
Legge 7/2006. Pena prevista: da 4 a 12 anni di reclusione
Le mutilazioni genitali femminili in Italia sono diventate
ufficialmente reato quattro anni fa, il 9 gennaio 2006, quando è
stata promulgata la legge numero 7 che punisce con la reclusione
da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, provoca
una mutilazione degli organi genitali femminili. PER MUTILAZIONE
si intende, oltre all’infibulazione, la clitoridectomia, l'escissione o
comunque qualsiasi pratica che abbia effetti dello stesso tipo. […]
La legge è applicata anche quando il fatto è commesso all'estero
da cittadino italiano o da straniero residente in Italia.
In base a questa legge, in alcune regioni italiane sono stati avviati
programmi di formazione per il personale sanitario e si sta
tentando di censire il fenomeno.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
95
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Fonti
Cinquepalmi Laura, Articolo tratto dalla tesi Multiculturalismo e
interculturalismo, dal sito www.Tesionline.it
Gozzi Gustavo, Programma del corso di multiculturalismo e
relativismo culturale, dal sito dell’Università di Bologna Facoltà di
scienze politiche
Ocone Corrado, Recensione di Diventare persone. Donne e
universalità dei diritti di Martha Nussbaum, in L'indice
Okin
Susan
Moller,
Multiculturalismo
e
femminismo:
il
multiculturalismo danneggia le donne?, trad. it. di M. C. Pievatolo,
originally published in “Boston Review”, October/November 1997
www.dirittiumani.aidos.it
www.ibs.it
www.Tesionline.it
www.yahoo-answers.it
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
96
I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione
Approfondimenti
Habermas Jurgen, Taylor Charles, Multiculturalismo. Lotte per il
riconoscimento, Milano, Feltrinelli, 2008
Nel testo si affrontano le possibili strategie legislative e giuridiche con cui
affrontare gli aspetti multiculturali del mondo contemporaneo. Occorre
fondarsi sull'universalismo delle norme giuridiche o sulla differenza dei
valori etici?.
Habermas Jurgen, L' inclusione dell'altro. Studi di teoria politica,
Milano, Feltrinelli, 2008
Si tratta di una raccolta di saggi politici che cercano di approdare alla
definizione di un universalismo sensibile alle differenze, in cui "inclusione"
non significa assimilazione e/o chiusura verso il diverso.
Kymlicka Will, La cittadinanza multiculturale, Bologna, Il Mulino,
1993
Convinto che le nostre società saranno sempre più portate a confrontarsi
con le minoranze etniche, razziali e culturali, l'autore, pur dichiarandosi
liberale e convinto assertore dei diritti individuali, ritiene che vada esplorata
anche la possibilità di garantire diritti speciali alle minoranze etniche e
nazionali presenti all'interno di ciascuno Stato.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 200997
2010
I
diritti
delle
donne
nel
contesto
della
globalizzazione
Approfondimenti
Nussbaum Martha C., L'intelligenza delle emozioni, Bologna, Il Mulino,
2009
Lungi dal costituire un elemento impuro di cui il pensiero deve liberarsi, le
emozioni - dolore, paura, vergogna, amore, compassione - pervadono, anzi
"sono" il pensiero. Per l’Autrice le emozioni sono al centro della vita individuale
e di quella sociale, come motore delle relazioni interpersonali e possono fornire
la base all’etica e alla filosofia politica. La prima parte si sviluppa attorno
all'emozione del dolore e del lutto; la seconda parte segue le emozioni sulla
scena pubblica e nella politica; la terza si concentra sull'amore
Rawls John, Il diritto dei popoli, Torino, Einaudi, 2001
L'estensione dei principi di giustizia all'arena internazionale ha luogo ricorrendo
alle idee centrali delle altre due opere fondamentali di questo autore (Una teoria
della giustizia, idea di contratto sociale e di scelta collettiva, Liberalismo politico,
idea di tolleranza e di consenso per intersezione). La concezione della giustizia
internazionale abbozzata da Rawls è articolata in una teoria ideale e in una
teoria non ideale. Nella prima si mette alla prova una procedura di scelta
collettiva che deve selezionare un'interpretazione dei principi di giustizia. Nella
seconda ci si misura con le questioni politicamente più difficili: quelle che
chiamano in causa guerra e pace, ricchezza e povertà.
Liceo Scientifico Antonelli, a.s. 20092010
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I
diritti
delle
donne
nel
contesto
della
globalizzazione
Approfondimenti
Sen Amartya K., Identità e violenza, Roma, Laterza, 2008
Un percorso per imparare a diffidare di quelle categorie collettive, religione,
razza, nazione, lingua, che hanno la pretesa di definire in maniera irrevocabile
che cosa sia un individuo.
Sen Amartya K, La democrazia degli altri. Perché la libertà non è
un'invenzione dell'Occidente, Milano, Mondadori, 2005
Inserendosi nel dibattito relativo alla possibilità di esportare, armi in pugno, la
democrazia in un altro paese, Amartya Sen illustra l'esistenza di secolari
tradizioni democratiche in paesi attualmente governati da regimi oppressivi. La
democrazia non è un’invenzione occidentale. Occorre esplorare e sviluppare
quegli aspetti della democrazia che sono valori condivisi dalla storia di tutta
l’umanità.
Sen Amartya K, Lo sviluppo è libertà. Perchè non c’è crescita senza
democrazia, Milano, Mondadori, 2001
Lo sviluppo può essere visto come un processo di espansione delle libertà reali di
cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica.
Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell'eliminare i vari tipi di
"illibertà", tra cui la fame e la miseria, la tirannia, l'intolleranza e la repressione,
l'analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e di tutela ambientale, che
impediscono all'individuo, uomo o donna, di agire secondo ragione e di costruire
la vita che preferisce.
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I diritti delle donne nel contesto della globalizzazione