L’ordinamento scolastico
Sergio Cicatelli
Corso di legislazione scolastica / 6
L’architettura del sistema
Scuola dell’infanzia
Scuola primaria
Scuola secondaria di I grado
Scuola secondaria di II grado
FP / IFP
Università – AFAM – IFTS
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I numeri del sistema (dati MIUR)
Alunni scuole statali
2013-14
Alunni scuole paritarie
2012-13
Infanzia
1.030.364
642.040
Primaria
2.596.915
190.608
Sec. I grado
1.671.375
69.833
Sec. II grado
2.580.007
133.831
Totale
7.878.661
1.036.312
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La riforma Berlinguer (legge 30/00)




Scuola dell’infanzia (durata 3 anni)
Scuola di base (durata 7 anni)
Licei (durata 5 anni, 4 tipologie)
Università o IFTS
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La riforma Moratti (legge 53/03)
 Scuola dell’infanzia (3 anni, anticipo)
 Primo ciclo
 Scuola primaria (5 anni, anticipo)
 Scuola secondaria di I grado (3 anni)
 Secondo ciclo
 Licei (5 anni, otto tipologie)
 IFP (minimo 3 anni, alle Regioni)
 Università o IFTS
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Interventi Fioroni (legge 40/07)
 Scuola dell’infanzia
 Primo ciclo
 Scuola primaria
 Scuola secondaria di I grado
 Secondo ciclo




Licei (sei tipologie)
Istituti tecnici
Istituti professionali
Formazione professionale regionale
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Interventi Gelmini
 L’art. 64 della legge 133/08 fissa i criteri di
revisione dell’ordinamento del sistema
educativo di istruzione e di formazione, tra cui
la ridefinizione di curricoli e quadri orari.
 DPR 81/09 (riorganizzazione rete scolastica).
 DPR 119/09 (organici ata).
 DPR 89/09 (riordino infanzia e 1° ciclo).
 DPR 87-88-89/10 (professionali, tecnici, licei).
 DM 249/10 (formazione iniziale docenti).
 DPR 263/12 (centri prov. istruzione adulti).
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La scuola dell’infanzia




Alla fine del Settecento nascono i primi asili infantili, con
funzioni di custodia e assistenza.
Tra Ottocento e Novecento si afferma una pedagogia
dell’infanzia (Agazzi, Montessori).
Nel 1968 la legge 444 istituisce la scuola materna statale (35 anni): natura prescolare, solo educatrici fino al 1977.
Legge 53/03: «la scuola dell'infanzia, di durata triennale,
concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo,
psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle
bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di
relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad
assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità
educative; nel rispetto della primaria responsabilità
educativa dei genitori, essa contribuisce alla formazione
integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia
e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità
educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la
scuola primaria».
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La scuola dell’infanzia oggi
 Accoglie i bambini da 3 a 5 anni di età.
 Possibilità di iscrizione anticipata per
chi compie 3 anni entro il 30 aprile.
 Sezioni primavera (sperimentali), per
bambini da 24 a 36 mesi di età.
 L’orario settimanale è di norma 40 ore,
prolungabili a 50 o riducibili a 25 (solo
turno antimeridiano).
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La scuola primaria
 La riforma Gentile (1923) prevedeva una scuola
elementare quinquennale, suddivisa in biennio + triennio.
 La legge 148/90 introduce il modulo didattico (3 x 2).
 Legge 30/00 (Berlinguer): scuola di base di 7 anni.
 Legge 53/03 (1+2+2): «la scuola primaria promuove, nel
rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità, ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le
conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni
logico-critiche, di far apprendere i mezzi espressivi, ivi
inclusa l'alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione
europea oltre alla lingua italiana, di porre le basi per
l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del
mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di
valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello
spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali
della convivenza civile».
 La questione dell’anticipo. Abolito l’esame di licenza.
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La scuola primaria oggi
 Accoglie bambini da 6 a 10 anni.
 Possibilità di iscrizione anticipata per chi
compie 6 anni entro il 30 aprile.
 Orario settimanale: 24, 27, 30, 40 ore
(tempo pieno).
 Le classi a 24 ore sono affidate ad un unico
insegnante, ma la proposta non ha successo.
 Di norma le classi sono previste di 27 ore.
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La scuola secondaria di I grado
 Differenti indirizzi dopo le elementari secondo Casati
(1859) e Gentile (1923).
 Legge 1859/62: scuola media unica.
 La questione del latino e delle materie facoltative.
 1977: 30 ore, tutte le materie obbligatorie, eliminato
il latino.
 Legge 30/00: scuola di base di 7 anni.
 Legge 53/03: secondaria di I grado all’interno del
primo ciclo, articolata in un biennio + un anno.
 Esame di stato conclusivo del primo ciclo.
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La secondaria di I grado oggi
 Orario settimanale ordinario: 29 ore + 1
(approfondimento materie letterarie).
 Tempo prolungato: 36 ore (elevabili a 40),
compreso il tempo dedicato alla mensa.
 Esame conclusivo del primo ciclo:





prova scritta di italiano,
prova scritta di lingua comunitaria (I e II),
prova scritta di matematica e scienze,
prova nazionale Invalsi,
colloquio.
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La vecchia secondaria di II grado

T.U., art. 191: «Il ginnasio-liceo classico e quello scientifico hanno
per fine precipuo quello di preparare agli studi universitari; gli
istituti tecnici hanno per fine precipuo quello di preparare
all'esercizio di funzioni tecniche od amministrative, nonché di
alcune professioni, nei settori commerciale e dei servizi,
industriale, delle costruzioni, agrario, nautico ed aeronautico; il
liceo artistico ha per fine quello di impartire l'insegnamento
dell'arte, indipendentemente dalle sue applicazioni all'industria; gli
istituti professionali hanno per fine precipuo quello di fornire la
specifica preparazione teorico-pratica per l'esercizio di mansioni
qualificate nei settori commerciale e dei servizi, industriale ed
artigiano, agrario e nautico; gli istituti d'arte hanno per fine
precipuo quello di addestrare al lavoro ed alla produzione artistica,
a seconda delle tradizioni, delle industrie e delle materie proprie
del luogo. Fino all'attuazione dell'art. 3 della L 19-11-1990, n. 341,
concernente la riforma degli ordinamenti didattici universitari,
l'istituto magistrale conserva, quale fine precipuo, quello di
preparare i docenti della scuola elementare; la scuola magistrale,
quello di preparare i docenti della scuola materna».
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La vecchia secondaria di II grado







Licei
Licei artistici
Istituti tecnici
Istituti professionali
Istituti d’arte
Istituti magistrali
Scuole magistrali
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5
4
5
3
3
4
3
anni
anni
anni
anni
anni
anni
anni
(2 + 3)
(2 + 3)
+2
+2
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La vecchia secondaria di II grado
 La riforma mancata
 Liberalizzazione degli accessi
all’università
 Sperimentazioni
 Progetto Brocca
 La formazione professionale
 Competenze di Stato e Regioni dopo
la riforma del Titolo V
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La formazione professionale
 Legge quadro 845/78: «la formazione professionale,
strumento della politica attiva del lavoro, si svolge nel
quadro degli obiettivi della programmazione economica e
tende a favorire l'occupazione, la produzione e l'evoluzione
dell'organizzazione del lavoro in armonia con il progresso
scientifico e tecnologico»; essa è finalizzata «alla diffusione
delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per
svolgere ruoli professionali rivolti al primo inserimento, alla
qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione,
all'aggiornamento ed al perfezionamento dei lavoratori, in
un quadro di formazione permanente».
 Qualifica professionale dopo tre anni.
 I Centri di formazione professionale (CFP) operano in
convenzione con le Regioni e godono di finanziamenti del
Fondo Sociale Europeo.
 Evoluzione verso l’Istruzione e Formazione Professionale
(IFP).
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Il secondo ciclo
 Un sistema bipartito, tripartito o
quadripartito?
1. Scuola secondaria superiore e IFP
(riforma Moratti: licei e IFP)
2. Licei, tecnici-professionali, IFP
3. Licei, tecnici, professionali, IFP
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Ordinamento interno
 Biennio + biennio + ultimo anno
 Ma nei regolamenti il secondo biennio e
l’ultimo anno «costituiscono articolazioni di
un complessivo triennio».
 D’altra parte, il primo biennio rientra
nell’obbligo di istruzione e quindi costituisce
un segmento distinto.
 Riscrittura di alcuni curricoli per adeguarli
alle competenze richieste dall’obbligo.
 Mediamente 30 ore settimanali.
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Regolamento dei licei










Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
(DPR 89/10)
A: Profilo dei licei
B: Piani degli studi liceo artistico
C: Piano degli studi liceo classico
D: Piano degli studi liceo linguistico
E: Piani degli studi liceo musicale e coreutico
F: Piani degli studi liceo scientifico
G: Piani degli studi liceo delle scienze umane
H: Insegnamenti attivabili in aggiunta
I: Tabella di confluenza dei percorsi liceali
L: Tabella di corrispondenza dei titoli di studio
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I licei
 14 tipologie o indirizzi:






Artistico (6 indirizzi)
Classico
Linguistico
Musicale e coreutico (2 sezioni)
Scientifico (+ opzione scienze applicate)
Scienze umane (+ opzione economicosociale)
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Insegnamenti
in lingua straniera
 Nell’ultimo anno di tutti i licei è previsto
l’insegnamento in lingua straniera di una
disciplina non linguistica (CLIL = Content
and Language Integrated Learning).
 Nel liceo linguistico tale insegnamento è
previsto a partire dal terzo anno e, a partire
dal quarto anno, anche di una seconda
disciplina non linguistica in una diversa
lingua straniera.
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Il curricolo liceale
 Il latino rimane solo nei licei:




classico,
linguistico (solo 2 anni),
scientifico (non nell’opzione scienze applicate),
scienze umane (non nell’opzione economicosociale).
 La filosofia diventa disciplina caratterizzante
(presente in tutti i licei)
 Nel primo biennio si abbina l’insegnamento
di storia e geografia (3 ore).
 Nel primo biennio matematica comprende
sempre anche informatica.
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Regolamento degli istituti tecnici
(DPR 88/10)
 Allegato A:
 Allegato B:
 Allegato C:
 Allegato D:
Profilo dello studente
Indirizzi, profili, orari e risultati di
apprendimento del settore economico
Indirizzi, profili, orari e risultati di
apprendimento del settore tecnologico
Tabella di confluenza dei percorsi degli
istituti tecnici
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Gli Istituti tecnici
 Due settori e undici indirizzi.
 Attività di laboratorio.
 Curricolo ripartito tra area di istruzione
generale e area di indirizzo.
 L’area di indirizzo incide per un terzo
nel primo biennio e per metà nel resto
del percorso.
 Massimo 32 ore settimanali.
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Gli istituti tecnici

Settore economico

Settore tecnologico
1.
2.
Amministrazione, finanza e marketing
Turismo
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Meccanica, meccatronica ed energia
Trasporti e logistica
Elettronica ed elettrotecnica
Informatica e telecomunicazioni
Grafica e comunicazione
Chimica, materiali e biotecnologie
Sistema moda
Agraria, agroalimentare e agroindustria
Costruzioni, ambiente e territorio
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Regolamento degli istituti
professionali (DPR 87/10)
 Allegato A:
 Allegato B:
 Allegato C:
 Allegato D:
Profilo dello studente
Indirizzi, profili, orari e risultati di
apprendimento del settore servizi
Indirizzi, profili, orari e risultati di
apprendimento del settore industria e
artigianato
Tabella di confluenza dei percorsi degli
istituti professionali
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Istituti professionali
 Gli istituti professionali adottano lo stesso
ordinamento degli istituti tecnici (due bienni
+ quinto anno), mentre in passato erano
articolati in triennio + biennio, con rilascio
di una qualifica al termine del triennio.
 Massimo 32 ore settimanali.
 In regime di sussidiarietà con l’IFP gli
istituti professionali potranno continuare a
rilasciare qualifiche e diplomi professionali.
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Gli istituti professionali
 Settore dei servizi
1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
2. Servizi socio-sanitari
1. Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, Ottico
2. Arti ausiliarie delle professioni sanitarie,
Odontotecnico
3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità
alberghiera
4. Servizi commerciali
 Settore industria e artigianato
1. Produzioni industriali e artigianali
1. Industria
2. Artigianato
2. Manutenzione e assistenza tecnica
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Autonomia e flessibilità
 20% di autonomia su tutto il curricolo
 Le quote di flessibilità (si aggiungono alla
quota di autonomia solo nei professionali):
 Licei
 Tecnici
 Professionali
1° biennio
20%
25%
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2° biennio
30%
30%
35%
5° anno
20%
35%
40%
30
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