Comunicazione Fondamenti della Musicale
a.a. 2011-12 - LGCaprioli
Musicologia e interdisciplinarietà
• La musica è un atto in divenire, un processo che
coinvolge più figure e che apre all’interdisciplinarietà
• La musicologia sistematica non è più considerata una
parte della musicologia ma tende a riorientarsi, in
senso interdisciplinare, verso tutte le discipline nonstoriche
• Ogni campo della musicologia storica può essere visto
in prospettiva sistematica (p.es. l’approccio
semiologico alla scrittura e la tipologizzazione delle
forme musicali).
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Semiotica
La semiotica, come disciplina madre, studia i
fenomeni di significazione e di
comunicazione
• con significazione si intende ogni relazione
che lega qualcosa di concreto e presente a
qualcos'altro di ipotetico e assente (il segno
al simbolo)
• un processo di comunicazione si attiva a
partire dalla messa in funzione di un sistema
di relazioni di significazione
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• Charles Sanders Peirce (filosofo e scienziato
americano, 1839-1914)
• Studioso di logica, anticipatore della semiotica. Teoria
dei tratti.
• Ferdinand de Saussure (linguista, 1857-1913,
Linguistica generale, 1916)
• Il segno linguistico è una entità che unisce
(arbitrariamente) un concetto (significato) alla sua
immagine acustica (significante)
• Leonard Bloomfield
Language, N.Y. 1933)
(linguista,
• dipendenza del significato dal contesto
• Roland Barthes (1915-1980)
• Elementi di semiologia, 1964
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1887-1949,
Semiologia musicale
La semiologia della musica è la disciplina che studia il
processo della comunicazione musicale
•
•
•
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•
Disciplina ancora in via di formazione
Analisi del segno in musica
Il suono come espressione culturale
I sistemi grammaticali della musica
Il significato in musica
La decodificazione del significato (o del linguaggio,
o del sistema grammaticale)
• La dimensione dell’ascolto come interpretante di
comprensione
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Charles Morris (1901-1979)
• Il processo della semiosi:
– il segno (o veicolo segnico, ciò che agisce come segno)
– il designatum (ciò cui il segno si riferisce)
– l’interpretante (ciò che permette al segno di avere funzione di segno
nei confronti dell’interprete)
– l’interprete (colui adotta e individua il segno come tale)
• Suddivisione della semiologia in tre differenti tipologie (aree
di applicazione)
– Sintattica
– Semantica
– Pragmatica
• Criticità in ambito musicale:
–
–
–
–
Plurisemanticità
Funzione iconica
Figurativizzazione
Effetto sinestesico
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Roman Jacobson (1896-1982), linguista
strutturalista
• Le componenti principali (variabili) del
sistema comunicativo sono
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emittente
ricevente
codice
messaggio
canale
contesto
Jean Molino
– ogni tipo di espressione umana e artistica
(lingua, romanzo, film, musica, pittura, ecc ... )
può essere oggetto di una semiologia
Jean-Jacques Nattiez (Il discorso musicale,
Einaudi 1977)
– tripartizione del processo della comunicazione
musicale
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Tripartizione semiologica
POIESI
– il processo creativo le cui condizioni e strategie
sono oggetto d’analisi
ESTESI
– il processo della percezione, incluse le proiezioni
individuali del ricevente sull’opera
LIVELLO NEUTRO
– l’oggetto materiale, la traccia sulla carta
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• La comunicazione si realizza solo nel caso in cui
vi sia piena condivisione del codice da parte di
emittente e ricevente (Jakobson e Eco)
– ipotesi dell’esistenza d’un codice comune preesistente
all’esperienza comunicativa
Su questa base, in che senso si può parlare di
comunicazione musicale?
• Il gesto del comunicare implica necessariamente
l’interazione dei soggetti e la loro cooperazione
– in tale quadro la musica tende – massimamente nel
nostro secolo - ad assumere un ruolo di semplice
trasmettitore unidirezionale di informazioni, ricevibili
in quanto stimolo complesso a prescindere dalla loro
intelligibilità
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Nella comunicazione linguistica v’è fra gli attori uno scambio di
informazioni sulla base d’un codice semiologico condiviso. Si
aprono tre quesiti fondamentali relativi a:
– Definizione del codice
• cosa costituisce il codice in musica? e – analogamente
alla differenziazione del linguaggio in idiomi – ne
esiste più di uno?
– Livello di comprensione
• rispetto alla musica, può la comunità degli ascoltatori
di nuovo millennio affermare di essere in possesso
della conoscenza d’un codice musicale quale esso sia?
– Capacità di decodificazione
• è essa in grado di decodificare (riformulare in termini
linguistici ovvero discorsivi e argomentativi) ciò che
FCM 2011/12 ascolta in musica?
Comprensione in musica
François Imberty, a proposito di ‘comprensione musicale’
distingue in tre approcci diversificati:
• analitico (attraverso l’ascolto)
– riconoscimento “a orecchio prima che a occhio” delle strutture
musicali, dalle più elementari (intervalli, accordi, modi,
modulazioni, cadenze, ecc.) alle più complesse (procedimenti
compositivi come variazione, intensificazione, trasposizione, ecc.)
• analitico-storico-sociale (contesto)
– strumenti della contestualizzazione storica (“a che epoca
appartengono questi o quei procedimenti, che significato avevano
nel momento in cui venivano usati (conservazione, rottura?) come
venivano capiti? “)
• interpretativo-analitico (semanticità)
– cogliendo i significati ed i meccanismi del processo di
significazione in musica
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Indici d’articolazione strutturale
Al solo ascolto, la percezione si focalizza su ogni nuovo
evento:
• Tempo (anche durata complessiva)
• Metro (configurazione modulare e ciclica del processo
accentuativo)
• Ritmo (organizzazione delle durate)
• Tonalità (sistema di rapporti funzionali tra noite della
scala)
• Cadenze (interruzione e discontinuità)
• Dinamica (variazioni d’intensità)
• Densità (più o meno voci)
• Timbro (qualità intrinseca e riconoscibilità del suono)
• Registro (tessitura)
• Orditura (modalità e qualità dell’intreccio: monofonico,
polifonico, polifonico-imitativo, contrappuntistico)
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La teoria musicale
• Il riferimento alla teoria della musica
occidentale (XVII-XVIII) serve
– come applicazione propria alla conoscenza della
musica di quel tempo
– come chiave di lettura per avvicinarci all’ascolto
‘competente’ delle musiche prodotte in altri
contesti e basate su sistemi differenti.
– come un punto di partenza utile soprattutto se
relativizzato.
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Universalità della musica
• In termini di competenza, l’esposizione ad
una plurima sorgente di generi musicali
differenziati avrebbe bisogno del ricorso ad
una teoria della musica universale:
– obiettivo impossibile da raggiungere in quanto
anche gli elementi più essenziali (e riconosciuti
come universali) del suono risultano discreti
perchè dipendenti da un sistema, da una serie di
relazioni collegate ad altri elementi.
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Musica europea
• molteplicità di espressioni storiche
• unità intrinseca del concetto basato su
– principio del sistema tonale
– relazioni di consonanza e dissonanza
La nozione europea di musica può adattarsi a
comprendere anche esperienze musicali
extraeuropee a patto di estrapolarle
completamente dal loro contesto (con il
risultato di svuotare di senso la fruizione
stessa)
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Definizione del concetto di musica
• Le enciclopedie musicali tendono a definire gli oggetti della
musicologia ma non la musica in sé
• il ‘musicale’ è il ‘sonoro’ costruito e riconosciuto da una
cultura
– in altre parole non è possibile analizzare le diverse
definizioni di musica al di fuori di un quadro
antropologico
• distinzione fra suono e rumore e fra suono e silenzio.
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Va distinto il silenzio in musica (lo sfondo dal
quale la musica si distacca) da quello fuori musica
Necessità della preesistenza dell’esperienza
sonora a cui riferire procedimenti di astrazione
del sonoro
Cage (1976): “grazie al silenzio i rumori
irrompono definitivamente nella mia musica”
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Leonard Bernstein (1918-1990), Mambo (da West Side
Story 1957), dir. Dudamel, orch. Simon Bolivar, BBC
Proms 2007
http://www.youtube.com/watch?v=xlAaiBNCYU4
John Cage (1912-1992), Variation V (1965), Merce
Cunningham Dance Company
http://www.youtube.com/watch?v=NLOWy3ys8Ag
Brian Eno (1948), Music for Airports (1978), part 2
http://www.youtube.com/watch?v=V2tTyOITeFI
Portishead, Only you (1998, regia Chris Cunningham)
http://www.youtube.com/watch?v=xtVA_N0ffmU
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• La musica è un mezzo di comunicazione, ma è
possibile definirla un linguaggio?
• Che cosa comunica la musica?
• Si può parlare in termini musicali di senso e di
significato?
L'opera ha un senso ma non ha un significato, cioè
non permette di definire delle relazioni tra
significante e significato paragonabili a quelle
del linguaggio. (Henri Lefèbvre 1901-1991)
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Musica e linguaggio
• Analogie
– Elementi strutturali (altezza, ritmo, timbro etc.)
– Distinzione tra ‘langue’ (sistema sonoro di
riferimento) e ‘parole’ (singola espressione)
– Presenza di una sintassi, regolata da norme
(estremamente più ricche e variabili nel caso
della musica)
• Differenze
– Impossibilità della musica di stabilire un
rapporto denotativo come quello esistente tra la
parola e la cosa denotata da essa
– Possibilità del linguaggio musicale di esprimersi
‘linguisticamente’attraverso verticalità e
orizzontalità dei suoni
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• Significato:
– concetto espresso attraverso le parole
– semiol./ling.: la classe dei sensi riconducibili ad un dato segno
• Senso:
– il contenuto semantico o concettuale
– semiol./ling.: il valore specifico che assume il significato di una parola in
un contesto determinato
– log.: potenzialità di significazione, connotazione di un termine
• Distinzione fra senso e significato all’interno della dimensione artistica:
– traslitterazione verbale dei significati (i significati rinviano al
codice della lingua)
– indicibilità letterale dei sensi (Imberty: Il senso oltrepassa i
significati in quanto è legato alla forma poetica, in quanto è
immanente ad essa. Lefèbvre: «Il senso si percepisce senza ricorrere
alla parola»)
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• Denotazione (cioè il significato oggettivo di un’entità lessicale,
che non contiene alcun elemento soggettivo o affettivo
determinato dal contesto)
– nel discorso denotato il rapporto segno/significato è tanto più semplice e
diretto quanto più è condiviso, convenzionale
• Connotazione (cioè sfumatura linguistica di ordine soggettivo
che un termine o un enunciato hanno o acquisiscono in aggiunta
al significato di base (ad es. mamma e madre hanno uguale
significato ma diversa connotazione)
– nel discorso connotativo il rapporto significante/significato si muta nel
senso deviando verso un nuovo significato: la lingua del poeta è
connotata, pur usando parole e formulazioni verbali denotative
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• Il significato in musica può avere esclusivamente
un carattere mediato, evidenziabile cioè solo
attraverso un discorso verbale sulla musica.
• Il senso in musica appare come scambio, mediato
dal linguaggio e dalle esigenze sociali della
comunicazione, tra opera e fruitore
• Il senso si forma nel momento della donazione di
senso da parte dell’esecutore, dell’ascolto
individuale e in quello dello scambio di opinioni
sull’opera: al senso preesiste l’interpretazione, cioè
«l’intenzione di dare un senso»
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“Le possibilità combinatorie della musica quali
appaiono dall’armonia e dal contrappunto, non
hanno equivalenti nella lingua, dove si ail
paradigma che il sintagma sono sottoposti a
disposizioni specifiche: regole di compatibilità, di
selettività, di ricorrenza etc. da cui dipendono la
frequenza e la prevedibilità statistiche da una parte
e al possibilità di costruire enunciati intelleggibili
dall’altra …
Si può dire insomma, se la musica è considerata
come una ‘lingua’, che è una lingua che ha una
sintassi, ma nulla di semiotico”
(Fabbri/Marrone, 2006)
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• François Imberty, Suoni, emozioni, significati. Per una
semantica psicologica della musica, CLUEB 1986
• Cristina Cano, La musica nel cinema: musica, immagine,
racconto, Gremese, 2002
• Jonathan Sterne, The Audible Past: Cultural Origins of Sound
Reproduction. Durham, Duke University Press, 2003.
• Felix Salzer, Ascolto strutturale. Coerenza tonale in musica,
LIM 2004
• Gino Stefani, Stefania Guerra Lisi, Dizionario di musica
nella Globalità dei Linguaggi, LIM, 2004
• Jean-J. Nattiez, Il combattimento di Crono e Orfeo, Einaudi
2004
• Dorothy Miell, Raymond Macdonald, David Hargreaves
(eds.), Musical Communication, Oxford Univ. Press 2005
• Nicholas Cook, Musica. Una breve introduzione, Torino, Edt
2005, 165 pp.
• Paolo Fabbri, Gianfranco Marrone, Semiotica in nuce: teoria
del discorso, Meltemi 2006
• Giovannella Greco/Rosario Ponziano, Musica
è
comunicazione. L'esperienza della musica e della
comunicazione, Franco Angeli, 2007
• Lucio Spaziante, Sociosemiotica del pop. Identità, testi e
pratiche musicali, Carocci 2007
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