La didattica dialogica come
ambiente di apprendimento per la
formazione orientante
Liceo Margherita di Savoia
ROMA
5 MAGGIO 2014
5 MAGGIO 2014
Mirella Napodano
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Il laboratorio di filosofia
dialogica come progetto etico
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Filosofia praticata a scuola attraverso il
dialogo come nell’agorà.
Socrate in classe per promuovere la
riflessione metacognitiva.
La filosofia con i ragazzi come nuova
paideia.
Una relazione dialogica per educare
all’ascolto e alla reciprocità.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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Il dialogo come traduzione
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Reciprocità e interdipendenza positiva
Riconoscere e apprezzare la differenza
Il tempo delle narrazioni perdute
Identità e alterità: recondita armonia
La gestione del conflitto per la
prevenzione del bullismo
Imparare discutendo: la filosofia
dialogica tra comunicazione,
argomentazione, metacognizione
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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La docta ignorantia insegna a
pensare
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Meraviglia e sgomento nel villaggio
globale
Riconoscimento e autorealizzazione nel
dialogo filosofico
Filosofia della quotidianità, ovvero
pensare a partire da se stessi
Pedagogia della cura e laboratorio
dialogico nell’opera di don Milani
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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Sciogliere gli enigmi della
mente
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Interpretare l’immaginario: simboli,
metafore, allegorie
Filosofia e creatività immaginativa
L’immaginario corporeo: per
un’epistemologia del corpo danzante
Filosofia dialogica, intelligenza artificiale,
comunità di ricerca virtuali
02/10/2015
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MATRICI FILOSOFICHE
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Il dialogo presso i Sofisti
La maieutica socratica
Il Midrash ebraico
Il fallibilismo (Popper)
L’approccio ermeneutico (Gadamer,
Ricoeur)
02/10/2015
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Matrici culturali della filosofia
dialogica
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Teoria della complessità (E. Morin) e modernità liquida
(Bauman)
Approccio socio-psicologico (L. Vygotskij)
Pensiero narrativo (J. Bruner)
Psicologia umanista (Maslow, Rogers,Bateson)
Eticità: I CARE (don Lorenzo Milani)
Intelligenza emotiva (D: Goleman)
Metacognizione (De Beni)
Cooperazione cognitiva (Freinet)
Costruzione sociale della conoscenza (C. Pontecorvo) e
gestione del conflitto (U. Morelli)
Interpretazione cooperativa dei testi (U. Eco)
Pedagogie del dialogo (Buber, Ebner)
5 maggio 2014
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PRESUPPOSTI NORMATIVI
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Il laboratorio di filosofia dialogica trova legittimazione
nelle fonti giuridiche,nella cultura pedagogica e didattica
di tutti i tempi e soprattutto in quella contemporanea.
Già nel 1992 i deliberati della Commissione Brocca, e
successivamente nel 1997 la Commissione dei Saggi
con “I saperi fondamentali” ed i “Contenuti essenziali per
la formazione di base” del 1998, promossero la
formulazione dei curricoli e degli itinerari disciplinari aperti
alla filosofia come educazione del pensiero, con approcci
quantitativi e qualitativi.
Le Riforme che si sono succedute in seguito hanno
potenziato l’aspetto epistemico del processo di
insegnamento-apprendimento.
02/10/2015
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INDICAZIONI NAZIONALI
PER IL CURRICOLO
Cultura Scuola Persona
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Far sì che gli studenti acquisiscano gli
strumenti di pensiero necessari per
apprendere a selezionare le informazioni;
Promuovere la capacità di elaborare metodi e
categorie che siano in grado di fare da bussola
negli itinerari personali;
Favorire l’autonomia di pensiero, orientando la
didattica alla costruzione di saperi.
02/10/2015
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Dal ‘Conosci te stesso’ alla
CENTRALITA’ DELLA PERSONA
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Tener conto della singolarità e complessità di
ogni persona, della sua articolata identità, delle
sue aspirazioni, capacità, fragilità, nelle varie
fasi di sviluppo;
Pensare i progetti educativi non per individui
astratti, ma per persone che vivono qui e ora,
che sollevano precise domande esistenziali,
che vanno alla ricerca di orizzonti di significato.
Promuovere legami cooperativi, gestire gli
inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione.
02/10/2015
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PER UNA EFFETTIVA
FRUIZIONE DEI DIRITTI DI
CITTADINANZA
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Generare una diffusa convivialità relazionale,
intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi;
Promuovere la condivisione dei valori che
fanno sentire parte di una comunità;
Stimolare in maniera vicendevole lo sviluppo:
ognuno impara meglio nella relazione con gli
altri, ma questa società va creata
continuamente insieme;
Valorizzare le singole identità e radici culturali
di ogni studente.
02/10/2015
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Tra memoria e progetto, per un
nuovo Umanesimo
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Educare alla consapevolezza che ogni persona ha nelle
sue mani una responsabilità unica e singolare nei
confronti del futuro dell’umanità;
Imparare a cogliere gli aspetti essenziali dei problemi e le
loro molteplici connessioni, ricomponendo i grandi oggetti
della conoscenza in una prospettiva complessa;
Definire un quadro d’insieme che unifichi le prospettive
della formazione umanistica e di quella scientifica. (La
filosofia è lo sfondo integratore, il tessuto connettivo dei
saperi.)
02/10/2015
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MATRICI CULTURALI
Il punto di vista di Edgard Morin
Complessità è pensare senza mai chiudere i concetti, spezzare
sfere chiuse, rappresentare la multidimensionalità e
approcciare la singolarità.
Per quanto sbalorditiva possa essere la complessità, per quanto
grande sia la rielaborazione epistemologica che impone, essa
è tuttavia superata da quello siamo obbligati a chiamare
ipercomplessità e che costituisce una riorganizzazione
qualitativamente nuova.
La complessità richiede programmazione del sistema e
specializzazione degli elementi che lo costituiscono;
l’ipercomplessità è indebolimento o superamento della
programmazione e della specializzazione.
02/10/2015
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MATRICI CULTURALI
Modernità liquida
(Zigmunt Bauman)
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“Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata,
voi che entrate nel mondo della modernità liquida”.
Ad una libertà illimitata corrisponde una scarsissima libertà di
scelta.
L’incertezza è una possente forza individualizzatrice: divide
anziché unire. Tendono a sparire gli interessi comuni e sono
sostituiti da paure, ansie ed afflizioni fatte per essere vissute
in solitudine.
Bisogna riprogettare e ripopolare l’agorà: il luogo
d’incontro, dibattito, negoziato fra l’individuo e il bene
comune, pubblico e privato.
02/10/2015
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MATRICI CULTURALI
L’approccio socio-psicologico
( Lev Vygotskij)
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L’informazione che si ritiene puramente logica è in
realtà frutto di un’interazione sociale svolta sul
piano linguistico e cognitivo.
L’intelligenza segue le regole di un contratto
sociale implicito, fondato sulla cultura del gruppo
di appartenenza.
Rilievo attribuito alle interazioni tra pari.
Area di sviluppo prossimale.
Conflitto socio-cognitivo.
02/10/2015
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MATRICI CULTURALI
Il pensiero narrativo (Bruner)
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La narrazione, specie se biografica ed
autobiografica, è vista come paradigma della
riflessione effettuata dal soggetto
sull’esperienza personale e comunitaria.
Agli albori della storia, un meta-racconto è alla
base delle grandi metafore narrative del
patrimonio collettivo contenuto nei miti, nelle
leggende (Fromm), nelle fiabe (Bettelheim),
nelle grandi religioni.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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MATRICI CULTURALI
Psicologia umanista
(Maslow, Rogers,Bateson)
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L’enfasi è posta sull’affettività (gusti, inclinazioni,
scelte identitarie) e l’emotività (pulsioni, emozioni,
sentimenti). L’equilibrio di questi elementi conduce
all’autorealizzazione e ottimizza i rapporti
interpersonali (prosocialità).
Maslow (bisogno di riconoscimento).
Rogers (empatia, congruenza, non direttività).
Bateson (relazionalità che istituisce la persona).
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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MATRICI CULTURALI
Eticità: I Care
(don Lorenzo Milani)
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M’importa di te: farsi carico dell’alterità per la
promozione della persona e della comunità.
Utilizzare tutti i linguaggi per facilitare la
comunicazione.
Dare la parola agli ultimi, includere gli
emarginati, gli sfiduciati, i ribelli, i disabili, i
demotivati.
Utilizzare il tutoring e la peer education.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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MATRICI CULTURALI
Intelligenza emotiva
(Daniel Goleman)
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Dalle intelligenze multiple all’intelligenza emotiva,
fino all’intelligenza collettiva (Lévy).
Emozioni tossiche: aggressività, competitività,
frustrazioni, incomunicabilità, bullismo, ansia e
angoscia esistenziale.
Alfabetizzazione emozionale: Consapevolezza
delle proprie e delle altrui emozioni, capacità di
ascolto, assertività, empatia, riconoscimento.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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EDUCARE ALLA
CITTADINANZA
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Direttive europee e Indicazioni nazionali raccomandano il libero
esercizio del pensiero critico, del dialogo democratico,
dell’argomentazione, posti a fondamento della crescita della
persona e indirettamente della crescita della società.
I futuri protagonisti della società democratica non possono non
essere educati a pensare, a valutare, a riflettere, a progettare, a
creare condizioni che, in modo inequivocabile, permettano di
partecipare consapevolmente e responsabilmente ai doveri e ai
diritti delle nuove cittadinanze, nazionale ed europea.
La letteratura pedagogica già da tempo sottolinea il ruolo
educativo e formativo dell’esercizio del pensiero ed invita gli
operatori a concedere spazi coerenti a questo esercizio.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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Dal gruppo di compito alla
comunità di ricerca
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L’apprendimento trova nella “comunità di ricerca”, intesa
come gruppo-classe impegnato in attività laboratoriali,
stimoli di notevole intensità, con effetti non solo sulla
qualità degli apprendimenti, ma anche sulla quantità degli
stessi, considerato che ai fruitori della stessa metodologia
si danno strumenti di lettura differenziati ed atti a
muovere interessi latenti.
L’habitus della ricerca è metodo e nello stesso tempo
obiettivo dell’educazione al pensiero: l’esercizio della
ricerca è fondamentale per non cadere in quella minorità
culturale che Kant esplicitava in termini di incapacità ad
utilizzare il proprio intelletto e a gestire autonomamente la
propria vita.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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UNA FILOSOFIA PER LA
PERSONA
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La filosofia cui si fa riferimento, prima di essere
costruzione intellettualistica e sistematica, è riflessione
precategoriale contestualizzata, fatta di relazioni
coinvolgenti insieme la sfera affettiva e quella emotiva,
aperta quindi alla realtà esterna e a quella interiore,
secondo la lezione di Socrate.
In questa ottica la filosofia recupera il senso originario,
aristotelico, di naturale stupore nei confronti del mondo
circostante, condizione cui segue l’interrogazione e quindi
il bisogno di risposte costruite insieme e non
prefabbricate.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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AVERE PIU’ DOMANDE CHE
RISPOSTE
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Creazione e promozione di “radure” di
riflessione e di esercizio critico del pensiero.
Sviluppo motivato della conversazione
dialogata, del ragionamento, della ricerca
personale e di gruppo come fondamento della
soluzione dei problemi.
Disciplina dell’interrogare, dell’ascoltare e del
dialogare.
Promozione ed accrescimento del senso dello
stupore di fronte agli eventi naturali, umani e
storici, presenti e passati.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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ESERCITARE LA
CITTADINANZA
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Promozione del senso della relazione,
dello scambio, della partecipazione e
della corresponsabilità;
Abitudine all’esercizio dell’appartenenza,
alla esistenza di radici unitarie, di regole
di unitarietà logiche etiche ed umane;
Accrescimento del bisogno di valori
culturali, sociali ed umani.
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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Per una didattica relazionale
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La crisi culturale in atto richiede una rinnovata
passione educativa
Per istituire una didattica relazionale,
guardiamo a:
MARTIN BUBER: L’uomo è una fitta
trama di dialogo e relazioni
(relazionismo personalista, radici nel
chassidismo): Io e Tu
02/10/2015
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Interrogarsi e dialogare
FERDINAND EBNER: Fede nella parola che è
nel contempo fede dialogica nella relazione
io-tu. La parola è la via che produce
l’autoconsapevolezza dell’Io della propria
identità. Ascoltare la Parola interpellante,
comprenderla e accoglierla in sé.
EMANUEL LEVINAS: Il volto dell’altro come
specchio di me stesso, della mia interiorità
02/10/2015
Prof.ssa Mirella Napodano
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La filosofia con i bambini come educazione alla legalità e alla pace