La fatturazione delle
operazioni
e la detrazione IVA
Corso INFN
GENOVA
3-4 Giugno 2013
Lorella Zanobini - [email protected]
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Direttamente collegato al momento di effettuazione
dell’operazione vi è l’obbligo dell’emissione della
fattura.
• FATTURA  documento cardine sul quale ruota tutto il
meccanismo IVA e che permette di applicare gli istituti:
della rivalsa “il soggetto che effettua la cessione di beni o
prestazione di servizi imponibile deve addebitare la relativa
imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o committente”
della detrazione “per la determinazione dell’imposta dovuta o
dell’eccedenza .…, è detraibile dall’ammontare dell’imposta
relativa alle operazioni effettuate, quello dell’imposta …
addebitata al soggetto passivo a titolo di rivalsa in relazione
a beni e servizi acquistati nell’esercizio di impresa, arte ,
professione”
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La Legge di stabilità -228/2012- per adeguare la norma a quanto prescritto
dalla Direttiva 2010/45/Ue, riformula completamente
l’
Art. 21 DPR 633/1972
• “Per ciascuna operazione imponibile il soggetto che
effettua la cessione del bene o la prestazione del
servizio emette fattura (cartacea od elettronica)
anche sotto forma di nota, conto , parcella o simili o,
ferma restando la sua responsabilità, assicura che la
stessa sia emessa dal cessionario o dal committente
(cd. autofattura) ovvero, per suo conto, da un terzo
(cd. fattura in outsourcing) ”
• La fattura non ha formati standard da rispettare se vi sono i
requisiti sostanziali per definirla come tale.
• Anche le operazioni di esiguo importo vanno fatturate
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Prestazioni di commercio elettronico
• Vanno sempre fatturate
• Con risoluzione n.274 del 3 luglio 2008 l’Agenzia
delle Entrate ha dichiarato che le operazioni di “ecommerce” diretto non sono riconducibili a
nessuna fattispecie di esclusione (il quesito era
stato presentato da una ditta che vendeva musica
on-line e chiedeva la possibilità di riepilogare gli
incassi anche con carta di credito sul registro dei
corrispettivi)
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Fattura elettronica
Già prevista dalle direttive 2001/115/CE e 2006/112/CE art. da 232 a 237
• Per fattura elettronica si intende la fattura che e' stata emessa e
ricevuta in un qualunque formato elettronico (art. 21 c.1 DPR 633/72).
Il soggetto passivo può scegliere il formato con cui la fattura elettronica
viene emessa o ricevuta (es. XML ma anche qualsiasi altro tipo di formato
elettronico come ad es. un messaggio di posta elettronica con PDF allegato
della fattura oppure un fax ricevuto su pc e quindi non stampato su supporto
analogico). Non va confusa con la “trasmissione elettronica della
fattura cartacea”
• il ricorso alla fattura elettronica e' subordinato all'accettazione
da parte del destinatario
• Elementi caratterizzanti della fattura elettronica:
– Il riferimento temporale (data della fattura che deve coincidere con
quella di emissione cioè con la data e l’ora di trasmissione)
– La firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente garantisce
il requisito di autenticità dell’origine e integrità del contenuto
– Sistemi di trasmissione EDI (assicurano gli stessi requisiti suddetti)
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Requisiti della fattura elettronica
(ma anche cartacea)
• Autenticità dell’origine  comprovazione dell’identità del fornitore o del
prestatore o dell’emittente della fattura e della riferibilità della fattura allo stesso
attraverso:
riferimento temporale in fase di emissione (data e ora di emissione)
la firma elettronica avanzata apposta dall’emittente che garantisce la provenienza
della fattura
Con le nuove disposizioni comunitarie: anche mediante appositi sistemi di controllo
di gestione
• Integrità del contenuto  immodificato dall’emissione alla conservazione delle
fatture. La garanzia richiesta è limitata al contenuto, sembrerebbe ammissibile il
cambio di formato es. passando da XML a PDF. Unico vincolo  archiviazione nella
forma originale – cartacea o elettronica- con cui sono state trasmesse o messe a
disposizione -
• Leggibilità del documento  il documento deve poter essere letto e consultato
nel tempo, a prescindere dal formato originale con cui è stato emesso e conservato
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Fattura elettronica semplificazioni L. 228/2012
• L’art. 1 c. 163-174 della Legge di stabilità, in recepimento della direttiva
2010/45/UE ha introdotto semplificazioni in tema di fatturazione
elettronica, emissione e conservazione dei documenti
favorire l’utilizzomezzo di contrasto a evasioni e frodi
riduzione dei costi (es.postali, di stampa) per le imprese
accrescimento dell’efficienza delle imprese (automatizzazione
dei processi di invio, ricezione, gestione,contabilizzazione)
Autenticità dell’origine ed integrità del contenuto (e leggibilità del
documento), dall’emissione al termine del periodo di conservazione, adesso possono
essere assicurati anche attraverso sistemi di controllo di gestione interni a
ciascun soggetto passivo tali da assicurare un collegamento affidabile tra
fattura e cessione di beni o prestazioni di servizi connessa, attraverso piste
di controllo affidabili che permettano collegamenti inequivocabili tra tutti
i documenti del ciclo fatturazione (dall’accordo iniziale alla conservazione)
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Fattura elettronica
emissione senza assenzo
• E’ possibile emettere fatture elettroniche anche nei confronti
di soggetti che non hanno dato l’assenzo alla trasmissione in
via elettronica. In questo caso le fatture emesse in formato
elettronico devono essere inviate al destinatario in formato
analogico.
• Tali fatture possono comunque essere conservate e archiviate
dall’emittente in formato elettronico
Riferimenti fondamentali di prassi dell’Agenzia delle Entrate:
- circolare 45 del 19/10/2005 - circolare 36 del 6/12/2006
Riferimenti normativi: Decreto del Min.Fin. del 23/01/2004
FATTURA ELETTRONICA
Conservazione Elettronica dei documenti obbligatori
La Legge di stabilità del 2013 ha introdotto delle semplificazioni anche per la
conservazione delle fatture elettroniche
• L’Art. 39 DPR 633/72 (tenuta e conservazione dei registri e dei documenti) già prevede:
•
“I registri, i bollettari, gli schedari, i tabulati, nonché le fatture, le bollette doganali
e gli altri documenti previsti dal DPR 633/72 devono essere conservati a norma
dell’art. 22 DPR 29/9/73 n. 600 ” –tenuta e conservazione delle scritture contabiliCiò significa che devono essere devono essere conservati ordinatamente, per
ciascun affare, gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevuti e le
copie delle lettere e dei telegrammi spediti e delle fatture emesse. I documenti che
hanno rilevanza fiscale in particolare devono essere conservati fino a quando non
sono stati definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta.
Pertanto, se ci sono accertamenti in corso, notificati nei termini, la conservazione
delle scritture contabili è, dunque, obbligatoria, come detto, fino a che gli stessi
non siano definiti, ed eventualmente, anche oltre il termine massimo di dieci anni
stabilito dall’articolo 2220 del codice civile dalla data dell’ultima registrazione
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FATTURA ELETTRONICA
segue
Conservazione Elettronica dei documenti obbligatori
• Nell’ipotesi, invece, che la società non sia soggetta ad accertamenti, la
documentazione va comunque conservata ai fini fiscali sino allo scadere
del periodo entro il quale è possibile effettuare l’attività di controllo.
• Mette conto evidenziare che gli avvisi di accertamento, ai fini reddituali,
devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del
quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di
dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento può essere notificato fino al
31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione
avrebbe dovuto essere presentata.
• Da ultimo si ricorda che le fatture relative all’acquisto di beni
ammortizzabili (ancora presenti in azienda) devono esser conservate fino
alla scadenza del termine per l’accertamento dell’anno d’imposta in cui si
è verificata la dismissione del cespite
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FATTURA ELETTRONICA
segue
Conservazione Elettronica dei documenti obbligatori
• Le fatture elettroniche devono essere conservate in modalità elettronica
in conformità alle disposizioni del Dm emanato ai sensi dell’art. 21,c. 5,
D.Lgs n. 82/2005 recante il codice dell’Amministrazione Digitale. Entro 15
gg dalla loro emissione deve essere completato il processo di
conservazione sostitutiva con apposizione di firma digitale e marca
temporale.
Le fatture create in formato elettronico (ma non elettroniche in senso stretto
es. mancanza dell’accettazione del destinatario) e quelle cartacee
possono essere conservate elettronicamente.
Il soggetto passivo deve assicurare, per finalità di controllo, l’accesso
automatizzato all’archivio e che tutti i documenti ed i dati in esso
contenuti, compresi quelli che garantiscono l’autenticità e l’integrità delle
fatture, siano stampabili e trasferibili su altro supporto informatico.
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Fatturazione in outsourcing
introdotta dalla Direttiva 2001/115/CE
• Consiste nella possibilità di affidare al cessionario del
bene o committente del servizio o ad un terzo la
possibilità di emettere al posto del cedente e del
commissionario
la
fattura
previo
accordo
documentabile tra le parti
• Nell’articolo 21 lettera h) è specificato che in tal caso in
fattura va riportata l’annotazione se “la stessa è
compilata dal cliente ovvero, per conto del cedente o
del prestatore, da un terzo “
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OUTSORCING e fattura elettronica
il servizio può essere reso all’esterno ..
• …. qualora per dimensioni e realtà gestionale, il fornitore non
ritenga utile adottarla all'interno della propria impresa.
A tale proposito esistono società di servizi che espletano
l'incombenza relativa alla fatturazione in tutti i suoi passaggi:
emissione, invio al destinatario (spedizione cartacea e/o
trasmissione elettronica), registrazione in contabilità, archiviazione,
conservazione. Il terzo dovrà provvedere a tutte queste funzioni in
quanto sono operazioni concatenate fra di loro. Nella fattura dovrà
essere prevista una dicitura nella quale si evinca la compilazione
effettuata dal terzo e non dal fornitore.
•
La normativa europea prevede che qualora si dia mandato al terzo di
svolgere tale servizio, ciascuno Stato membro UE possa prevedere ulteriori
condizioni aggiuntive di conformità alla norma qualora esso sia residente o
domiciliato in paesi extra-comunitari.
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Fattura elettronica nella PA
Già prevista dalle direttive 2001/115/CE e 2006/112/CE art. da 232 a 237
In GU 118 del 22 Maggio 2013 il
D. MEF 3 Aprile 2013 n. 55
• Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento
della Fattura Elettronica da applicarsi alle Amministrazioni Pubbliche
ai sensi dell’art. 1 c. da 209 a 213 L. 24/12/2007 n. 244
• 209. Al fine di semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle
operazioni imponibili, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
di cui al comma 213, l'emissione, la trasmissione, la conservazione e l'archiviazione
delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, e con gli enti pubblici nazionali, anche sotto forma di nota,
conto, parcella e simili, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica,
con l'osservanza del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52, e del codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
DECORRENZA DEI TERMINI
• A decorrere dal termine di sei mesi dall’entrata in vigore del
presente DM Il Sistema di Interscambio è reso disponibile alle PA
art. 209 che volontariamente e in accordo con in fornitori
intendo avvalersene per la ricezione delle fatture elettroniche.
• Decorrono dal termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del
presente DM gli obblighi nei confronti di:
 Ministeri
 Agenzie Fiscali
 Enti Nazionali di previdenza e assistenza sociale individuati come tali
nell’elenco delle PA inserite nel conto economico consolidato individuate ai sensi art. 1
c.5 L. 30/12/2004 n. 311, pubblicato dall’ISTAT entro il 31 Luglio di ogni anno
• Decorrono dal termine di ventiquattromesi mesi dall’entrata in
vigore del presente DM gli obblighi nei confronti delle
Amministrazioni diverse da quelle sopra indicate e da quelle di
cui art. 214 L. 244/97 (Regioni)
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
SOLO FATTURE ELETTRONICHE
• A decorrere dalle date predette, le Amministrazioni non
possono accettare fatture che non siano trasmesse in
forma elettronica tramite il Sistema di Interscambio
• Trascorsi tre mesi da tali date le Amministrazioni non
possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno
parziale, sino all’invio delle fatture in formato
elettronico.
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
• Le Amministrazioni IDENTIFICANO i propri Uffici deputati in via
esclusiva alla ricezione delle fatture elettroniche dal parte del
Sistema di Interscambio e ne curano l’inserimento nell’IPA (Indice
delle Pubbliche Amministrazioni) –che dovrà essere sempre
aggiornato in merito agli Uffici- in tempo utile per garantirne
l’utilizzo in sede di trasmissione delle fatture elettroniche.
• Le Amministrazioni completano il caricamento egli Uffici entro 3
mesi dalla decorrenza degli obblighi
• I codici IPA degli uffici sono consultabili su www.indicepa.gov.it
• Le regole di identificazione e gestione degli Uffici destinatari di
fatture elettroniche in ambito IPA sono riportate nell’allegato D
del presente Regolamento
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
• Il MEF rende disponibile, gratuitamente, sul proprio portale
www.acquistinretepa.it alle imprese abilitate al MEPA fornitrici
delle P.A. strumenti di supporto informatici per la generazione e
la conservazione delle fatture elettroniche , nonché servizi di
comunicazione con il Sistema di Interscambio come previsto
nell’allegato E al presente Regolamento
• Gli operatori economici possono, attraverso accordi tra le parti,
avvalersi di intermediari per la trasmissione, conservazione e
archiviazione della fattura elettronica, mantenendo inalterate le
responsabilità fiscali dell’emittente la fattura nei confronti delle
PA
• Le PA possono costituirsi quali intermediari di altre PA, previo accordo
tra le parti
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Fattura elettronica NELLA pa
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
• I dati delle fatture elettroniche da trasmettere al SDI devono
essere in formato XML immodificabile
• Le specifiche tecniche sono rese disponibili entro 30 gg. Dalla
data di pubblicazione del Regolamento DM 55/2013 sul sito del
Sistema di Interscambio www.fatturapa.it
• Sanno più dettagliatamente specificate le ulteriori informazioni,
visto il carattere elettronico del documento, che dovranno
entrare a far parte del contenuto della fattura, oltre alle
indicazioni di cui agli art. 21 e 21-bis DPR622/72.
• Sarà indicato con provvedimento successivo ciò che riguarda le
fatture provenienti da fornitori esteri
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
3 Aprile 2013 n. 55
• Ai sensi del Regolamento appena pubblicato si intende per
fattura elettronica un documento informatico in formato XML
(eXtensible Markup Language) sottoscritto con firma elettronica
qualificata o digitale, secondo la normativa, anche tecnica,
vigente in materia
• Per il contenuto informatico è fatto riferimento alle indicazioni
contenute nell’allegato A del Regolamento
• La trasmissione della fattura al SDI e da questi ai soggetti
riceventi può avvenire anche attraverso l’utilizzo della:
 PEC o analogo sistema che certifichi data e ora dell’invio e della
ricezione delle comunicazioni, nonché l’integrità del contenuto
 oltre che di sistemi di cooperazione applicativa informatica o
trasmissione dati indicati nel regolamento
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Fattura elettronica nella PA
D. MEF
-passaggi-
3 Aprile 2013 n. 55
 Il fornitore predispone la fattura
 Il fornitore o un terzo delegato ad emettere fattura per conto di
questo appone la firma elettronica qualificata o digitale sulla
fattura
 Il fornitore o il terzo delegato, trasmette la fattura al SDI per
mezzo dei canali specificati nel regolamento
 Il SDI inoltra al destinatario o terzo ricevente di cui il destinatario
si avvale, la fattura attraverso i canali previsti. Se il codice del
destinatario indicato in fattura non risulta corretto, il SDI invierà
l’esito negativo esplicativo al mittente
 Tutti i canali di trasmissione prevedono dei messaggi di ritorno a
conferma del buon esito della trasmissione consistenti in
ricevute di consegna della fattura elettronica o notifiche di
scarto o di mancata consegna
tra tutti e i tre soggetti.
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Fattura Semplificata operativa dal 1° gennaio 2013
art. 21-bis DPR 633/72
art. 220-bis Direttiva 2010/45/CE – L. 228/2012
• La fattura di ammontare complessivo non superiore a 100
euro, nonché la fattura rettificativa di cui all’art. 26 (nota di
variazione), può essere emessa in modalità semplificata.
• Non è consentito emettere la fattura semplificata per le seguenti
operazioni:
a) cessioni intracomunitarie di cui all’articolo 41 del DL n. 331/91;
b) operazioni di cui all’articolo 21, comma 6‐bis, DPR 633/72, lett. a) 
operazioni territorialmente non rilevanti in Italia:


cessioni di beni e prestazioni di servizi (diverse da quelle finanziarie esenti di cui all’art. 10, nn. da 1 a 4 e
n. 9) territorialmente non rilevanti in Italia nei confronti di soggetto passivo comunitario con indicazione in
fattura “inversione contabile” e l’eventuale indicazione della norma di riferimento;
cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dall’Unione Europea per le quali
deve essere indicato in fattura “operazione non soggetta”.
• Può essere emessa anche mediante l’utilizzazione del registratore di cassa
(bar, ristoranti..) – nuovo co.4 art. 1 L. 26/01/1983 n. 18
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La fattura semplificata
deve contenere “almeno” le seguenti indicazioni
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
a) data di emissione;
b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto
cedente
o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti
non residenti;
d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
e) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto
cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione
per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può
essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo
stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito
dallo Stato membro di stabilimento;
f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
g) ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che
permettono di calcolarla;
h) per le fatture emesse ai sensi dell’articolo 26, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni
specifiche che vengono modificate
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La fattura differita
(Art. 21, comma 4, lett. a, DPR 633/72)
• ‐ per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di
trasporto, o documento idoneo ad individuare i soggetti trai quali è effettuata
l’operazione, nonché
• ‐ per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione,
effettuate nello stesso mese solare nei confronti dello stesso soggetto, può
essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il
giorno 15 del mese successivo a quello nel quale la cessione o la prestazione si
considerano effettuate (novità L. 228/2012)
Per le prestazioni di servizio ”idonea documentazione” può essere costituita dai cosiddetti
“rapportini” utilizzati generalmente nei casi degli interventi di varie imprese ( es. per
manutenzioni varie, software).
• Registrazione entro il termine di emissione ma con riferimento al mese di
effettuazione delle operazioni (art. 23, DPR 633/72).
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ancora sulle novità della
fatturazione differita
• La L. 228/2012 prevede la fattura differita nei soliti termini di emissione e
registrazione anche per:
 Le prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter rese da un soggetto passivo
stabilito nello Stato nei confronti di un soggetto passivo stabilito nel
territorio di altro Stato membro UE (comma 4 lettera c art. 21)
 Le prestazioni di servizi (no 7-quater e 7-quinquies) resi o ricevuti da
soggetti passivi stabiliti fuori della UE (comma 4 lettera d art.21). Per le
prestazioni ricevute, il soggetto passivo nazionale, è tenuto ad assolvere
gli obblighi in veste di debitore dell'imposta e nel termine suindicato dovrà
emettere l'autofattura
Quindi, ampliamento dei termini di emissione anche per le prestazioni di servizi
generiche (sottoposte alla regola generale di territorialità dell’art.7 ter del D.P.R. n.
633/1972) scambiate con soggetti Esteri
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EMISSIONE DELLA FATTURA
• Sempre l’art. 21 DPR 633/72 dispone che la fattura
deve essere emessa al momento di effettuazione
dell’operazione determinato a norma dell’art. 6.
• Coordinando i due articoli la fattura in linea generale
va emessa:
– Per le cessioni di beni immobili il giorno di stipula
dell’atto
– Per le cessioni di beni mobili il giorno della consegna o
spedizione dei beni
– Per le prestazioni di servizi il giorno del pagamento del
corrispettivo
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La tempistica dell’emissione della
fattura
• Regola generale:
- L’obbligo di emissione della fattura si intende
tempestivamente adempiuto qualora venga assolto
nel giorno di effettuazione dell’operazione ossia
entro le ore 24 di tale giorno (principio ribadito dalla
circolare del ministero delle finanze nr. 225 del 16
settembre 1996)
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La fattura, cartacea o elettronica, si
considera emessa: (art.21 c. 1 633/72)
 All’atto della consegna o spedizione all’altra parte, nel caso di fattura
cartacea
 All’atto della sua trasmissione o messa a disposizione a disposizione
del cessionario o committente nel caso di fattura elettronica
 Modalità di emissione: anche mediante gli apparecchi misuratori
fiscali : la Legge di stabilità (n.228/2012) apporta modifiche alla L. 18/1983
che aveva introdotto l’obbligo per i soggetti indicati all’art. 22 DPR 633/72
“commercio al minuto e attività assimilate” di emettere lo scontrino fiscale
in sostituzione della fattura se non richiesta dal cliente e stabilisce che “le
fatture di cui agli artt. 21 e 21-bis del DPR 633/72 possono essere emesse,
alle condizioni previste dagli stessi articoli, mediante gli apparecchi
misuratori fiscali di cui al primo comma”
 Fattura emessa da un terzo responsabilità del cedente o prestatore che
deve assicurarne l’emissione e che deve autorizzare preventivamente il
cliente o terzo, che acconsentano, all’emissione della fattura (CM 45/E/2005)
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28
Segue
l’emissione della fattura
Quindi, fintanto la fattura – analogica o elettronica - non sia
uscita dalla sfera del soggetto passivo non può dirsi
emessa anche se perfetta in tutti i suoi particolari
strutturali.
Una fattura correttamente compilata ma non “emessa” nel
senso di cui sopra è rilevante anche agli effetti della
commissione del reato di emissione di fatture fittizie
previsto e punito dall’articolo 8 del dlgs. N.74 del 10 marzo
2000.
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Art. 8. Dlgs 74/2000
Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
• 1. E' punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni
chiunque, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui
redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri
documenti per operazioni inesistenti.
• 2. Ai fini dell'applicazione della disposizione prevista dal comma 1,
l'emissione o il rilascio di piu' fatture o documenti per operazioni
inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera
come un solo reato.
• 3. Se l'importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei
documenti e' inferiore a lire trecento milioni per periodo di
imposta, si applica la reclusione da sei mesi a due anni
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Fatture spedite per posta elettronica o fax
 Fatture cartacee  la posta elettronica (o il fax) è un mezzo di
spedizione della fattura per cui risulta indispensabile, per chi
la riceve, la sua materializzazione su carta; va garantita la
rispondenza tra l’esemplare dell’emittente e del ricevente e
nei registri IVA, non è necessaria la firma elettronica
qualificata ed il riferimento temporale
 Fatture elettroniche l’e-mail (o il fax) è mezzo di
trasmissione (col consenso del destinatario, esclusa la PA
quando uscirà il decreto) ma non è richiesta la stampa della
fattura su carta.
 (Risoluzione 107/2001 e Circolare 45/2005)
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Spese di emissione della fattura
• Non possono essere addebitate spese inerenti
l’emissione della fattura e conseguenti
adempimenti e formalità. (art. 21 n. 8 DPR 633/72)
• La Cassazione tuttavia, con Sentenza n.3532 del
13.2.2009 ha ammesso, per le compagnie
telefoniche, la liceità dell’addebito al contribuente
delle spese di spedizione ritenendole diverse da
quelle di emissione
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La fattura ed il bollo (€ 1,81> 77,47 euro)
• Ai sensi dell’art. 6 della tabella, allegato B, al dpr. 26/10/1972 nr. 642, le
fatture riguardanti il pagamento di operazioni assoggettate all’IVA sono
esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo (come pure i documenti
susseguenti come il mandato di pagamento).
• Se la fattura contiene diverse operazioni di cui alcune IVA ed altre no, il
bollo si applica (circ. Min. Fin. nr. 1 del 2 gennaio 1984)
• Ai sensi art. 15 norma succitata sono esenti da bollo le fatture relative ad
esportazioni di merci ma sono soggette a bollo le fatture ad esportatori
abituali(dich.di intento). Sono soggette a bollo le fatture dei contribuenti
minimi .
• Ai sensi dell’art. 13 della tariffa, eccettuato il caso di cui sopra, sono
soggette a bollo le fatture esenti, non imponibili o fuori campo.
• Le fatture ed altri documenti relativi alle operazioni intracomunitarie sono
esenti dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 66, c. 5 DL 30 /08( 1993 n.331.
• Sulle fatture elettroniche il bollo è corrisposto con modalità virtuale
(modello F23 codice tributo 458T secondo le disposizioni stabilite dall’art.
7 del dm 23/1/2004 ribadite dalla circolare 36/2006)
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33
Dati obbligatori della fattura - 1
Contenuto definito dalla direttiva 2001/115/CE recepito c. 2 dell’art. 21 DPR. 633/1972
e adesso
modificato dalla L. 228/2012

Data di formazione del documento (che può non coincidere con la data di
emissione/trasmissione)
 Numerazione progressiva (anche relativamente a sezionali) (Ministero delle Finanze : circ.27
del 21.11.1972- circ. 328 del 24.12.1997, ris.29 del 15.02.1999 e 144 dell’8.9.1999) .
Per la fattura emessa dal 2013 è richiesto “numero progressivo che la identifica in modo univoco” .
•
•
L’Agenzia delle Entrate con RM n. 1 del 10 gennaio 2013 ha concesso la possibilità di scelta dei criteri di numerazione.
Ove ritenuto più agevole, resta possibile continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto
l’identificazione univoca della fattura è comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data.
 Ditta, denominazione o ragione sociale dei soggetti tra cui è intercorsa l’operazione
 Residenza o domicilio dei soggetti (per non residenti anche l’identificativo del
rappresentante fiscale)
 Numero di partita IVA del cedente o prestatore
 Numero di partita IVA o codice fiscale del cessionario o committente (fino al

31.12.2012 era richiesta solo la P.IVA del cedente o prestatore anche se la presenza del quadro VT in
dichiarazione obbligava comunque a reperire il dato. Obbligatoriamente era invece già richiesta l’indicazione
della PI del cliente in caso di “reverse charge” o in generale dove il cliente era debitore dell’imposta in luogo
del commissionario/prestatore nonché che nelle fatture intracomunitarie beni/servizi.)
Se committente privato UE o EXTRA UE nessun numero o codice identificativo richiesto.
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34
Sul REVERSE CHARGE: il debitore dell’imposta
• Se il principio dei rapporti B2B è quello del committente è
chiaro che un contratto c/terzi che ci vede fornitori di un
servizio nei confronti di un soggetto estero (UE o extra-UE)
non sarà territoriale in Italia ma nel Paese del committente e
quindi dovremo emettere fattura non territoriale non
evidenziando in essa l’imposta ma specificando “Inversione
contabile” sei nei confronti si committente UE oppure “non
soggetta” se committente Extra UE ed eventualmente il titolo
di non applicazione della stessa.
Lorella Zanobini - [email protected]
35
35
Operazioni in “reverse charge”
• Di regola debitore IVA è il soggetto che effettua l’operazione imponibile: in
alcuni casi l’obbligo viene traslato al destinatario della fattura purché
soggetto passivo.
• Questo è “il reverse charge” che può essere realizzato in due modi:
– Trasferendo al destinatario l’obbligo della fatturazione (ad.es.acquisti
nel territorio dello Stato da Soggetti passivi non residenti -art. 17 c.2-.)
Se il destinatario è un privato: identificazione del soggetto non
residente o Rappresentante Fiscale
– Integrando la fattura che ci perviene dal cedente/commissionario
senza indicazione dell’IVA
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Un esempio di fattura non territoriale 7-ter
•
•
Università di _Pisa
Lungarno Pacinotti 43 Pisa
•
CODICE IDENTFICATIVO IVA: IT XXXXXYYYYYY
X Company ltd
25 Main Street
LONDON
VAT:GB345678901
Fattura nr. 53 del 14 Marzo 2010
» Servizi di consulenza progettazione edile
»
IMPONIBILE: 1000,00 €
“Inversione contabile”
art. 44 Direttiva 28 /11/2006 n.2006/112/CE e art. 7-ter
DPR 633/72
Applicata marca da bollo da € 1,81 sull’originale
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37
37
OBBLIGHI SUCCESSIVI ALL’EMISSIONE DELLA
FATTURA NON TERRITORIALE
 Registrazione delle fatture emesse nel registro vendite art. 23
DPR 633/72 entro quindici giorni dall’emissione nell’ordine
della loro numerazione e con riferimento alla data della loro
emissione
 Indicazione in dichiarazione annuale
 Dal 2013 concorreranno al volume d’affari per espressa
modifica dettata dalla Legge 228/2012 all’articolo 20 DPR
633/72
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38
38
Se l’Università riceve una prestazione di
servizi dall’estero
 Ad esempio una consulenza/assistenza tecnica da
Società Tedesca.
 Il criterio territoriale generico impone di considerare
territoriale tale operazione nel paese del committente
 Poiché il committente è l’Università, soggetto passivo
d’imposta o comunque identificato ai fini IVA, l’IVA sarà
dovuta in Italia
 A nulla rileva l’eventuale identificazione diretta o
rappresentante fiscale eventualmente posseduto in Italia
dalla società tedesca
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39
Reverse Charge con Integrazione
 Per realizzare il reverse charge l’Agenzia delle Entrate, con
circolare 12 Marzo 2010 nr. 12/E al punto 3.2 ha precisato
(valevole solo in ambito comunitario):
 “Ciò stante il committente (nonostante la norma contenuta nel
decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 18 faccia riferimento
all’autofattura) conserva la facoltà di integrare il documento
ricevuto dal prestatore (comunitario) con l’IVA relativa, fermo
restando l’obbligo di rispettare le regole generali sul momento
di effettuazione dell’operazione.”
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40
Il momento di effettuazione dell’operazione
• Il momento di emissione dell’autofattura (o il momento
di integrazione della fattura) è legato, ai sensi dell’art. 6
DPR 633/72, al momento del pagamento del
corrispettivo.
• Quindi l’operazione di integrazione va conclusa nel
momento in cui – riprendendo l’esempio – l’Università
paga la Società Tedesca.
• La norma dell’articolo 6 è però in contrasto con la
normativa comunitaria che prevede per le operazioni
dove gli obblighi IVA sono in capo al cliente di
emettere/integrare il documento al momento in cui è
resa la prestazione
Lorella Zanobini - [email protected]
41
41
…segue Il momento di effettuazione dell’operazione
• Art. 6 c. 3: “in ogni caso le prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter, rese da
un soggetto passivo stabilito in altro Stato membro della Comunità nei
confronti di un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato,
effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un
anno e che non comportanto versamenti di acconti o pagamenti anche
parziali nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di
ciascun anno solare fino alla conclusione delle prestazioni medesime.
• Art. 6 c. 4: Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei
precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura o sia
pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera
effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della
fattura o a quella del pagamento
Dati obbligatori della fattura - 2
 - Intestazione della fattura: con ris. 331350 del 13 Giugno 1981 il
Ministero delle Finanze ha precisato che nel caso il pagamento
sia effettuato da un soggetto diverso dal committente o
cessionario la fattura deve essere intestata a quest’ultimo e non
a chi ha effettuato il pagamento
 - L’avvocato della parte vittoriosa nel processo (ex-art 93 c.p.c.)
deve emettere fattura nei confronti del proprio cliente anche se
il pagamento è effettuato direttamente dal soccombente
all’avvocato (Circolare Ministero Finanze 203 del 6 Dicembre
1994)
 Per i pasti e l’albergo fruito dai dipendenti in trasferta – per
usufruire del regime di detraibilità IVA- la fattura deve essere
intestata all’ente titolare del diritto alla detrazione mentre i dati
dei dipendenti possono essere inseriti nel corpo della stessa
Lorella Zanobini - [email protected]
43
Dati obbligatori della fattura - 3
-
Natura, qualità e quantità dei beni e servizi distinti secondo l’aliquota
applicabile: evitare la genericità della descrizione che indispone gli organi
verificatori come descritto nella maxi circolare della Guardia di Finanza del
Febbraio 2009 (accertamento dell’inerenza)
 Indicazione del corrispettivo/base imponibile: se in valuta estera secondo il
cambio del giorno di effettuazione dell’operazione ovvero,in mancanza,
secondo il cambio del giorno antecedente più prossimo. Gli importi possono
essere indicati in qualsiasi valuta, l’imposta solo in €.
 Ammontare imponibile e imposta vanno arrotondati al centesimo di euro nel
totale: le singole operazioni che portano al totale possono essere invece
espresse in un numero di decimali qualsiasi
 Aliquota IVA applicata o titolo di esenzione /non imponibilità/non territorialità
Lorella Zano
bini - [email protected]
44
Sconti, premi, abbuoni
• Spesso, specie nella pratica commerciale ma anche, ad es. nei
contratti estimatori, vengono concessi beni come
sconto/premio/abbuono (tipicamente “prendi 3 paghi 2”)
• Tali elementi commerciali non sono soggetti ad IVA in base
all’articolo 15 c.1 n.2 purchè ricorrano due condizioni:
 Devono essere previsti contrattualmente
 I beni in oggetto devono avere un’aliquota IVA uguale o
minore di quella relativa all’oggetto dell’operazione
principale, altrimenti vanno valutati al valore normale
 Gli sconti in denaro riducono la base imponibile : il calcolo
va esposto direttamente in fattura o con successiva nota di
variazione. Gli sconti legati alle condizioni di pagamento
(sconto per il pagamento entro un determinato tempo)
non riducono la base imponibile.
Lorella Zanobini - [email protected]
45
Ulteriori elementi in fattura
• Eventuali estremi delle dichiarazioni di intento rese
da esportatori abituali
(numerazione, registrazione in appositi registro e
comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il
giorno 16 del mese successivo a quello in cui
pervengono)
Lorella Zanobini - [email protected]
46
Effettuazione dell’operazione ed esigibilità
dell’imposta
Sono concetti diversi:
• Effettuazione dell’operazione  momento in cui si da
per avvenuta la cessione di beni o prestazione di servizi
• Esigibilità dell’imposta  momento in cui l’erario può far
valere il suo diritto alla riscossione dell’imposta che coincide
quindi con il momento in cui il contribuente diventa debitore
dell’imposta stessa e con il momento in cui l’imposta diventa
detraibile per l’acquirente.
Generalmente i due momenti coincidono: l’operazione è effettuata -> in quel
momento l’imposta diviene esigibile. Ci sono delle eccezioni :
- IVA ad esigibilità differita art. 6 c.5 DPR 633/72
- IVA per cassa art. 32-bis DL 2262012 n. 83 conv. L. 7/8/2012 n. 134
Lorella Zanobini - [email protected]
47
Fatturazione con IVA ad esigibilità differita - Art. 6
comma 5 D.P.R. 633/73 (Introdotta dal Dlgs 313/97
• Si può effettuare nei confronti di Stato, Organi dello Stato, Comuni,
Provincie, Regioni e loro Consorzi (ad es. Comunità Montane), CCIIAA, Enti
Pubblici di assistenza beneficenza e previdenza, UNIVERSITA’, USL, ASL,
Enti Pubblici di ricovero e cura a prevalente carattere scientifico
• La fattura ad esigibilità differita di cui all’art. 6 c.5 DPR 633/72 emessa
verso gli enti pubblici indicati è comunque una fattura che va registrata nei
termini, ha un’aliquota fissata al momento dell’emissione, l’IVA sarà
versata solo al momento del pagamento della fattura. L’operazione si
intende a tutti gli effetti effettuata e l’imponibile concorre al volume
d’affari dell’anno di emissione della fattura
•
•
La fattura art. 6 c.5 in mancanza di indicazione in fattura si intende emessa con IVA
ad esigibilità differita.
Nelle fatture “iva per cassa” deve essere indicato: “trattasi di operazione con
imposta ad esigibilità differita ai sensi dell’art.32-bis del DL 22/06/2012 n. 82/2912
conv. Dalla L. 07/08/2012 n. 134 (art.7 DL 185/2008 fino al 30.11.2012  sanzione
formale da 258 a 2065euro)
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48
Il regime dell’IVA per cassa
introdotto in esecuzione della Direttiva 2010/45/UE del 13/07/2010
dall’art.32-bis del DL 83 del 22/06/2012 conv. L. 134/2012
• Il decreto MEF 11.10.2012 in GU 284 del 5.12.2012 ha fissato
le disposizioni di attuazione del nuovo regime che dal 1°
dicembre 2012 va a sostituire integralmente quello introdotto
dall’art. 7 del DL 185/2008
• Non può essere applicata agli enti pubblici in quanto diversi
ne sono i presupposti: un fornitore che ci fatturi in base a
questa norma deve riemettere la fattura con il corretto titolo
di esigibilità art. 6 comma 5 DPR 633/72
Lorella Zanobini - [email protected]
49
La nuova IVA per cassa
• Differimento dell’esigibilità dell’imposta delle operazioni rese ad altri
soggetti IVA. IVA esigibile per l’erario non al momento di effettuazione
dell’operazione bensì a quello di pagamento.
- Soggetti con volume d’affari inferiore a 2 milioni di euro (esercenti attività
d’impresa arti o professioni- enti non commerciali relativamente all’attività commerciale, soggetti regimi
speciali previa separazione dll’attività)
-
Adesione attraverso opzione di durata triennale, sull’intero volume delle
operazioni -attive/passive- (il superamento della soglia comporta la cessazione)Comportamento concludente del contribuente e opzione nel quadro VO mod. IVA
prima dichiarazione annuale
-
Comunque, l’imposta diviene esigibile decorso 1 anno da quando
l’operazione si considera effettuata a meno che, prima della scadenza, il
committente sia assoggettato a procedure concorsuali o esecutive (la Legge
ha voluto evitare che il cedente pagasse somme che non gli fossero state pagate e con scarsa
probabilità di recupero).
-
Fatturazione delle operazioni che pertanto concorrono al volume d’affari
(specifica indicazione in fattura –IVA per cassa art. 32-bis DL 83/2012)
Lorella Zanobini - [email protected]
50
Segue
La nuova IVA per cassa
• Particolari regole di detrazione dell’imposta sugli acquisti
-
Il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti per il soggetto che aderisce a
questo regime avviene solo dopo che il fornitore è stato pagato, anche se
per il fornitore l’imposta era già divenuta esigibile al momento di
effettuazione dell’operazione
- il diritto alla detrazione per il cessionario o committente sorge al momento
di effettuazione dell’operazione, indipendentemente dal pagamento (la
Legge non ha voluto penalizzare tutte quelle imprese che superando i 2 milioni non hanno
potuto aderire a questo regime ed ha pertanto concesso la detraibilità legata al momento di
effettuazione dell’operazione).
Nel vecchio regime il diritto alla detrazione per il committente nasceva al pagamento del cedente.
–
differenza da IVA esigibilità differita Enti art. 6 c. 5 DPR 63372)
Restano esclusi dal differimento del diritto alla detrazione:
--acquisti di beni e servizi assoggettati ad IVA con il “reverse charge”
--acquisti intracomunitari di beni
--importazioni
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51
Esclusioni:
dal Regime IVA per Cassa - operazioni attive
-
Operazioni effettuate da soggetti nell’ambito di regimi speciali: Regime del
Margine per beni usati, oggetti d’arte, di antiquariato e da collezione, Regime delle
Agenzie di Viaggio, Regime delle attività di agriturismo e delle attività agricole
connesse)
-
Operazioni per le quali il cedente/prestatore non addebita IVA perché non
è debitore dell’imposta : quelle con meccanismo del “reverse charge”, cessioni
intracomunitarie, cessioni all’esportazione e operazioni assimilate alle cessioni
all’esportazione e servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali
-
Operazioni effettuate nei confronti di soggetti non in regime di impresa,
arte o professione
Operazioni a IVA DIFFERITA di cui all’art. 6 c. 5 II per. DPR
Comunque, possibilità di adottare il regime IVA per CASSA per le operazioni
effettuate, in applicazione delle regole ordinarie dell’IVA, dai soggetti che previa
separazione attività art.36 DPR633/72, applicano sia un regime speciale sia il
regime ordinario
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52
Esclusioni:
dal Regime IVA per Cassa - operazioni passive
•
•
•
•
acquisti di beni o servizi assoggettati a reverse charge
acquisti intracomunitari di beni
importazioni di beni
estrazioni di beni dai depositi Iva
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53
Operazioni “senza IVA” evidenziata in fattura
• Esportazioni e simili: art. 8 (cessioni all’esportazione), 8-bis (cessioni e
prestazioni nel settore aereonavale), 9 (servizi internazionali) e 38quater (cessioni a viaggiatori extracomunitari) non imponibili
• Operazioni esenti art. 10. Per le operazioni esenti può essere usata la
disposizione dell’art. 36 bis DPR 633/72 che esenta da fattura tali
operazioni ma preclude la detrazione IVA. Se si separano le attività ai
sensi dell’articolo 36 la dispensa è relativa solo alla specifica attività
separata.
• Regime del margine per i beni usati
• Operazioni soggette al regime agenzie di viaggio e turismo
• Cessioni intracomunitarie beni, fatture non territoriali per servizi (art.
41 Dl 331/93, art. 7-ter e seguenti DPR 633/72)
• Cessioni relative a beni in transito esterno ed in luoghi soggetti a
vigilanza doganale.
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54
Operazioni esenti dall’imposta (art.10
DPR 633/72)
• Sono operazioni ,consistenti per lo più in prestazioni di servizi,
per le quali, pur in presenza dei normali requisiti di
imponibilità, il legislatore ha, in sostanza, disposto la rinuncia
dello Stato alla propria pretesa tributaria.
• Si tratta di operazioni meritevoli di incentivazione dal punto di
vista sociale (prestazioni mediche, didattiche etc.)
• Debbono essere fatturate
• Limitano la possibilità di detrazione IVA sugli acquisti (c.d. prorata)
Le note di variazione IVA in aumento (articolo 26 DPR
633/72) obbligatorie
• Tutte le volte che, successivamente all’emissione della fattura
o alla registrazione della stessa, l’ammontare imponibile di
una operazione o quello della relativa imposta viene ad
aumentare è obbligatoria la rettifica della fatturazione
emettendo un documento rettificativo con valore di fattura
articolo 21 DPR 633/1972
• Per la rettifica di inesattezze della fatturazione e della
registrazione si verifica una tardiva/omessa fatturazione da
sanare tramite l’istituto del “Ravvedimento operoso” (vedi
slide successive)
• Il documento è una fattura a tutti gli effetti e ne segue la
numerazione nel registro delle fatture emesse/acquisti.
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56
Le note di variazione IVA in diminuzione-art.26 c. 2 DPR
633/72- facoltative e senza limiti temporali
•
Se un’operazione fatturata viene meno in tutto od in parte o se ne riduce
l’ammontare imponibile in conseguenza di:
 - nullità, annullamento, revoca,risoluzione, rescissione e simili
 - mancato pagamento in tutto o in parte per fallimento o procedure
concorsuali rimaste infruttuose
 -applicazione abbuoni o sconti previsti contrattualmente
Il cedente o prestatore ha il diritto a portare facoltativamente in detrazione
l’imposta corrispondente alla variazione e per far ciò registra la variazione
con il segno meno sul registro delle fatture emesse mentre il cessionario la
registra con il segno meno nel registro acquisti.
La risoluzione 85/E del 31 marzo 2009 ha precisato che questo tipo di variazione
è operata senza limiti di tempo.
Lorella Zanobini - [email protected]
57
Le note di variazione IVA in diminuzione (articolo 26
comma 2 DPR 633/72) facoltative e con il limite di un
anno
• Le disposizioni sulla variazione dell’ imponibile
e dell’ imposta non possono applicarsi dopo il
decorso di un anno dall’effettuazione di una
operazione imponibile fatturata qualora gli
eventi ivi indicati si verifichino in presenza di
sopravvenuto accordo tra le parti.
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58
Corrispettivi (art. 22 DPR 633/72)
• L’emissione della fattura non è obbligatoria se non
richiesta dal cliente non oltre il momento di
effettuazione dell’operazione per operazioni di
commercio al minuto in locali aperti al pubblico o spacci
interni, per corrispondenza, a domicilio, in forma ambulante,
tramite apparecchi di distribuzione automatica, per le prestazioni
alberghiere e di ristorazione, per le prestazioni di trasporto persone
anche con veicoli e/o bagagli al seguito, per prestazioni di servizi in
esercizio di impresa in locali aperti al pubblico, in forma ambulante
o nell’abitazione dei clienti, per operazioni di custodia ed
amministrazione titoli, per talune operazioni esenti tra cui –
importanti – quelle della lettera 22 dell’articolo 10
(prestazioni proprie delle biblioteche e quelle inerenti le
visite nei musei, orti botanici ecc.)
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59
La certificazione dei corrispettivi
 Avviene con ricevuta fiscale o scontrino
 Per principio generale il DM 21.12.1992 ha stabilito che la
ricevuta documenta corrispettivi relativi a prestazioni di
servizi e lo scontrino documenta corrispettivi relativi a
cessioni, poi il D.P.R. 696 del 21.12.1992 ha reso libera
l’opzione.
 Il D.P.R. 696 del 21.12.1992 ha stabilito numerose attività
esonerate dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi ed in
particolare al comma 1 dell’articolo 1 lettera qq) le
“operazioni di Enti Pubblici territoriali, enti pubblici di
assistenza e beneficienza, previdenza, A.S.L., istituzioni
pubbliche di cui all’art. 41 Legge 833/1978, enti obbligati alla
contabilità pubblica, eccetto le operazioni delle farmacie
gestite dai predetti enti
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60
Autofattura per regolarizzazione
• Il soggetto passivo che, in relazione ad acquisti di beni e servizi
effettuati nell’esercizio della sua attività d’impresa o lavoro
autonomo, non riceve la fattura della controparte entro 4 mesi
dall’effettuazione dell’operazione, ha l’obbligo di procedere alla
regolarizzazione. Nei 30 giorni successivi alla scadenza dei quattro
mesi il soggetto deve provvedere al pagamento dell’ IVA relativa
all’operazione (mod.F24 cod.tributo 9399) e presentare all’ Agenzia
delle Entrate un’autofattura in duplice esemplare
• Se il cliente riceve fattura irregolare, entro 30 giorni deve pagare la differenza
d’imposta e presentare all’Agenzia un documento riepilogativo come sopra.
• In ambito di acquisti intracomunitari –sia commerciali che
istituzionali– se non si riceve fattura entro il mese successivo
all’effettuazione dell’operazione, entro il mese seguente va emessa
“autofattura” riportante anche il numero identificativo del fornitore.
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61
Registrazione delle fatture attive (art.23 del DPR
633/72)
• Fattura immediata  da registrare entro 15 gg dalla data di
emissione
• Fattura differita  entro il 15 del mese successivo a quello di
consegna o spedizione dei beni
• Non c’è più obbligo di vidimazione edei registri ( art..8 della l.
383/2001
• Ris. 85/E del 2002 ha evidenziato che “la numerazione deve essere
effettuata progressivamente per ciascun anno, con l’indicazione pagina
per pagina, dell’anno cui si riferisce, ad es: 2007/1, 2007/2
Registro degli acquisti (art.25 D.P.R. 633/72)
“Il contribuente deve numerare in ordine progressivo
le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai
servizi acquistati o importati nell’esercizio
dell’impresa, arte o professione , comprese quelle
emesse a norma del terzo comma dell’art.17 e deve
annotarle in apposito registro anteriormente alla
liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione
annuale, nella quale è esercitato il diritto alla
detrazione della relativa imposta”
Detraibilità dell’imposta (art.19 DPR 633/72)
L’IMPOSTA E’ DETRAIBILE SE:
-
è addebitata con una fattura;
-
è relativa ad un’operazione inerente all’attività svolta;
-
- è altresì “afferente” alle operazioni imponibili od equiparate
-
non rientra nei casi di indetraibilità;
-
viene esercitato correttamente il diritto alla detrazione
Il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l’imposta diviene
esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione
relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla
detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita
diritto medesimo.
L’INERENZA
• L'art. 19 del DPR 633/72 prevede che la detrazione IVA può
essere operata sui beni e servizi acquistati nell'esercizio di
impresa, arte o professione ed inerenti all'attività propria
dell'impresa (nel ns. caso inerenti la sfera commerciale
dell'Università). Cio' che non è riconducibile all'attività
commerciale deve ritenersi "non inerente" e qualsiasi
detrazione operata in mancanza di detto requisito configura
per l'Ateneo un'evasione di imposta in quanto verso meno di
quanto avrei dovuto (sia di IVA perchè porto in detrazione
un'imposta che mi riduce l'importo dell'IVA a debito che avrei
dovuto versare, sia di IRES in quanto considero più
costi commerciali di quelli che in realtà avrei avuto e quindi si
riduce l'eventuale utile che vado a tassare).
Segue…
sull’INERENZA
• Quindi, il fatto che uno stesso acquisto possa avere utilità per sia per
l'attività istituzionale che per l'attività commerciale è del tutto regolare.
Bisogna valutare per quale parte o percentuale l'acquisto è inerente
l'attività commerciale, per questa parte si paga sui capitoli commerciali
e per la stessa parte si può portare in detrazione registrandolo sul registro
IVA degli acquisti. Sulla fattura andrà scritto a penna "detrazione IVA
promiscua operata ai sensi dell'art. 19 ter del DPR 633/72" con
l'indicazione dell'imponibile e dell'IVA "commerciali".
• Il comma 4 dell'art. 19 stabilisce che l'ammontare detraibile debba
essere determinato con criteri oggettivi, coerenti con la natura dei beni e
dei servizi acquistati. Non è dettata una regola specifica per
l'individuazione di questi criteri, è il contribuente che deve scegliere il
criterio più appropriato alle diverse e variegate situazioni che possono
verificarsi e che sia sostenibile nel caso di controllo da parte degli organi
competenti
………e ancora
• Per i beni di consumo il criterio di cui sopra è di più facile determinazione,
per i beni inventariabili può invece in alcuni casi risultare più complesso
perchè può capitare che un determinato bene venga comprato per lo
svolgimento di una piccola parte di un contratto e che poi non sia più
utilizzato per l'attività commerciale ma vada ad afferire e ad essere
utilizzato per attività istituzionale per tutto il rimanente periodo di vita
fino al suo completo ammortamento. In questo caso è da valutare se sia
giusto o meno operare una detrazione IVA promiscua e per quale
percentuale.
•
• Una volta valutato il tutto, la detraibilità promiscua della spesa riferita ad
un bene inventariabile va tenuta in considerazione anche al momento
dell'inventariazione in quanto l'IVA che si porta in detrazione non
costituisce costo. La parte commerciale va pertanto in inventario per il
solo imponibile.
• Le successive spese che dovessero rendersi necessarie sul bene di cui
trattasi dovranno seguire lo stesso iter, ai fini della detrazione IVA, del
bene stesso.
…….e infine
• Nel caso in cui invece i fondi dell'attività commerciale debbano essere
utilizzati per un acquisto proprio della sfera istituzionale, (più che lecito),
non potendo pertanto ad un eventuale controllo dimostrare l'inerenza con
l'attività commerciale della spesa che si va ad effettuare, è necessario
preventivamente stornare, con un provvedimento autorizzativo - ad
esempio in sede di rendicontazione o al limite anche anticipatamente ma
motivandolo come un'anticipazione sul residuo ripartibile, i fondi dal
7/18/1 o 2 ad altro capitolo istituzionale sul quale graverà la spesa.
•
• Se successivamente al pagamento su capitoli commerciali ci si dovesse
rendere contro della non inerenza, è necessario non registrare la fattura
sui registri IVA acquisti e quindi non detrarre l'IVA e ricordarsi in sede di
UNICO di fare il correttivo per la giusta imputazione onde evitare di
considerarlo indebitamente spesa commerciale che come detto sopra
porterebbe alla tassazione di un minor utile e quindi al versamento di
minor IRES (evasione di imposta).
Detrazione per gli enti non commerciali (art.
19-ter DPR 633/72)
 Solo per acquisti inerenti l’attività commerciale
 A condizione che sia tenuta contabilità separata che
però “è realizzata nell’ambito e con l’osservanza delle
modalità previste per la contabilità pubblica
obbligatoria a norma di legge o di statuto”
 Appositi capitoli dedicati all’attività commerciale da
riconciliare con i registri IVA.
Beni e servizi utilizzati promiscuamente in
operazioni imponibili ed in operazioni escluse (ART.
19 C.4 dpr 633/72)
art. 19, co. 4,
DPR 633/1972
IN PRESENZA DI:
OPERAZIONI NON SOGGETTE
BENI O SERVIZI UTILIZZATI
AD USO PROMISCUO
(utilizzo per fini privati o estranei
all’esercizio di impresa, arte o
professione)
“secondo criteri oggettivi, coerenti con la natura ai beni e servizi
acquistati”
Circolare Ag.Entr.328/E del 24 Dicembre 1997 :” A titolo di esempio può
affermarsi che ai fini della ripartizione delle spese di riscaldamento di un
fabbricato utilizzato sia per l'attività imponibile sia per un'attività esclusa, un
criterio oggettivo e coerente può essere costituito dalla cubatura dei rispettivi
locali.
Indetraibilità oggettiva (art.19- bis1 DPR
633/72) alcuni esempi
OMAGGI E ALTRE SPESE DI RAPPRESENTANZA (> 25,82 EURO) –
ACQUISTI DI ALIMENTI E BEVANDE – se non formano attività propria
dell’impresa
ACQUISTO O IMPORTAZIONE DI BENI DI LUSSO (ES. LAVORI IN
PLATINO, PELLI DA PELLICCERIA, NAVI E IMBARCAZIONI DA DIPORTO
ECC)
IVA SU PRESTAZIONI DI TRASPORTO DI PERSONE A MENO CHE NON
RIENTRINO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA – (LA RIS.MIN
10/11/1979 N. 361729 AMMETTE IN DETRAZIONE L’iva ADDEBITATA DAL
VETTORE AD UN’IMPRESA PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO DEI
PROPRI OPERAI PER RAGGIUNGERE IL LUOGO DI LAVORO)
 FINO AL 31/12/2007 : TELEFONI CELLULARI  nella misura del 50%
NON E’ Più COSì MA COMPORTIAMO COMUNQUE COSì
Il caso degli autoveicoli
(art.19- bis1 DPR 633/72 )
Decisione della Corte di giustizia europea Causa c 228/05  illegittime le limitazioni alla
detrazione dell’IVA sugli acquisti, anche intracomunitari, e alle importazioni di veicoli
indicati nell’art. 19 bis1 comma 1, lett c), del D.P.R. n. 633 del 1972 e alle spese di
manutenzione e gestione degli stessi
• Decisione del Consiglio 18 giugno 2007, n. 2007/441/CE  autorizzazione ad una
detrazione pari al 40% su tali spese
L’imposta sui carburanti e lubrificanti destinati a questi veicoli è ammessa in detrazione
se lo è anche l’imposta relativa all’acquisto, importazione o all’acquisizione mediante
contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili di dette autovetture, veicoli,
aeromobili e natanti
Art.1 c. 261 Finanziaria 2008: ammessa dal 28/06/2007 la detraibilità sulle prestazioni di
transito autostradale di autovetture ed autoveicoli
NESSUNA LIMITAZIONE DI DETRAIBILITA’ su ALTRI MEZZI DI TRASPORTO (art.54
DLgs 285/1992): autobus, autocarri, trattori stradali, autoveicoli per trasporto
specifici, autoveicoli per uso speciale, autotreni
RICHIESTO NATUrALMENTE IL PRINCIPIO DI INERENZA
La detrazione tramite pro- rata
art. 19 c.5 e 19 bis DPR 633/72
PREVISTA IN CASO DI SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’CHE DANNO LUOGO
AD OPERAZIONI IMPONIBILI ED OPERAZIONI ESENTI:
Op. impon. + Op. assim.(1)
Pro-rata di detraibilità = _______________________________________
Op. impon. + Op. assim. + Op. esenti
Nel calcolo della percentuale non si tiene conto:
delle cessioni di beni ammortizzabili;
dei passaggi interni fra più attività;
di alcune operazioni non soggette ad IVA (cessione di denaro, campioni gratuiti;
delle cessioni di beni acquistati o importati senza diritto alla detrazione;
•
(1) sostanzialmente le operazioni non imponibili e non territoriali
Rettifica della detrazione
(art.19 bis 2 DPR 633/72)
• La detrazione dell’imposta relativa ai beni non
ammortizzabili e ammortizzabili (con meccanismo
diverso da quello per i beni non ammortizzabili) ed ai
servizi è rettificata in aumento o in diminuzione
qualora i beni ed i servizi medesimi sono utilizzati
per effettuare operazioni che danno diritto alla
detrazione in misura diversa da quella inizialmente
operata.o per variazioni significative del pro-rata. Ai
fini di tale rettifica si tiene conto esclusivamente
della prima utilizzazione dei beni e dei servizi.
Violazioni e sanzioni
• Omessa o irregolare fatturazione di operazioni
imponibili: sanzione dal 100 al 200 per cento
dell’imposta relativa all’operazione (min.516 euro)
• Omessa o irregolare fatturazione di operazioni non
imponibili o esenti: sanzione da 5 al 10 per cento
dell’importo dell’operazione (min.516 euro)
• Particolari disposizioni per la violazione del “reverse
charge”: dal 100% al 200% dell’imposta con un
minimo di 258 euro
Lorella Zanobini - [email protected]
75
Ravvedimento operoso art.13 D.Lgs
472 del 1997
• L’omesso versamento (totale o parziale) può essere
sanato – prima di attività ispettive o accertamenti del
fisco – entro il termine per la presentazione della
dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la
violazione è stata commessa versando la sanzione ridotta
ad 1/8 del minimo (1/8 del 30%) o entro 30 gg. dalla data
della violazione versando la sanzione ridotta a 1/10 (per
le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 – finanziaria
2011- mentre per quelle commesse fino al 31.01.2011 si
parla di 1/10 e 1/12)
Lorella Zanobini - [email protected]
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Il Ravvedimento Sprint
• Introdotto dal d.l. 98/2011 convertito in Legge 111/2011 per incentivare il
contribuente a rimediare spontaneamente ai propri errori
• Il pagamento deve essere eseguito entro i 14 gg. successivi alla scadenza
originaria con una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo.
• Es: l’IVA di giugno € 5.000,00viene per dimenticanza pagata il 20 luglio
anziché il 18 che era lunedì, il 20 luglio si deve pagare:
• L’IVA di giugno €5.000,00
• Gli interessi dal 18 al 20.7, quindi 5.000x2x1,5%:365= 0,41
• La sanzione dello 0,2% per ogni gg.quindi 0,2%x2x5.000,00= 20€
UTILITA’
Registrazione bollette doganali
(nel nostro programma IVA)
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1) se la merce la sdoganate direttamente voi e quindi avete la fattura del fornitore e la
bolletta doganale, dovete registrare la bolletta doganale e non la fattura del fornitore e
pertanto la registrazione nel registro IVA acquisti viene fatta come se il fornitore fosse la
dogana (codificatelo nella parte comune come un qualsiasi fornitore) e quindi registrando alla
dogana sia l'imponibile che l'IVA. Nel registrare la bolletta della dogana, nel campo
descrizione in registro fate riferimento al fornitore ed al n. e data della relativa fattura.
2) se lo sdoganamento viene effettuato da uno spedizioniere, si registra:
--X) la fattura dello spedizioniere con:
- a) l'imponibile e l'IVA relativi al suo avere per il servizio che vi presta, b) l'importo relativo
all'IVA che lo spedizioniere ha pagato per voi in dogana (si registra come art. 15 DPR
633/72, così come sicuramente sarà indicato nella fattura dello spedizioniere), c) evenutuali
altri oneri doganali sempre addebitati in fattura ( art. 9 c. 1 (?) DPR 633/72).
--Y) la bolletta doganale (fornitore dogana) per l'imponibile e l'IVA della merce acquistata con
i soliti riferimenti alla fattura del fornitore come sopra detto. La bolletta doganale per
effettuare questa registrazione che vi consente il recupero dell'IVA la dovete richiedere allo
spedizioniere in quanto il più delle volte non la allega alla sua fattura.
Quando registri la fattura dello spedizioniere il 1° campo è 1FTACQ, quando registri la
bolletta doganale dovete mettere BOLDOG.
Timbri per fatture di Acquisto
REG. IVA ACQ. mese ______/______ N.PROGR:_______
SPESA INERENTE E AFFERENTE ATTIVITA’ COMMERCIALE
CTR/CONV. APPROVATO DAL C.D. delibera n.________ del__________
Tit. 7 Cat. ____ Cap.___/___/___/___ tipo Sp._____C. Gest_____
Mandato n. _______ PAGATO il __________
IL TITOLARE DELLA RICERCA____________________ (o il Titolare del Centro di Spesa)
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La fattura nella sistematica dell’IVA