DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI
DEBITI A RUOLO SCADUTI
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
E’ vietata la compensazione dei crediti di cui all’art. 17,
D.Lgs. n. 241/97, relativi alle imposte erariali, fino a concorrenza
dei debiti, di importo superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per
imposte erariali e accessori, per i quali è scaduto il termine di
pagamento.
La disposizione è efficace dal 1° gennaio 2011.
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DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI
DEBITI A RUOLO SCADUTI
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
Ambito di applicazione
- Crediti di cui all’art. 17, dlgs 241/97, per imposte erariali
- Debiti iscritti a ruolo per le stesse imposte e accessori
Presupposti del divieto di compensazione
- Debiti superiori a 1.500 €
- Termine di pagamento scaduto
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DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI
DEBITI A RUOLO SCADUTI
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
Possibili interpretazioni della norma
A) Obbligo di riserva
Divieto di compensazione fino a
concorrenza del debito a ruolo
scaduto.
Quindi possibilità di compensare
il credito eccedente.
Es.
Credito Iva 2010 250.000 €
Cartella scaduta il 15/1/2011: 5.000 €
Possibilità di compensare 245.000 €
B) Obbligo di precedenza
Divieto totale di compensazione in
presenza di ruoli scaduti.
Es.
Credito Iva 2010 250.000 €
Cartella scaduta il 15/1/2011: 5.000 €
Nessuna compensazione è
effettuabile prima del pagamento del
debito scaduto
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DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI
DEBITI A RUOLO SCADUTI
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
L’inosservanza del divieto è punita con la sanzione del
50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo e per i quali è
scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza
dell’ammontare indebitamente compensato.
La sanzione non è applicabile fino al momento in cui
sull’iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o
amministrativa e non può comunque superare il 50% di quanto
indebitamente compensato (la sanzione è commisurata al
minore importo tra il debito scaduto e la compensazione
effettuata).
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PAGAMENTO RUOLI MEDIANTE COMPENSAZIONE
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
E’ comunque ammesso il pagamento, anche parziale,
delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi
accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle
stesse imposte, con le modalità stabilite con decreto del
ministero dell’Economia e delle finanze.
Comunicato stampa AE del 14/1/2011
Fino all’emanazione del decreto non si ritengono sanzionabili eventuali
compensazioni effettuate in presenza di ruoli scaduti, sempre che l’utilizzo dei
crediti in compensazione non intacchi quelli destinati al pagamento dei predetti
ruoli una volta emanato il citato decreto ministeriale.
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PAGAMENTO RUOLI MEDIANTE COMPENSAZIONE
(art. 31, D.L. n. 78/2010)
Dal 1° gennaio 2011 le disposizioni dell’art. 28-ter del
D.P.R. n. 602/73, concernenti la compensazione volontaria,
su proposta dell’agente della riscossione, dei debiti a ruolo
con i rimborsi d’imposta richiesti, non saranno applicabili
per i ruoli di importo fino a 1.500 €.
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VINCOLI PER LE COMPENSAZIONI DEI CREDITI IVA
(art. 10, D.L. n. 78/2009)
1. La compensazione dei crediti Iva, oltre 10.000 euro annui, è effettuabile:
- solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della
dichiarazione annuale (o dell’istanza trimestrale TR)
- esclusivamente mediante i servizi telematici dell’AE (*)
2. La compensazione del credito della dichiarazione annuale, oltre 15.000
euro, è subordinata al “visto di conformità” o alla sottoscrizione
dell’organo di controllo contabile (sui controlli per il “visto” si veda la circolare
n. 57 del 23/12/2009)
(*) La trasmissione telematica del mod. F24 può effettuarsi solo dopo dieci giorni
dalla presentazione della dichiarazione/istanza (provvedimento AE 21/12/2009)
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VINCOLI PER LE COMPENSAZIONI DEI CREDITI IVA
(art. 10, D.L. n. 78/2009)
PRINCIPALI CHIARIMENTI
(circolare AE n. 1 del 15/1/2010)
- I vincoli riguardano le compensazioni c.d. “orizzontali” (*)
- La soglia di 10.000 € è riferita al credito annuale (es. 6099 del 2010), ovvero alla
sommatoria dei crediti infrannuali (6036, 6037 e 6038 del 2010)
- Fino alla soglia, la compensazione non è soggetta ai vincoli (fermo restando, per i
crediti infrannuali, la preventiva presentazione del modello TR)
- E’ comunque opportuno, anche sotto soglia, effettuare la compensazione mediante
i servizi telematici dell’Agenzia
(*) Attenzione: anche la compensazione Iva su Iva si qualifica “orizzontale” al di fuori del
normale meccanismo delle liquidazioni periodiche (es. credito annuale 2010 utilizzato per pagare
ravvedimento operoso 2009)
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VINCOLI PER LE COMPENSAZIONI DEI CREDITI IVA
(art. 10, D.L. n. 78/2009)
POSSIBILI ALTERNATIVE
CREDITO DA DICHIARAZIONE 2010 PER IL 2009 (codice tributo 6099, anno 2009)
A) UTILIZZABILE COME 6099/2009 FINO ALLA PRESENTAZIONE DELLA
DICHIARAZIONE 2011 PER IL 2010: in questo caso si può continuare ad
utilizzare sino dal 1° gennaio 2011, ferma la condizione del visto di conformità
oltre 15.000 €
B) RIGENERABILE COME 6099/2010: in questo caso occorre attendere il giorno 16
del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione 2011 per il
2010
ATTENZIONE, IN OGNI CASO, ALLA ULTERIORE SOGLIA DI 516.456,90 €
FISSATA, PER CIASCUN ANNO SOLARE, PER LE COMPENSAZIONI IN F24 (a
prescindere dalla provenienza del credito)
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Modifiche alla territorialità Iva dal 1° gennaio 2011
Direttiva 2009/162/UE del 22 dicembre 2009
- Cessioni di gas naturale mediante sistemi
- Cessioni di calore e di freddo mediante reti
Luogo dell’operazione: paese di arrivo
Art. 7-quinquies, DPR 633/72, come sostituito dall’art. 3, D.Lgs. n. 18/2010
-Prestazioni di servizi culturali, scientifici, didattici, artistici, sportivi,
ricreativi e simili, comprese fiere ed esposizioni, verso soggetti passivi
Luogo dell’operazione: paese del committente
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Detrazione Iva sui beni strumentali ad impiego promiscuo
Direttiva 2009/162/UE del 22 dicembre 2009
- L’Iva sulle spese relative ai beni immobili destinati dal soggetto passivo,
oltre che all’esercizio dell’attività, anche a fini estranei, è detraibile solo per
la parte di uso “professionale”.
- Le variazioni dell’utilizzo comportano rettifica della detrazione.
- Gli Stati membri possono applicare tali disposizioni anche ad altri beni.
- Le normative nazionali devono essere conformate dal 1° gennaio 2011.
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Cessioni di fabbricati abitativi dall’impresa costruttrice
Legge c.d. di stabilità (n. 220/2010)
Passa da 4 a 5 anni dall’ultimazione il termine entro il quale la
vendita è imponibile.
La modifica ha effetto dal 1° gennaio 2011.
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Rimborso annuale Iva
La richiesta va espressa compilando il quadro VR della dichiarazione
annuale, e non più presentando il modello VR all’Agente della
riscossione.
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Inversione contabile Iva
Dal 1° aprile 2011 l’Iva si applicherà con il meccanismo del “reverse
charge” sulle cessioni di:
- telefoni cellulari
- microprocessori e unità centrali di elaborazione.
Sono escluse le vendite nella fase del commercio al dettaglio.
Sanzioni e ravvedimento sulle violazioni in materia di reverse charge: risoluzione
AE n. 140 del 29/12/2010
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Fonti normative
- Art. 21 del D.L. 31/5/2010, n. 78 (convertito c.m. dalla legge
30/7/2010, n. 122)
- Provvedimento Agenzia delle Entrate 22/12/2010
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Soggetti obbligati
I soggetti passivi dell’Iva devono comunicare annualmente
all’Agenzia delle entrate l’elenco delle operazioni Iva, attive e
passive, di importo non inferiore a 3.000 €.
In caso di trasformazioni soggettive, l’obbligo è assolto con unica
comunicazione dal soggetto che subentra, se il “dante causa” si è
estinto. Diversamente, ciascuno comunica le proprie operazioni.
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Oggetto della comunicazione
Operazioni rilevanti ai fini Iva (cessioni di beni e prestazioni di
servizi effettuate e ricevute), di importo non inferiore a 3.000 €.
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Determinazione della soglia di 3.000 €
- L’importo di 3.000 € si assume al netto dell’Iva
- Per le operazioni non soggette a fatturazione obbligatoria, la soglia è
stabilita in 3.600 €, Iva inclusa
-In caso di più contratti collegati, si considera l’ammontare complessivo dei
corrispettivi dovuti
- Per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e altri contratti con
corrispettivi periodici, anche se stipulati verbalmente, si fa riferimento ai
corrispettivi dovuti nell’anno solare
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Informazioni da comunicare
Per ciascuna operazione occorre
specificare:
- elementi identificativi della controparte
• privati: codice fiscale
• soggetti passivi: partita Iva
• non residenti: dati identificativi
- data di registrazione o di effettuazione
- corrispettivo (al lordo dell’Iva per le
operazioni senza obbligo di fattura)
- imposta (o titolo di inapplicabilità)
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Operazioni escluse
- Importazioni
- Esportazioni art. 8/a e 8/b, DPR 633/72
- Operazioni scambiate con soggetti di paesi “black list”
- Operazioni comunicate all’anagrafe tributaria ai sensi dell’art. 7, DPR 605/73
(es. assicurazioni, energia elettrica, gas, telefonia, ecc.)
- Operazioni non soggette ad obbligo di fattura effettuate fino al 30 aprile 2011
Chiarimenti dell’AE: non devono essere comunicate le compravendite di immobili
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Modalità e termini della comunicazione
La comunicazione va trasmessa per via telematica entro il 30
aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
E’ consentita la trasmissione di una comunicazione sostitutiva,
previo annullamento della precedente, entro 30 giorni dalla
scadenza del termine.
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Semplificazioni per le operazioni 2010
- La comunicazione comprende solo le operazioni con obbligo di
fattura
- La soglia di rilevanza è elevata da 3.000 euro a 25.000 euro
- La comunicazione può essere trasmessa entro il 31 ottobre
2011.
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Elenco operazioni Iva da 3.000 € in su
Sanzioni
Per l’omessa, infedele o inesatta comunicazione si applica la
sanzione da 258 a 2.065 euro.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Fonti normative
- Art. 27, D.L. n. 78/2010
- Provvedimento AE 29/12/2010 (disciplina del regime)
- Provvedimento AE 29/12/2010 (criteri e modalità per la validazione della
partita Iva)
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Richiesta dell’autorizzazione
I soggetti che intendono effettuare operazioni di cui al titolo II, capo II
del D.L. n. 331/93 devono esprimere tale volontà nella dichiarazione di
inizio attività Iva (quadro I del modello, ovvero casella C del quadro A
per gli enti non commerciali non soggetti passivi).
I soggetti in attività esprimono la volontà con apposita istanza da
presentare direttamente (o mediante raccomandata postale) ad un
ufficio dell’AE.
I soggetti che hanno espresso la volontà possono, con le stesse
modalità, retrocedere da tale opzione
- Acquisti intracomunitari
- Cessioni intracomunitarie
L’AE ha però precisato che il regime
riguarda anche le prestazioni di servizi
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intraUe.
Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Rilascio, diniego e revoca dell’autorizzazione
Entro trenta giorni dalla ricezione, l’AE verifica i dati ed effettua una
valutazione preliminare degli stessi e del rischio; in caso di esito negativo,
emette provvedimento di diniego.
In assenza di diniego, l’autorizzazione si intende rilasciata e il soggetto può
operare dal 31° giorno.
Entro sei mesi l’Agenzia effettua controlli più approfonditi, all’esito dei quali
può emettere provvedimento di revoca dell’autorizzazione, che comporta
cancellazione dalla banca dati VIES a decorrere dalla data di emissione.
L’Agenzia effettua inoltre controlli periodici ai fini dell’eventuale revoca
I provvedimenti di diniego e di revoca sono impugnabili in CTP.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Effetti dell’autorizzazione
Inserimento della posizione Iva del soggetto nell’archivio dei soggetti
autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie (banca dati VIES),
con effetto dal 31° giorno dalla “manifestazione di volontà”.
La situazione è verificabile attraverso la procedura di interrogazione
telematica delle partite Iva comunitarie.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Elementi di valutazione su cui si fonda il diniego
- Mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi, che comportano cessazione
d’ufficio della partita Iva
- Mancanza dei requisiti che legittimano l’inclusione nell’archivio informatico dei
soggetti autorizzati
- Analisi del rischio in base ai criteri individuati nel provvedimento VIES (slide
successiva)
- Riscontro esattezza e completezza dei dati forniti per l’identificazione Iva
- Soggetto non più attivo
- Soggetto che abbia dichiarato dati falsi o abbia omesso di dichiarare dati
rilevanti per l’identificazione
- Gravi inadempimenti agli obblighi Iva nei cinque periodi d’imposta precedenti
- Coinvolgimento in frodi fiscali del titolare dell’impresa individuale, del
rappresentante legale, degli amministratori o dei soci
- Altri elementi di criticità in possesso dell’amministrazione
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
La valutazione del rischio di possibili finalità evasive dei richiedenti si basa su:
1. Elementi di rischio circa la tipologia e le modalità di svolgimento dell’attività
operativa, finanziaria, gestionale, nonché ausiliaria
2. Elementi di rischio sulla posizione fiscale del soggetto richiedente, in particolare
omissioni o incongruenze nell’adempimento degli obblighi di versamento o
dichiarativi
3. Elementi di rischio riconducibili al titolare della ditta individuale, al
rappresentante legale, agli amministratori, ai soci del soggetto richiedente
4. Elementi di rischio relativi a collegamenti con soggetti direttamente o
indirettamente coinvolti in fenomeni evasivi.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Disciplina transitoria per la costituzione dell’archivio VIES:
trattamento delle posizioni Iva esistenti alla data del 28 febbraio 2011
1. Posizioni aperte fra il
31 maggio 2010 e il 28
febbraio 2011
2. Posizioni aperte prima
del 31 maggio 2010
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Soggetti con partita Iva richiesta fra il 31/5/2010 e il 28/2/2011
Entro il 28/2/2011 saranno esclusi dalla banca dati VIES se non hanno
manifestato la volontà nella dichiarazione di inizio attività (salvo che
abbiano effettuato nel secondo semestre 2010 operazioni
intracomunitarie e adempiuto agli obblighi Intrastat*)
* In merito all’inciso, il provvedimento non è chiaro.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Soggetti con partita Iva richiesta prima del 31/5/2010
Entro il 28/2/2011 saranno esclusi dalla banca dati VIES se:
- non hanno presentato modelli Intrastat (cessioni di beni, acquisti di beni,
prestazioni di servizi resi o ricevuti) negli anni 2009 e 2010, oppure
- non hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009.
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Regime autorizzatorio per le operazioni intraUe
Entrambe le categorie di soggetti a rischio di esclusione (precedenti slide),
qualora intendano effettuare operazioni intracomunitarie, possono
comunicare la volontà con apposita istanza da presentare direttamente ad
un ufficio dell’AE.
Si applica la procedura di diniego o revoca.
Si effettuano i controlli previsti.
Se alla data della conferma in Vies (entro il 28/2/2011) sono passati trenta
giorni dall’istanza, la conferma è retroattiva; in caso contrario, il soggetto
viene prima escluso, poi inserito con effetto dal 31° giorno.
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