Londra, LONDON CITY HALL
Sir Norman Foster and Partners, 2003
Introduzione
Londra
LONDRA AGLI ALBORI DEL TERZO MILLENNIO
Metropoli cosmopolita da sempre protagonista sia dell’ economia che del fermento culturale a scala
mondiale, Londra, oggi, con i suoi 7.615.000 abitanti è fautrice di un forte sviluppo economico e sociale.
A coronare il successo nel far fronte all’ ingente fenomeno della globalizzazione, vi è la previsione di un
ulteriore crescita economica e demografica che porterebbe la capitale britannica entro il 2016 alla
creazione di 400.000 nuovi posti di lavoro e all’ insediamento di 700.000 nuovi residenti. Tale crescita
è accompagnata da un forte processo di riqualificazione delle aree urbane dismesse e dalla nascita di
nuove unità immobiliari nello spazio fondiario attualmente disponibile nella sfida di far crescere Londra
esclusivamente all’ interno dei suoi attuali confini, sfida lanciata dalle autorità locali e presentata
anche alla Biennale di Architettura di Venezia di quest’ anno. Così facendo Londra si dichiara pronta già
nel suo processo di pianificazione urbanistica ad uno sviluppo sostenibile. Il territorio metropolitano
oggi è organizzato in 33 autorità locali che fanno capo al Sindaco di Londra, responsabile del Greater
London’ s Authority (GLA), la cui nuova sede, the London City Hall, progettata da Foster and Partners è
stata inaugurata nel 2003 sulle sponde del Tamigi.
More London
More London
Il nuovo municipio di Londra rientra nel masterplan More London sostenuto da Nick Raynsford,
ministro di Londra negli anni Novanta, in cui si prevede lo sviluppo di un’ area non ancora sfruttata
che si affaccia sul Tamigi, che prevede l’ allargamento di uffici, hotel e spazi pubblici tra cui il nuovo
municipio e le aree limitrofe. More London è un’ area di 13 acri compresa tra il London Bridge e il
Tower Bridge e rappresenta un o dei più importanti nuovi centri d’ affari della città. Tale zona è
servita dalla metropolitana e dalla ferrovia del London Bridge e si è guida alla rigenerazione dell’
adiacente quartiere di di Southwark. Un team internazionale di progettisti e pianificatori guidato da
Foster and partners hanno dato forma ad un complesso direzionale di 280.000 mq, di cui circa la
metà, in spazi aperti, per un bacino d’ utenza di circa 20.000 persone. La prima unità realizzata è il
municipio, accompagnato da the Scoop, anfiteatro per circa 800 persone, di cui nel 1998 vengono
considerati 55 progetti e localizzazioni dei quali 7 sono stati esposti alla cittadinanza a cui è stato
richiesto di compilare un questionario, i cui risultati hanno inciso sull’ esito della gara.
Foster and partners e l’ ufficio londinese Arup inaugurano il cantiere del nuovo stabile il 15 Marzo
1999.
Il 30 Dicembre 2001 nel rispetto delle promesse rivolte ai Londinesi vengono ultimati i lavori di
realizzazione del nuovo City Hall e il 23 Luglio 2003 viene ufficialmente aperto al pubblico.
Gli uomini
Gli uomini
LO STUDIO PROGETTISTA
Sir Norman Foster (Manchester,
1945) studiò architettura nella sua
città natale e presso l’ Università
di Yale. Fu il co-fondatore del
Team 4, che sviluppò diversi
progetti residenziali innovativi. La
dissoluzione del gruppo coincise
con gli anni della sua
collaborazione con Buckminster
Fuller e con il suo ingresso nella
Architectural Association. Grazie
alle opere prodotte dal suo studio,
chiamato Foster and Partners, è
stato insignito dei premi più
prestigiosi, tra cui il Pritzker e la
medaglia d’ oro del Royal
Instituteof British Architects. Fra i
progetti più famosi degli ultimi
anni è la ristrutturazione del
Reichstag a Berlino.
Gli uomini
PROGETTISTI, COSTRUTTORI, CONSULENTI
COMMITTENTI: CIT Markborough Properties
London Bridge Development (More London)
Greater London Authority (GLA)
ARCHITETTI: Foster and Partners, Norman Foster e Ken Shuttleworth
Jestico+Whiles
INGENIERI: Ove Arup, Adams Kara Taylor
ARCHITETTI PAESAGGISTI: Townshend Landscape Architects
GESTIONE DELLA COSTRUZIONE: Mace Ltd.
ILLUMINAZIONE: Claude R.Engle
CONSULENTI DEI COSTI:
Davis Langdon e Everest, Montagu Evans, Mott Green e Wall
Gli uomini
COSTRUTTORI
ISG Interior Exterior PLC: gestione della costruzione
DP9: pianificazione e sviluppo nell’area
ECKELT GLAS GMBH: circa 4000 elementi in vetro come rivestimento alla facciata
SEELE GmbH&Co.KG: rampa a spirale interna con pannelli in vetro e cavi in acciaio
SCHMIDLIN (UK) Ltd. Elementi per facciate esterne e pareti interne
THYSSENKRUPP ELEVATOR AG: sistemi di risalita, ascensori nel nucleo centrale
KINGSPAN ACCESS FLOORS LIMITED: pannelli di rivestimento per piani uffici ed aula
assemblea
THE FOUNTAIN WORKSHOP LIMITED: giochi d’ acqua e fontane di arredo esterne
AXIMA BUILDING SERVICES Ltd.: servizi per la costruzione meccanici ed elettrici
Il Progetto
Il Progetto
THE LONDON CITY HALL
The Queen’ s Walk, London, United Kingdom
Lo sfavillante municipio di Londra è stato progettato come simbolo della democrazia e standard della
sostenibilità. Accoglie la sala per i 25 membri dell’ Assemblea Comunale londinese, gli uffici del sindaco
e quelli delle più di 500 persone che lavorano nell’ organismo ufficiale della Greater London Authority.
L’ edificio, che fu concepito come un foro aperto in cui i visitatori possono avvicinarsi alle attività delle
istituzioni, fa parte degli interventi urbanistici che Foster and partners sta portando a termine lungo il
Tamigi e che includono edifici per uffici, negozi e svago. Una grande piazza pavimentata con arenaria
azzurra conduce alla caffetteria del pian terreno, che a sua volta accoglie una sala per esposizioni di
forma ellittica. Una rampa pubblica sale attraverso i 10 piani dell’ edificio fino a raggiungere ad una
terrazza da cui si possono godere belle viste della città. L’ orientamento, la forma sferica del
complesso che riduce la superficie di facciata, il riciclaggio dei materiali da costruzione ed un’ efficace
ventilazione naturale permettono un eccezionale risparmio energetico.
Il Progetto
LA COMMITTENZA
Londra è divisa in 32 London boroughs che sono la
principale forma di governo locale e svolgono molti servizi
civici nelle aree di competenza e dalla City of London che è
governata dalla storica Corporation of London. A
coordinamento delle poltiche delle varie autorità locali vi è il
Greater London Authority (GLA) che si occupa anche di
pianificazione strategica urbanae di gestire servizi estesi a
tutta la città, come le forze dell’ ordine municipali, i vigili del
fuoco ed i trasporti. La GLA è formata dal Sindaco (Ken
Livingstone) e dal Consiglio cittadino.
I COSTI DELL’ OPERA
• Budget iniziale: 35.000.000 £
• Costo totale: 50.000.000 £
75.355.000 eur
• Costo/mq:
1.200 £
• Costo di un edificio tradizionale a pianta
quadrata/mq: 1.000 £
• Quest’ edificio costa il 15-20% in più di
un edificio a pianta quadrata ma ha un
risparmio del 25% dei costi di gestione.
• L’ edificio è proprietà di More London,
pertanto il GLA ha un contratto d’ affitto
annuale di 393£/mq, ovvero, 1415eur/mq,
per una durata di 25 anni. Questa cifra è
bloccata fino al 2007.
• I costi di costruzione sono a carico degli
sviluppatori, gli impianti esterni sono a
carico del governo. Il costo totale stimato
per edificio e infrastrutture è di
65.000.000 £, ovvero 98.000.000euro.
Il Progetto
Pianta dell’attacco a terra
Sezione tipo dell’edificio
Il Progetto
Pianta piano terra
Pianta piano primo
Pianta piano secondo
Pianta piano terzo
Il Progetto
L’ ideazione dell’ edificio si è sviluppata attraverso il dialogo tra la committenza e i progettisti e si incentra
sul valore simbolico e monumentale di questo manufatto. La forma curva, la pelle trasparente, il precorso
spiraliforme e il rialzamento da terra dello spazio climatizzato permettono la riduzione dei materiali da
costruzione e la particolarità del profilo architettonico, la permeabilità tra ambienti interni ed esterni.
La geometria dell’ edificio permette di ottenere ottime performance energetiche, in particolare la
riduzione degli apporti solari e le dispersioni termiche attraverso l’ involucro.
L’ ideazione della forma nasce dalla sfera che in fase di progettazione è stata modificata fino a ridurre del
25% le superfici esterne rispetto un edificio di pari volume a pianta quadrata.
L’ edificio si sviluppa secondo una maggiore inclinazione in direzione sud dove i solai sporgono e fungono
da aggetto frangisole per le vetrate sottostanti, mentre a nord dove gli apporti gratuiti sono comunque
inferiori, le vetrate sono molto chiare.
Schizzi di studio
Il Progetto
Altezza edificio: 45 m
Diametro medio dei piani: 45 m
Piani fuori terra: 10 m
Sfera
1000 m2
487,7 m3
Superficie fruibile media di un piano: 470 mq
Superficie netta complessiva: 12000 mq
Superficie lorda complessiva: 18000 mq
Cubo
1000 m2
600 m3
Superficie di basamento in c.a.: 13100 mq
Superficie di tripla vetrata, vetro a bassa energia che incorpa sistemi
oscuranti: 7300 mq
Pannelli in vetro di rivestimento: 3844
Angolo di inclinazione della facciata vetrata: 31°
Acciaio nelle strutture: 2100 ton
Acciaio di rinforzo: 1950 ton
Lunghezza della rampa a spirale: 730 m
Parallelepipedo
1000 m2
683 m3
Il Progetto
IL PROGRAMMA FUNZIONALE
Il Progetto
Belvedere
pubblico
Il NUCLEO SERVIZI composto da ascensori, scale d’ emergenza
compartimentate, servizi igienici e alcuni magazzini-ripostiglio. E’
London’s Living
Room
costituito da una torre in c.a. posta nel mezzo di un edificio a sezione
costante lungo tutta l’ altezza degli edifici. Tale torre in c.a. ha anche
funzione strutturale in quanto unico elemento verticale che parte dalle
fondazioni e che sostiene il carico dei vari piani. Sul lato di tale torre
Uffici
corre la distribuzione impiantistica verticale.
La HALL del GLA si sviluppa in tutto il piano terra e per essere
Rampa
completamente permeabile con l’ esterno è completamente vetrata.
Il GRANDE FOYER prende forma dal solaio della camera di discussione
Salone
chiuso
del piano superiore. Tale solaio è concavo in modo che la sala si ribassi
Salone
al centro e ciò sembra completare il grande foro che collega piano
Rampa
pubblica
terra e piano interrato offrendo occasione per un affaccio. Da quest’
affaccio si può accedere ad una rampa spiraliforme che sale per 10
piani e scende per un piano sotto il livello del suolo.
Spazio
pubblico
Il progetto
Nel PIANO INTERRATO si articola un café che si affaccia sull’ anfiteatro
pubblico, the Scoop, dove si svolgono numerosi spettacoli. Al centro dello
spazio definito dalla rampa, in corrispondenza della Camera di discussione, si
trova il plastico di Londra, quasi a simboleggiare che la Camera controlla e
governa la città.
Nel PRIMO PIANO si trova la grande sala assembleare di forma ovale che può
ospitare oltre ai membri anche 200 spettatori pubblici. E’ posta verso nord e
non riceve luce diretta infatti è priva di schermature e tamponata da vetrate
chiare.
La RAMPA gira intorno allo spazio assembleare e tale conformazione migliora
i flussi d’ aria e sfrutta l’ effetto camino.
I piani dal terzo all’ ottavo sono simili dal punto di vista distributivo,
complessivamente vi sono 54 uffici chiusi e la rimanente superficie fruibile è
open space.
Al DECIMO PIANO si trova il cosidetto LONDON LIVING ROOM, un ampia sala
polifunzionale che può accogliere fino a 200 utenti per conferenze o
esposizioni temporanee.
L’ UNDICESIMO PIANO è una grande terrazza da cui si gode del panorama
della City.
La rampa vista dal basso
Il sole
LA RADIAZIONE SOLARE
La completa trasparenza della pelle dell’ edificio è dovuta sia alla volontà di
rendere trasparente l’ attività governativa del Greater London Authority sia
per sfruttare al massimo l’ illuminazione naturale e la possibilità di
concedere viste sulla City, come se dalla sede municipale mi sia concesso di
vedere la città a 360°.
L’ illuminazione naturale permette il risparmio dell’ energia elettrica dei
corpi illuminanti, ma richiede il controllo della luce per cui si sono resi
necessari degli aggetti frangisole e la completa esposizione al sole fa sì che
l’ edificio sia sottoposto all’ apporto gratuito di energia solare che sul fronte
sud si rivela eccessivo, cosa che ha richiesto una tripla facciata vetrata che,
deviando la radiazione solare, rallentano il flusso termico e diffondono la
luce negli abienti interni.
L’ ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE
Grazie al massimo sfruttamento dell’ illuminazione naturale, il ruolo dei corpi
illuminanti si è ridotto se non per creare effetti luminosi lungo le rive del
Tamigi la notte.
Gli strumenti
LA PROGETTAZIONE DIGITALE si
è rivelata indispensabile per
raggiungere
gli
elevati
standard progettuali di questo
edificio.
Lo studio d’ ingegneria Arup ha
calcolato il sistema strutturale
con il software di analisi
statica OASYS GSA a partire da
file DXF prodotti dal modello
digitale architettonico.
Tale analisi ha richiesto 40
modifiche del progetto ognuna
delle quali ha preso circa 2
giorni.
Per alcune parti è stato
necessario creare dei nuovi
software di calcolo per i quali
sono stati assunti dallo studio
dei matematici.
Le strutture
Le strutture
LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE
Il primo problema con cui ci si è dovuti confrontare era creare una struttura che
fosse coerente con la forma dell’ edificio. Forma e struttura dell’ edificio si sono
quindi sviluppate attraverso l’ interazione costante di architetti e ingegneri.
La struttura è inclinata di 17° verso sud e curvata geometricamente determina
elevate forze orizzontali.Si è scelta la colonna inclinata per la sua semplicità,
facilità di realizzazione ed economicità.
Nodo cotton reel
Le forze orizzontali, 5 volte maggiori del carico a vento di progetto, sono
trasferite attraverso i solai agli elementi verticali.Il fattore critico del
posizionamento delle colonne è stato risolto riducendo le maggiori forze
orizzontali, scaricando per i carichi laterali delle colonne non più di 750 kN ad
elemento.
Complessivamente vi sono 14 strutture circolari in acciaio: colonne tubolari del
diametro di 500 mm, impilate e sagomate diversamente ad ogni giunzione con i
solai, Le travi d’ acciaio alte 675 mm agiscono assieme alle piastre alte 175 mm.
Il nucleo interno è in cemento armato con pareti profonde 300 mm e da stabilità
all’ edificio sotto sollecitazione dei carichi a vento e delle forze orizzontali create
dalla forma stessa della struttura.
Il nucleo si fonda su 80 pali da 1 m di diametro che scendono di 20 m nell’ argine
del fiume.
Le fondazioni delle colonne sono a zoccolo superficiale.
Dettaglio della facciata
Le strutture
Le travi sono in acciaio con spessore 675 mm e scaricano sul nucleo centrale
in c.a. le forze orizzontali necessarie a contenere e fissare le colonne.
Le connessioni tra struttura in acciaio primaria e il nucleo sono contenute
nella struttura principale in acciaio. Questo riduce il numero di connessioni
tra le travi in acciaio e il nucleo in c.a. e massimizza lo spazio disponibile per i
servizi in alzato.
La stabilità del nucleo è progettata secondo un limite di deformazione
convenzionale la cui altezza è stata suddivisa per 600 ( ca. 75 mm in totale).
Questo include l’ effetto del movimento a corto e lungo termine causato dalle
forze indotte alla geometria e dai carichi di vento. Dato che le forze
orizzontali esercitate dalla geometria sono 5 volte maggiori dei carichi a
vento di progetto, questo è risultato principale sulla progettazione della
rigidezza del nucleo.
Una lastra normale di calcestruzzo alleggerito profondo 175 mm è stata
preferita a quelle di più comune soluzione di 130 mm. Questo comporta che la
zona intorno al nucleo forma un anello di travi che aiuta a trasferire le forze
orizzontali al nucleo, che questo spessore della lastra può anche attraversare
la facciata dei servizi di risalita, evitando la necessità di tagliare l’ acciaio,
che i 175 mm consentono due strati di barre di rinforzo per essere inclinate
fuori dai muri del nucleo (provvedendo un alternativo percorso di carico se
qualche connessione in acciaio non dovesse più funzionare.
Si è cercato di standardizzare i componenti tra cui il nodo standard cotton
reel che permette di collegare con qualsiasi angolo le travi e le colonne.
Foto di cantiere
La pelle
La pelle
La pelle dell’ edificio è costituita completamente da un rivestimento
vestrato, di ogni lastra di vetro si conosce l’ inclinazione, ciò rende possibile
calcolare l’ apporto solare sia in termini di apporto gratuito di calore e
quindi di energia che in termini di illuminazione naturale. La progressiva
differente inclinazione e curvatura della facciata ottimizza tali apporti e
favorisce la ventilazione naturale, che in questo progetto riesce a
soppiantare quella meccanica.
I pannelli sono stati modellati utilizzando analisi tridimensionale del
comportamento della luce e tecniche di simulazione dell’ irraggiamento
solare. Convertendo la luminosità lux in irraggiamento (guadagno solare
W/mq) per ciascun pannello è stato possibile calcolare l’ incidenza dalla
radiazione solare. E’ stata fissata una soglia massima per l’ apporto lineare
di facciata, e rispetto ad esso si è riusciti a far meglio su tutte le superfici.
Per regolare l’ apporto di calore alcuni pannelli vetrati sono stati sostituiti
con pannelli isolanti.
Esploso della facciata est
Esploso della facciata sud
La pelle
I brise-soleil sono posizionati nella cavità esterna tra la facciata e la
doppia pelle dell’ edificio, assicurandosi così che la maggior parte
dell’ apporto di calore sia fermato all’ esterno della superficie dell’
edificio.
La ventilazione degli uffici passa attraverso delle griglie a pavimento,
in inverno l’ aria calda e umida estratta dagli ambienti viene
riultilizzata per preriscaldare e umidificare l’ aria di rinnovo.
Schema funzionamento della
facciata vetrata
Brise-soleil
La pelle
Nel periodo estivo il ricircolo dell’ aria usata è sfruttato per
raffreddare l’ aria in ingresso quando la temperatura esterna supera
quella interna. Dei fori apribili su tutto il perimetro degli uffici
permettendo la ventilazione naturale.
La porzione principale di edificio costituita da spazi per uffici è
contenuta da un sistema a triplice vetrata con cavità esterne
ventilate.
Il sistema di chiusura riduce l’ accumulo di calore e la perdita di
calore a livelli molto bassi.
Schema dell’andamento della
ventilazione naturale
La pelle
1.
2.
3.
1
3
4
2
1
6
8
7
9
10
12
13
8
Sezione del pacchetto del rivestimento
Fogli di alluminio perforato 2 mm
Elemento di alluminio
Ala di ventilazione in alluminio con
isolante
termico,
apertura
automatica contemporanea
all’
elemento 10
4.
Lamina in alluminio anodizzato 2
mm
5.
Elemento in alluminio estruso
6.
Lamina di rivestimento in allumio 2
mm
7.
Finestra a battenti in alluminio con
doppia vetrata:
10 mm di vetro di sicurezza
16 mm di intercapedine
6 mm di vetro float
8.
Vetro temperato, fissaggio con
adesivo 10 mm serramento in
alluminio
9.
Barre di schermatura solare e
struttura di cornice in alluminio
10.
Ala di ventilazione in alluminio con
isolante interno, apertura manuale
contemporanea all’ elemento 3
11.
Pavimento galleggiante per gli
impianti
12.
Pannelli in fogli di alluminio 2 mm,
isolante termico 100 mm
13.
Pistone a gas per l’ apertura della
fascia vetrata inferiore
La pelle
10
1.
2.
3.
11
7
4.
5.
8
12
6.
7.
13
8.
14
Sezione verticale della vetrata
facciata sud e della copertura
15
9.
10.
11.
12.
13.
16
14.
15.
16.
17.
Copertura in fogli di alluminio 2 mm.
Doppia
vetrata
parzialmente
opacizzati: 10 mm vetro temperato,
18 mm intercapedine, 2x8 mm vetro
di sicurezza fissati sul bordo.
Trave in acciaio saldata con sezione
a T 180/75/12 mm
Tubo di riscaldamento
Tubolare in acciaio, d=329,2/12,5
mm
Stratto singolo di guaina 2 mm
Isolante termico 80 mm, barriera al
vapore, lamiera in acciaio nervata a
sezione trapezoidale 40/183/0.88
mm
Colonna tubolare in acciaio
dia=323,9/8 mm
Doppia vetrata: 2x10 mm di vetro
temperato, 18 mm di intercapedine,
Lamine in alluminio 2 mm,
Schermi solari fogli metallici
perforati 2 mm
Triplice battente, vetri di sicurezza,
fissati con adesivo 28 mm
Vetro temperato, fissaggio con
adesivo 10 mm
Pannelli in fogli d’ alluminio 2 mm,
isolante termico 100 mm
Ala di ventilazione in alluminio con
isolante termico
Doppia vetrata: 10 mm di vetro di
sicurezza, 16 mm di intercapedine, 6
mm di vetro float,
Barre di schermatura solare in
alluminio
La pelle
Ogni lastra è piatta e larga circa 1,5m; il vetro più esterno è
trasparente, il pannello più interno combina un’ intercapedine di
isolamento con una finestra a doppia vetrata per il controllo dell’
irraggiamento solare. Gli elementi oscuranti sono inseriti nell’
intercapedine. La vetrata è apribile per consentire la ventilazione
naturale quando le condizioni climatiche lo permettono. Sia gli
oscuranti che la vetrata sono controllate dagli utenti.
La vetrata dell’ ingresso è supportata da una griglia triangolare
costituita da tubi in acciaio di dia=320 mm.
E’ formata parzialmente da archi e travature inclinate. La griglia
triangolare è sorretta dalla struttura dei piani ogni due livelli. Gli
elementi ad arco orizzontale sono posizionati ai piani 3, 5, 7, 9. I solai
contano sulla rigidità dell’ intelaiatura, così sono sostenuti ai livelli 5,
7, 9. Questa griglia si avvolge fino alla cima delll’ edificio, dove forma
il tetto principale ancorandosi al nucleo centrale in cemento.
I tubi in acciaio fungono da tubi radianti per il riscaldamento.
6
La pelle
1.
2.
3.
5
4.
5.
6.
7.
4
8.
3
9.
2
10.
11.
12.
5
13.
14.
1
15.
16.
17.
Sezione della vetrata facciata nord – chiusura inferiore
Copertura in fogli di alluminio 2 mm.
Doppia
vetrata
parzialmente
opacizzati: 10 mm vetro temperato,
18 mm intercapedine, 2x8 mm vetro
di sicurezza fissati sul bordo.
Trave in acciaio saldata con sezione
a T 180/75/12 mm
Tubo di riscaldamento
Tubolare in acciaio, d=329,2/12,5
mm
Stratto singolo di guaina 2 mm
Isolante termico 80 mm, barriera al
vapore, lamiera in acciaio nervata a
sezione trapezoidale 40/183/0.88
mm
Colonna tubolare in acciaio
dia=323,9/8 mm
Doppia vetrata: 2x10 mm di vetro
temperato, 18 mm di intercapedine,
Lamine in alluminio 2 mm,
Schermi solari fogli metallici
perforati 2 mm
Triplice battente, vetri di sicurezza,
fissati con adesivo 28 mm
Vetro temperato, fissaggio con
adesivo 10 mm
Pannelli in fogli d’ alluminio 2 mm,
isolante termico 100 mm
Ala di ventilazione in alluminio con
isolante termico
Doppia vetrata: 10 mm di vetro di
sicurezza, 16 mm di intercapedine, 6
mm di vetro float,
Barre di schermatura solare in
alluminio
La pelle
Montante della struttura vetrata della facciata nord
1.
Pilastro tubolare in acciaio
dia=323,9/12,5 mm.
2.
Montante in acciaio saldato con
sezione 180/75/12 mm.
3.
Doppia vetrata parzialmente
opacizzata: 10 mm vetro
temperato, 18 mm di
intercapedine, 2x8 mm vetro di
insicurezza, fissato sul bordo
4.
Finestra a battenti in alluminio
con doppia vetrata: 10 mmdi
vetro di sicurezza, 16 mm di
intercapedine, 6 mm di vetro
float
5.
Vetro temperato, fissaggio con
adesivo 20 mm
6.
Montante vetrata in alluminio
4
1
6
2
3
Montante della struttura vetrata della facciata nord
La rampa
La rampa
Tra il punto d’ arrivo e di
partenza di ogni piano la
rampa è lunga 15 m e i
corrimano laterali sono ad
essa collegata sui bordi. Si
tratta di una struttura
scatolare continua larga 1,5
mm e profonda 400 mm,
realizzata con piastre da 10
mm.
Per renderla fruibile è dotata
di smorzatori vincolanti che
conta su una membrana a
sandwich posta tra lo
scatolare in acciaio e lo
scalino in cemento. Il
materiale smorzante assorbe
il movimento che passano tra
la scatola ed il percorso.
La rampa
1
3
2
5
9
8
4
6
1.
Canale in alluminio a sezione
orizzontale 30/30/3 mm
2.
Vetro di sicurezza laminato 16
mm
3.
Corrimano in tubolare d’
acciaio dia=50 mm
4.
Tubo di riscaldamento
5.
Sostegno in tubolare in acciaio,
dia=50 mm
6.
Piastra d’ acciaio 280/10 mm
7.
Scatolare in piastre d’ acciaio
saldato 10 mm
8.
Piastre perforate in alluminio 3
mm, isolante sonoro 70 mm
9.
Pavimentazione in gomma 4
mm, cemento rinforzato 50-150
mm;
guaina
bituminosa
fonoassorbente 2 mm, piastra
in acciaio 10 mm
10.
Tirante in acciaio 50 mm
11.
Gruccia cilindrica cava di
connessione d’ acciaio 180/25
mm
10
7
Climatizzazione
Climatizzazione
In vista di un forte risparmio energetico, sono state studiate e applicate per
questo edificio numerose tecnologie passive di limitazione al carico
richiesto per il condizionamento estivo e il riscaldamento invernale.
Il rinfrescamento passivo è effettuato dalla ventilazione naturale e dall’
utilizzo di canali refrigeranti.
La ventilazione naturale è permessa dalle griglie in facciata e dai condotti di
aerazione sotterranei che vengono aperti nella maggior parte dell’ anno.
I canali refrigeranti, posti nelle tende e nei soffitti sono alimentati da liquido
raffreddato, composto dall’ acqua fredda presa dalla falda sotterranea che
viene spinta nell’ impianto da due pompe di diverse portate poste in
coincidenza di fori trivellati profondi 125 m. L’ acqua utilizzata viene in
seguito impiegata per gli scarichi dei sanitari o l’ irrigazione degli spazi
verdi, quella in eccesso viene immesso nel Tamigi.
Schema dell’andamento della
ventilazione naturale
Climatizzazione
Schema di funzionamento dell’impianto di raffrescamento
I canali possono essere
disposti in base alla
necessità grazie
alla
presenza
di
un
controsoffitto
di
distribuzione impiantistica
appesa
alla
maglia
strutturale
orizzontale
sottostante il pacchetto dei
solai.
La distribuzione verticale dei
canali è posta al di fuori
della maglia strutturale per
evitare
le
forature
attraverso le pareti.
La Sala della commissione e
la Camera dei dibattiti è
servita da un sistema di
ventilazione meccanica.
Il ricambio d’ aria avviene
solo nei momenti in cui gli
spazi sono utilizzati.
Climatizzazione
Le tecniche applicate per il riscaldamento sono un forte isolamento
termico, lo sfruttamento degli apporti gratuiti che permette l’
accumulo termico sommato all’ utilizzo di caldaie a gas ad alta
efficienza.
Gli impianti sono dimensionati per poter lavorare a bassa pressione e
a portata variabile, fattori che riducono l’ impiego di elettricità
richiesta dalle pompe.
L’ aria calda e umida estratta dagli ambienti viene riutilizzata per
preriscaldare e umidificare l’ aria di rinnovo.
La forma dell’ edificio è disegnata in base al massimo sfruttamento
dell’ irraggiamento solare, ogni pannello ha un ‘ inclinazione differente.
Durante la stagione invernale, la parete della grande camera esposta
esternamente a nord creerebbe una corrente d’ aria fredda causando
la perdita del calore accumulato in facciata. Per evitare quest’ effetto
la griglia diagonale della Camera è usata come grande radiatore e
scambiatore di calore.
Schemi di analisi delle dispersioni
termiche
Principi di sostenibilità
Introduzione
Nell’analisi della sostenibilità di questo edificio sono stati presi a
riferimento due metodi tra i più diffusi: il metodo GBC e il metodo LEED.
I due sistemi adottati possiedono degli evidenti vantaggi specifici: il
sistema GBC permette una contestualizzazione dei dati forniti
attraverso un sistema di pesi dei parametri inseriti, mentre il sistema
LEED, grazie alla sua grande diffusione, può essere considerato un buon
punto di riferimento.
Pur assomigliandosi, in alcuni aspetti i due metodi hanno grandi
differenze nel sistema di valutazione, infatti nel GBC il risultato
dell’analisi può anche risultare negativo, mentre il LEED offre una
visione più generica dell’insieme.
Constatando alcune lacune presenti tra i dati pubblicati su questo
edificio si è optato per una valutazione di tipo qualitativo, che prendesse
in considerazione più metodi in modo da poterne confrontare i risultati.
Nell’applicare entrambe i metodi è stata calcolata una valutazione pari a
0, considerando i parametri non disponibili almeno in linea con gli
standard delle leggi vigenti in materia.
Materiali
Energia primaria incorporata nei materiali
Materiali
Consumo energetico
Consumo energetico
(Mj/Kg)
(Mj/m3)
Acciaio strutturale
35.0
274.570
Alluminio |
201
191
199
204
542700
515700
537300
550800
Calcestruzzo
1.6
3890
Isolante polistirene
117
2340
PVC
70
93620
estruso
fuso
lamiera
piastre
Vetri |
float
15.9
temperato
26.2
Materiali
Analisi dell’ecologicità dei materiali
Acciaio
Alluminio
Calcestruzzo
Polistirene
PVC
Vetro
Naturabilità
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Durabilità
Compatibilità
ecologica
Consumo
energia
Ottima
Ottima
Buona
Insufficiente
Insufficiente
Buona
Scarsa
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Buona
Buona
Scarsa
Ottima
Ottima
Ottima
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Ottima
Scarsa
Insufficiente
Scarsa
Scarsa
Buona
Ottima
Buona
Insufficiente
Traspirazione
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Igroscopicità
Contenimento
vapore
Resistenza
microonde
Assorbimento
liquidi e gas
Vapori e gas
tossici
Insufficiente
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Insufficiente
Insufficiente
Ottima
Ottima
Scarsa
Buona
Scarsa
Ottima
Buona
Buona
Scarsa
Insufficiente
Scarsa
Buona
Insufficiente
Insufficiente
Scarsa
Buona
Scarsa
Insufficiente
Ottima
Ottima
Buona
Insufficiente
Buona
Ottima
Odore
Resistenza
superficiale
Ottima
Ottima
Buona
Scarsa
Buona
Ottima
Ottima
Ottima
Buona
Insufficiente
Buona
Scarsa
Radioattività
Proprietà
elettriche
Proprietà
termiche
Proprietà
acustiche
Valutazione GBC
GREEN BUILDING CHALLENGE
Il software GBTool è il metodo
utilizzato per la valutazione Green
Building Challenge. Questo è un
network internazionale, composto da
istituti ed enti, pubblici e privati, il cui
obiettivo consiste nello sviluppo e nella
sperimentazione di un metodo per la
valutazione, e la certificazione della
qualità energetico ambientale degli
edifici.
E’ un sistema composto di sei sezioni:
consumo di risorse, esternalità, qualità
dell’ambiente interno, funzionalità,
qualità delle performance dell’edificio
e caratteristiche economiche e sociali.
Le categorie vengono valutate in base
a un punteggio da -1 a +5, secondo le
considerazioni qualitative registrate
all’interno del software.
Valutazione GBC
REQUISITI
CONSUMO DI ENERGIA E RISORSE
PUNTI
9
Consumo di energia nel ciclo di vita (3/5), uso di energie rinnovabili (4/5), uso dei materiali (0/5), uso di acqua potabile (2/5).
ESTERNALITA’
9
Emissioni di gas serra (3/5), rifiuti solidi (3/5), altre emissioni atmosferiche (0/5), impatto sul sito (1/5), altri impatti locali o regionali (2/5).
QUALITA’ DELL’AMBIENTE INTERNO
15
Qualità dell’aria (3/5), ventilazione (3/5), temperatura dell’aria e umidità relativa (3/5), luce naturale e illuminazione (4/5), rumore e acustica
(2/5).
FUNZIONALITA’
6
Funzionalità ed efficienza (3/5), controllabilità (3/5).
QUALITA’ DELLE PERFORMANCE DELL’EDIFICIO
5
Flessibilità e adattabilità (3/5), mantenimento delle performance dell’edificio (2/5).
CARATTERISTICHE ECONOMICHE E SOCIALI
7
Costi e bilanci (3/5), aspetti sociali (4/5).
Totale
51
Valutazione LEED
LEED GREEN BUILDING RATING
SYSTEM
Questo metodo insieme al BREEM è
sicuramente uno dei più diffusi sistemi
per la valutazione della sostenibilità e
dell’impatto ambientale di un edificio.
Il programma di certificazione Leed è
promosso dal Green Building
statunitense e valuta l’ edificio
secondo cinque categorie ambientali:
sostenibilità del sito, efficienza idrica,
energia ed atmosfera, materiali e
risorse, qualità dell’aria indoor.
Le categorie sono caratterizzate da
diverse voci che riportano una
votazione sulla base di un massimo
prestabilito, valutandone l’efficienza
relativa.
Valutazione LEED
REQUISITI
1. SOSTENIBILITA’ DEL SITO(da 7 a 14)
PUNTI
9
Prerequisiti: controllo dell’erosione dei suoli e delle sedimentazione – Età dell’edificio
1 Scelta del sito (1/1) – 2 Sviluppo urbano (1/1) – 3 Miglioramento della qualità del suolo (0/1) – 4 Trasporto alternativo (3/4) – 5 Riduzione dei rumori del
sito(1/2) – Gestione dell’acqua piovana (1/2) – 6 Progettazione degli spazi aperti con lo scopo di ridurre le isole di calore (2/2) – 7 Riduzione
dell’inquinamento luminoso (0/1).
2. EFFICIENZA DELL’USO DELL’ACQUA (da 3 a 5)
4
Prerequisiti: Sorpasso di un’efficienza minima – Scarico acque reflue
1 Gestione efficiente dell’acqua negli spazi aperti (1/2) – 2 Tecnologie innovative per il recupero (1/1) – 3 Riduzione uso acqua (2/2).
3. ENERGIA E ATMOSFERA (da 7 a 17)
14
Prerequisiti: progettazione dei sistemi energetici di monitoraggio dell’edificio - standard energetici minimi - riduzione di CFC nei sistemi di ventilazione e
condizionamento
1 Ottimizzare le performance energetiche (8/10) – 2 Uso di energia rinnovabile (2/3) – 3 Monitoraggio dell’edificio (1/1) – 4 Ridurre l’emissione di gas
serra per soddisfare il protocollo di Montreal (1/1) – 5 Misurazione e monitoraggio dei risultati (1/1) – 6 Documentazione e monitoraggio dei costi
dell’edificio sostenibile (1/1).
4. MATERIALI E RISORSE(da 6 a 11)
7
Prerequisito: raccolta differenziata dei materiali e rifiuti riciclabili
1 Riuso nell’edificio (1/2) – 2 Gestione dei rifiuti provenienti dalla costruzione (2/2) – 3 Riuso delle risorse (1/2) – 4 Riciclo (1/2) – 5 Uso di materiali locali
o regionali (1/2) – 6 Uso di materiali rapidamente rinnovabili (1/1).
5. QUALITA’ DELL’ARIA INTERNA(da 10 a 22)
16
Prerequisiti: standard minimo di qualità interna dell’aria - controllo del fumo da tabacco
1 Monitoraggio delle emissioni di CO2 (1/1) – 2 Favorire la ventilazione interna degli edifici (1/1) – 3 Piano di gestione della costruzione per assicurare la
qualità dell’aria indoor (1/2) – 4 Uso di materiali a basse emissioni (2/2) – 5 Controllo delle fonti di inquinamento chimico indoor (0/1) – 6 Sistemi di
controllo (1/2) – 7 Confort termico (2/2) – 8 Illuminazione naturale e vista (4/4) – 9 Piano di gestione e controllo dell’aria interna (1/1) – 10 Strumenti e
materiali per la manutenzione a basso impatto o ecologici (3/6).
Totale
46
Conclusioni
Fase
Descrizione
Processo
Il processo costruttivo della London City Hall ha visto un ottimo
coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nelle diverse fasi.
In particolare la sinergia tra i progettisti e lo studio di ingegneria ARUP ha
ottimizzato la fase di progettazione.
Cantiere
Tecnologie
La buona gestione della fase di cantiere è stata resa possibile dalla
presenza di elementi prefabbricati e dalla buona cooperazione tra le parti.
Le tecnologie costruttive sono state applicate con consapevolezza in vista
di un risparmio energetico nelle diverse fasi di vita di questo edificio.
Alcune di queste sono state scelte anche in funzione del ruolo
rappresentativo dell’edificio, concedendo comunque buone prestazioni al
sistema.
Gestione
Pur possedendo alcuni sistemi che permettono un notevole risparmio nei
costi di gestione di questo edificio, esso richiede comunque un certo livello
di manutenzione data la grande quantità di superfici vetrate.
Demolizione
Il sistema strutturale dell’edificio è il risultato dell’ottima cooperazione tra
progettisti e ingegneri e permette lo smontaggio di tutto l’edificio in tempi
relativamente brevi.
L’edificio preso in considerazione
ha ottenuto una valutazione di 51
punti nel sistema GBC ed una di
46 nel metodo LEED. Queste sono
considerate tra le valutazioni di
fascia alta, descrivono quindi un
edificio notevole dal punto di
vista della sostenibilità.
Nonostante questo generico
parere condiviso, la discrepanza
tra le due valutazione risulta in
parte dalle differenti voci
presenti nei metodi utilizzati, in
parte da logiche di calcolo
diverse.
In generale è evidente una
valutazione positiva di molti
aspetti dell’edificio, che risulta
quindi essere a nostro avviso un
buon esempio di architettura
sostenibile.
Conclusioni
Non sostenibile
Sostenibile
Processo
Cantiere
Tecnologia
Gestione
Demolizione
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Bibliografia
Libri:
Web:
 Kenneth Allison - “London’s contemporary architecture” (3A edizione) _
Ed. architectural press
www.fosterandpartners.com
www.arup.com
www.morelondon.com
www.london.gov.uk
www.pubs.asce.org
www.emporis.com
www.usgbc.com
 Norman Foster & David Jenkins – “Norman Foster works 4” _ Settembre
2004 _ Prestel publishing
Riviste:
 Detail no 9 – 2002 _ “City Hall in London” pp. 1012-1086
 Detail no 8 – 2003 _ pp. 769
 Arca Plus no 29 – 2001 _ “GLA” pp. 68-73
 L’Arca no 176 – 2002 _ pp.6-15
 Area no 72 – Gennaio/Febbraio 2004 _ “Londra: un modello ci città
sostenibile?” _ R. Rogers
 Architectural review no 8 – 2002 pp. 82-83
Descargar

presentazione London City Hall